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Anti-Doping e Tritacarne mediatico

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BenoixRoberti
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Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Dic 20, 2013 7:17 pm

Promemoria primo messaggio :

Una notizia tristissima, ma per fortuna poco fa lo hanno dichiarato fuori pericolo.
Jonathan Breyne ha assunto un mix di farmaci per suicidarsi.

http://www.sudinfo.be/886506/article/sports/cyclisme/2013-12-20/le-cycliste-mouscronnois-jonathan-breyne-a-tente-de-se-suicider-apres-l-annonce

Due giorni fa era stata dichiarata la sua positività al clenbuterolo.
http://www.ciclopassione.com/t767-bollettino-delle-positivita-all-antidoping#2701

C'è solo una parola (tristezza) ed un groppo in gola Crying or Very sad

Ps. Jonathan è di Mouscron come Frank Vandenbroucke. Stavolta almeno, i corsi e ricorsi storici non ci sono stati. Sad


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vallelvo
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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da vallelvo il Gio Gen 07, 2016 11:04 pm

Sono d'accordo su quanto scrivi. I genitori perdonano sempre, la cronaca racconta.

Quando leggo delle positività, il mio sentimento è di grande dispiacere e tristezza.

E' giovane, ha la vita davanti a sé e tutto il tempo di maturare e di rifarsi perché la vita offre tante occasioni. Bisogna saperle cogliere.
Anche su questo mio pensiero ho qualche dubbio, il destino a volte.....

Sono cattiva, l'intervista sarà almeno servita per il....... mutuo?
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BenoixRoberti
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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da BenoixRoberti il Gio Gen 07, 2016 11:09 pm

Bella domanda.
Spendere tutti quei soldi per tornare a correre è una pura follia. Embarassed
E' imbarazzante. E il pensiero che si impicchi per darli a quel covo di criminali assetati di denaro dell'Uci ... mi fa bollire il sangue. Evil or Very Mad


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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da Ospite il Ven Gen 08, 2016 4:49 pm

@BenoixRoberti ha scritto:Concordo con te che non bisogna giudicare, è in genere assolutamente il mio pensiero sul comportamento in queste disavventure dei ciclisti.
Ma questa volta mi sono sentito di farlo perché mi sono un po' immedesimato nei loro genitori.
Immagina cosa si è riversato su di loro ieri quando la Gazzetta ha riportato questa intervista.
E' inverosimile che dei genitori abbandonino un figlio drogato (e parlo di droghe pesanti come l'eroina). Immaginare, anche solo per un attimo, che lo abbiano fatto per una positività nello sport ... non ci riesco proprio. Luciano Rabottini è un ex ciclista prof ... Il ciclismo ha sempre fatto i conti col doping e pensare che costui possa avere abbandonato il figlio è impossibile.
Matteo Rabottini si è fatto e si sta facendo degli autogol.
E umanamente mi spiace perché rischia di andare a sbattere.
Qualcuno deve spiegargli che c'è una vita anche oltre il ciclismo.

In privato (perchè di doping e antidoping si parla pubblicamente già troppo e quasi sempre a sproposito) con Ben abbiamo spesso disquisito su vicende come questa; entrare nella psiche di chi, pur sapendo cosa rischia, si imbarca in certe scelte farebbe pensare che sia affetto da pura e semplice follia. Si potrebbe opinare se dietro a questi rischi ci fosse un tornaconto economico superiore a 6 o più zeri. E stiamo parlando di professionisti , gente che lavora e che non può accampare disinformazione. Ora immaginatevi cosa può succedere in tutte le categorie giovanili e amatoriali.
STOP.
Per cercare di fare qualcosa dovrebbero muoversi tutti gli studiosi  esperti di : psichiatria e sociologia ma è evidente che nessuno li interpella, questa è materia per farmacisti, biologi, medici, pseudo dirigenti, spacciatori, politici, giornalisti e quaquaraquà.
Come qualcuno ha già scritto in queste pagine: nella vita non si può pensare e continuare a credere che non ci sono vie d'uscita al ciclismo e allo sport, bisognerebbe educare fino da giovani i nostri ragazzi. Il guaio è che la nostra società insegna che l'importante sono i soldi e non i valori, quando hai quelli puoi fare di tutto perchè trovi sempre qualcuno come te che si fa comprare, una lotta dura che solo noi che guardiamo ostinatamente al ciclismo vorremmo vincere, è una lotta impari perchè a me sembra, dati alla mano, che anche chi dirige tutto il circo sia affetto dallo stesso male, c'è chi si dopa con le fiale e chi con : regole, sanzioni e multe ma pensando unicamente a se stesso e non al bene.
A proposito, c'è qualcuno che ha notizie di un percorso di riabilitazione per dopati?  e c'è qualcuno che ha notizie di un percorso di riabilitazione per dirigenti concussi, collusi, corrotti, evasori  e.........tanto altro??
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BenoixRoberti
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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Gen 08, 2016 6:16 pm

@lucio quinzio ha scritto:In privato (perchè di doping e antidoping si parla pubblicamente già troppo e quasi sempre a sproposito) con Ben abbiamo spesso disquisito su vicende come questa
Ed è un peccato che molte analisi bellissime restano in privato e che me le possa leggere con gusto solo io Wink
Grande Lucio! Very Happy


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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da apache il Gio Apr 07, 2016 10:11 pm

Cosa ne pensate dell'articolo odierno della  gazza?
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/07-04-2016/confessioni-choc-un-corridore-fanno-tremare-ciclismo-150144286823.shtml
Meazza sostiene che il ciclismo francese è il più pulito. Qui non è che ne esca molto bene...


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Pippo Pozzato è un personaggio mitologico di twitter, come Not Mauro Vegni

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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da vallelvo il Gio Apr 07, 2016 10:55 pm

Il ragazzo è un poveretto. Se sa parli: non si getti ancora fango sul ciclismo.
Pecunia non olet, anche per lui. Un libro del genere, lascia il tempo che trova, almeno per me. In fondo denuncia cose che da tempo si scrivono, non così negli altri sport.

Domenica si corre la Roubaix, ricordo la vittoria di Museeuw nel 2002. Un amico  francese mi telefonò indignato perché i "controllori" anziché recarsi a Roubaix, per sbaglio furono indirizzati ad una corsa per dilettanti che si svolgeva da quelle parti.  Tutti sapevano, i mass media non ne parlarono. Incredula tornata a casa telefonai alla redazione di una nostra rivista, che mi confermò il tutto.
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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da BenoixRoberti il Sab Apr 09, 2016 12:17 pm

Post molto interessante Apache.
Preparo un post con le mie modeste impressioni.
Ci sono molti aspetti da considerare.


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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Apr 19, 2016 1:19 am

@apache ha scritto:Cosa ne pensate dell'articolo odierno della  gazza?
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/07-04-2016/confessioni-choc-un-corridore-fanno-tremare-ciclismo-150144286823.shtml
Meazza sostiene che il ciclismo francese è il più pulito. Qui non è che ne esca molto bene...

Non voglio litigare con Meazza, visto che già lui ha litigato col mio avatar. Laughing
Una cosa però posso dirla. Devo dar lui atto che, sebbene francofilo alla nausea, anche lui aveva espresso perplessità verso certi atteggiamenti di Vayer.

Già Antoine Vayer. E' quello il nome che fa irrigidire e osservare tutto con cautela.
Il pagliaccio francese ha parecchi sassolini nelle scarpe ed è mosso da parecchia acrimonia e parecchi odi mal sopiti o per nulla sopiti verso il mondo del ciclismo.
E' poi uno che produrrebbe da solo le prove per uno scandalo.
Io non amo particolarmente Froome, sono perplesso sulle sue imprese, ma certi accanimenti come quelli di Vayer non li sopporto proprio. Lui non è uno che vuole migliorare il ciclismo, è uno che vuole farsi notare, che vuole sfatare antichi torti subiti probabilmente.
E anche in Italia abbiamo l'esempio di Marco Bonarrigo, giornalista spietato a caccia di facili scoop a danno di qualche sfigato ciclista, dopato o motorizzato, mentre poi si accompagna a personaggi da prendere con le pinze che invece appartengono alla dirigenza ciclistica.
E' talmente affidabile che chi gli dà informazioni sulle malefatte dei ciclismo italiano, trova poi il suo nome citato davanti alla giustizia federale dal giornalaio che dovrebbe invece tutelare le sue fonti per deontologia professionale.

Quindi, se penso a Vayer, mi vengono dei dubbi anche sulla reale esistenza di questo corridore segreto, perché con la somma di particolari, se fosse davvero esistente, i colleghi lo scoprirebbero in un attimo.

Infine mi ha colpito questo passaggio per l'ingenuità giornalistica: "E quando non ci si dopa, si falsano le gare, per soldi. I criterium sono farse".
Nel ciclismo le gare prof le hanno sempre contrattate, è nel dna di questo sport. E io, senza alcuna malignità o dubbio pririginoso, ho dei dubbi fortissimi su di una semiclassica belga di quest'anno dall'esito troppo sfacciato e improbabile.
Tra i corridori va così, anche per avere amici in gruppo o per ricambiare il favore di un amico in un'altra gara.

Riguardo ai criterium, santa pazienza, nessun suiveur crede alla bontà agonistica dei criterium. Si sa che le classifiche le decidono gli organizzatori. Non è che si vendono, è uno spettacolo così.
Bene, questa parte ingenua mi dice che questo libro presenta un po' troppa muffa per essere davvero autentico.
Ciò non toglie che sia ricco di verità, ma sono verità interpretate, scritte e proposte dal format di Monsieur Antoine Vayer, un clown di cui il ciclismo potrebbe fare a meno con profitto ideale per tutti.


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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Apr 19, 2016 9:02 am

Niente di tritacarne, ma certamente di mediatico. Sono risaliti alla fuente delle provvigioni doping. Laughing


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Re: Anti-Doping e Tritacarne mediatico

Messaggio Da BenoixRoberti il Lun Mag 09, 2016 12:42 am

Per chi ama il ciclismo la vicenda del rientro di Schwazer, con tutto il suo portato mediatico di tragedia/festa collettiva non ha granché di originale. E allora è nata l'idea suggerita da un amico di catalogare gli approcci del pubblico spettatore e/o soggetti interessati e/o coinvolti alle faccende doping ed alle diverse dinamiche generate.
Una base di partenza valida, per chi volesse fare una cosa analoga, potrebbe essere questo articolo della Gazzetta.
http://www.gazzetta.it/Atletica/08-05-2016/atletica-mondiali-squadre-marcia-roma-assolo-schwazer-50-km-italia-trionfa-150535624920.shtml

condannisti
critici
scettici
ingenui
...
forever ipocriti

Mi sono permesso una aggiunta alle quattro categorie comportamentali dello sportivo, praticante, agonista o da divano con schermo HD per lo sport TV.
Forse, pur volendo tutti essere tra gli ingenui, mi sento di dire che la maggior parte di noi è passata almeno una volta da tutte e quattro le categorie sopra, con qualche spruzzatina, qualche ipocrisia, della quinta, senza pur essere dei "forever ipocriti".

CONDANNISTI
Non sono una categoria unica, perché sono frammentati all'interno.
Si va da coloro che condannano i "trovati positivi" all'ostracismo eterno perché il doping nel ciclismo e nell'atletica è uno schifo, ma che poi "Totti è magico" e il doping nel calcio è impossibile perchè servono i piedi buoni, quindi anche se fosse non è come nel ciclismo e nell'atletica (dopati di un inferno maggiore).
Ci sono poi coloro che condannano solo e soltanto i "trovati positivi", e che le voci sull'antidoping sono solo balle messe in giro da questi perché sono stati presi.
Ci sono i condannisti perché l'ha detto Capodacqua, o Donati o l'ha scritto Bonarrigo.
Ci sono i condannisti alla Capodacqua, alla Donati e alla Bonarrigo che sulle condanne (anche quelle da loro procurate) ci campano un poco sopra.
Ci sono i condannisti da disillusione, alla Bulbarelli, bruciati da eccesso di esaltazione e fiducia (a loro modo di vedere mal riposta) che però mantengono una cristiana misericordia nella loro considerazione degli atleti, tutti indistintamente, esprimendo comunque un condannismo di fondo.
Ci sono i condannisti "razzisti", quelli che in quegli sport ... Non sono mentecatti poco informati soltanto. Fra questi vanno annoverati alcuni luminari medici della Wada come il recentemente dimessosi Prof. Pigozzi, ideologo del fucile di precisione nei controlli mirati verso l'atleta e la disciplina a rischio.
Vedere per credere.


Infine ci sono i peggiori condannisti, che sfociano talvolta anche nella quinta categoria, quella degli ipocriti perenni.
In questa categoria vi metterei subito il "buon" Tamberi. Lui è solo l'ultimo esempio di condannista leccaculo. Leccaculo di chi?
Del potere ovviamente. La sua sceneggiata contro Schwazer è stata a puro uso e consumo dei boss dello sport e dei media. L'idiota, mi sia permesso lo sfogo (è un peccato perché Tamberi lo adoravo sino al giorno prima nel suo essere personaggio), ha inteso in tal modo legittimarsi come un modello di pulizia, ma lo ha fatto non rimanendo confinato nel concetto, ma lanciando ortaggi verso il collega "trovato positivo".
Tra questi il picco dell'abbietto viene raggiunto dai proclami moralisti e forcaioli degli ATLETI PROTETTI. Questi sono quelli pronti per fare a fine carriera il salto nella politica partitica.
Ne ho francamente le scatole piene di questi atleti smaniosi di crescere calpestando altri.
Chi ha la mia età è stufo dei pistolotti ipocriti, pensando ai primi del genere del periodo di Di Centa e Belmondo, passando per le molte stelle "protette" della galassia politica Coni.
Ne abbiamo ascoltate tante di menzogne soprattutto fuori dal ciclismo. Ma anche nel ciclismo non si scherza. Si pensi ai tweet di cattiveria gratuita dei colleghi verso i "trovati positivi", salvo poi rivedere qualcuno dei primi fra i secondi.
Fra questi condannisti debbo annoverare in qualche modo anche "Mr. Clean" Cristophe Bassons, un soggetto che fu brutalizzato dall'arroganza di Lance Armstrong e si trovò contro l'intero gruppo per il suo voler apparire lindo e puro in un gruppo di dopati. Come scrisse magistralmente in un suo libro Laurent Brochard (informazione che ho conosciuto grazie a Lemondaccio), Bassons aveva ragione a lamentarsi delle pratiche dopanti nel gruppo e nella sua squadra, ma nel contempo era gelosissimo di condividere i premi di squadra e delle loro gare dopate. Qualche anno fa (2012) Mister Lindo, selezionato per l'esame antidoping, si ritirò a 20 Km dal traguardo e scappò verso casa. Smile Si beccò un anno di squalifica dalla Federazione Francese.
http://www.telegraph.co.uk/sport/otherspor...e-year-ban.html
Per concludere fra i condannisti ci sono spesso la quasi totalità dei "trovati positivi" o dei rei-confessi post mortem sportiva (ovviamente rigorosamente non più attivi nel ciclismo) che dicono degli ex colleghi che sono tutti dopati e che sono pure tutti ipocriti.

CRITICI
I critici non sono una categoria, non lo sono per manifesta impossibilità ad essere categorizzati, in quanto sono individui che criticano anche gli altri critici.
C'è chi critica gli sportivi, che per loro sono peccatori che sfogano il loro essere bestia uman, chi critica le federazioni (ve ne viene in mente uno a caso?) e le loro strutture corrotte, o accomodanti, o nazionaliste, o vendute al miglior offerente (es. una Unione C ...), chi critica la massoneria del comitato olimpico, italiano e/o internazionale, chi critica il calcio mentre i poveri ciclismo e atletica..., chi critica i medici sportivi che sono il cancro perché assetati denaro e senza di loro sarebbe meglio (è anche il caso di Renato Di Rocco), chi critica il capitalismo e la globalizzazione liberista che ha intaccato i valori dello sport.
A questi aggiungiamo i critici a prescindere, coloro che "tutto è merda" di natura e dubitano di chiunque, atleta o altro, sia famoso. "Per essere arrivati lì, hanno fatto i loro sporchi compromessi".

SCETTICI
A differenza dei condannisti che condannano alcuni miratamente, a seconda delle diverse sensibilità, simpatie e convenienze, gli scettici condannano tutti.
Fra gli scettici ci sono:
coloro che condannano tutti e quindi nessuno (Lemondaccio, anche se non è scettico e non condanna nessuno, è un leader di questo filone particolarissimo di pensiero Smile), e
- coloro che condannano tutti ma proprio tutti.
Questi a loro volta si dividono fra chi:
- si facciano tutte le cure che vogliono che tanto sono tutti uguali, ma che mi lascino vedere le gare in pace, senza rotture e polemiche
- si facciano tutte le cure che vogliono che tanto sono tutti uguali e io il ciclismo o l'atletica non lo guardo più (come prima, notare la sottile precisazione), perché sono schifato.
A questi aggiungiamo gli scettici a prescindere, coloro che nichilisti di natura dubitano di chiunque.

INGENUI
Non sono solo coloro che hanno una buona parola per tutti e che vogliono credere che il bene alla fine vince sul male e che le persone, se poste nella giusta condizione, dànno il loro meglio.
Non sono solo coloro che "Quello è stato trovato positivo, quello si fa una tonnellata di ... No! Non è vero non ci credo".
No ci sono ingenui molto sofisticati.
Ci sono i tecnici di Schwazer che all'alba della positività accusano Alex di averli traditi, ci sono i medici di Schwazer che certi di avere sollecitato Alex di "non fare cazzate" tornano al loro lavoro di medici rinneganti e cancellatori di doping nell'atletica e nel contempo di fustigatori del passaporto biologico nel ciclismo, assecondando INGENUAMENTE i desiderata delle rispettive federazioni.

E già che ci sono chiudiamo su Schwazer e sul suo mentore Donati.
Donati è stato tutto, da condannista a scettico, da critico a ipocrita. Stavolta rischia di fare l'ingenuo.
Non voglio mettere in dubbio la sua base etica, sia mai, ma sulla base di quali conoscenze scientifiche specifiche il Maestro dello Sport Donati (Esperto Wada disconosciuto dalla Wada) può mettere la mano sul fuoco per il bravo Alex? Ci dorme assieme, lo segue in bagno, manco fosse una gelosissima Carolina?
Non voglio dubitare malignamente, magari duplicando qualcuna delle categorie elencate, ma voglio solo puntualizzare accademicamente come il Donati passato dall'altra parte della barricata sia a rischio come l'ultimo dei team manager (supposto onesto) del ciclismo o di qualche club di atletica.

Donati si è oggi lamentato dell'odio manifestato da alcuni, della ostilità della federazione, ma queste sono le normali situazioni generate dalla cultura che lui stesso ha contribuito a creare.

Quale era la domanda finale? Chi ha ragione fra tutti costoro? Difficile stabilirlo, forse è più corretto dire che hanno/abbiamo tutti torto e che bisogna azzerare tutto.
Parlare di antidoping senza una vera terzietà dei controlli è pura fantascienza. Semmai vi si arriverà, sarà il caso di pensare alla radiazione alla prima infrazione grave (es. doping ematico), in modo che chi si trovasse cancellato potesse vuotare il sacco.
Oggi il sistema, con la scusa della legislazione sul lavoro professionistico, ha messo a punto una gestione volgarmente discrezionale che garantisce potere e denaro a chi ne tiene in mano il timone. Nessuno parla perché deve rientrare, e se uno parla da trovato positivo lo fa per quello, ma ormai è screditato, quindi la sua parola non vale.

FOREVER IPOCRITI
...


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