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Il doping dei pirla

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Il doping dei pirla

Messaggio Da BenoixRoberti il Lun Apr 14, 2014 10:24 pm

IL DOPING DEI PIRLA
http://www.ciclopassione.com/t1189-il-doping-dei-pirla
C'è il #doping del #ciclismo di vertice, dei prof che spesso vengono additati come una sorta di feccia sociale (e vedremo il perché) ed il doping dei ... #PIRLA.
Il doping dei pirla è quello dei miei coetanei (o ancor più vecchi) cicloamatori.
E' per me assolutamente assurdo l'agonismo oltre l'età giovanile e dello spettacolo assoluto, ma addirittura doparsi per vincere un bel salamotto ed una bottiglia di vino è oltre l'ammissibile anche in caso di minima intelligenza umana.

Oltretutto la risposta alle bombe di un fisico oltre i 40 anni è diversa di quella di un ventenne, ed i fattori di rischio si accrescono.
Ieri i Nas si sono presentati, parrebbe su mandato del Ministero della Salute, ad una gara amatoriale del magentino, alto milanese. Niente da dire sulla operazione di polizia, qualora fosse l'esito di una indagine, ma mi seccherebbe parecchio se il controllo fosse solo e soltanto da input ministeriale.
I controlli nel settore giovanile latitano, non se ne ricordano da tempo immemore, e si spendono risorse preziose per indagare le "truffe sportive" di una potenziale manica di pirla.
Ci fosse almeno lo scopo della prevenzione sanitaria, ma temo che neppure quello sia lo scopo.
Oggi Tuttobici ha riportato la notizia in questo modo:
______________
AMATORI | Gara cicloamatoriale a Magenta. 7° Trofeo “Moscatelli Isolina», gara organizzata dall'ASD Equipe Corbettese. Ci sono un buon numero di corridori e soprattutto ci sono alcuni big della categoria. La prassi è conosciuta: arrivi, prendi il numero e lasci a garanzia il tesserino. Ad un certo punto arrivano i carabinieri dei NAS, che hanno ordini ben precisi: controllare alcuni dei corridori più in vista e vincenti. Hanno i nomi, si fanno dare i tesserini, e aspettano che finisca la corsa.
Le gare vengono vinte da Matteo Nervi (categoria senior); Andrea Bonollo (junior); Alberto Tota (Veterano) e Ampelio Mantovani (Gentleman). Tutti quelli che vengono invitati a sottoporsi al controllo antidoping si presentano davanti ai Nas, diversi corridori però, prendono il largo e si danno alla macchia. Uno dei più blasonati, M.M., che in stagione riesce a vincere anche più di trenta corse sparisce letteralmente dalla circolazione e non si presenta né al controllo né a ritirare il suo tesserino personale. È un tipo veloce, anche a sparire a gambe levate. - See more at:

http://www.tuttobicitech.it/index.php?page=news&cod=67166&tp=n#sthash.jyQAO6tB.dpuf
______________

Il personaggio M.M. che si sarebbe sottratto al controllo non è un ex professionista, non ha mai corso da giovane nel ciclismo. Viene invece dal mondo del calcio minore ed ha approcciato il ciclismo solo in avanzata età. Giusto per smentire la solita tiritera, non scritta ma pensata dai nostri dirigenti, che vuole gli ex prof come il male assoluto.
In tanti si chiedono il perché di questa attenzione verso gli amatori. E' una cosa che appare paradossale, ma c'è una ragione molto politica.
Il popolo degli amatori è ormai ampiamente dominante numericamente rispetto alla somma dei settori promozionali, giovanili e professionistico.
Dalle ultime elezioni, la Federazione ha attribuito lo status di atleti a tutti gli effetti ai tesserati amatoriali, un vero e proprio obbrobrio giuridico, anche perché i tesserati amatori possono anche svolgere ruoli dirigenziali e quindi possono votare sia come atleti che come affiliati. Una solenne immensa porcata.
E perché tutto questo? Ci arriviamo.

Il mondo amatoriale, opportunamente motivato, si sta ribellando ai dopati (tantissimi) presenti in gruppo. E questo moto di opinione è lì bell'e pronto per essere utilizzato da un uomo forte, l'uomo della provvidenza, della tolleranza zero. Chi è il Messia dell'antidoping, l'unto del Signore che così tanto può?

Io trovo disgustosi, come detto, i tanti dopati, ma trovo in un diverso modo insopportabili i tanti rosiconi che si mangiano il fegato per i salamotti e le bottiglie rubate loro dai dopati. Nemmeno all'Asilo Mariuccia ci sono simili infanti decerebrati. Che vadano tutti in bicicletta senza ordini di arrivo e stucchevoli battaglie sportive fra portatori di dentiere ed attempati atleti mancati.
Ma non c'è niente da fare. A queste vittime del furto di salamotti e bottiglie va data giustizia. E chi se ne frega se nemmeno ai campionati italiani del settore agonistico giovanile si fanno i controlli antidoping, chi se ne frega se tra questi ragazzi avremo (forse) le nostre prossime nazionali e le punte del professionismo (il nostro settore più importante). Anzi gli ex professionisti sono stati trasformati dalla Fci in una categoria off, con una norma ipocrita che confonde il loro eccessivo essere performanti con il loro "certo" (pensiero implicito) essere avvezzi PER FORZA al doping ed alle cattive abitudini.
Chi se ne frega della dignità umana dei prof e degli ex atleti, chi se ne frega del futuro del ciclismo, l'importante è garantire la correttezza delle gare dei nonni e degli zii (i miei coetanei).
Perché? Perché i nonni cicloamatori rosiconi sono la maggioranza nella Fci e dovranno votare il loro Messia. E chi sarà il loro Messia?

Il nome lo sanno tutti perché è già il loro capo, il capo degli amatori, colui che è anche d'incanto nella eterna Commissione Ministeriale di Vigilanza Doping.
Il calendario ciclistico italiano abbandonerà il ciclismo giovanile e il morente ciclismo professionistico, fatto solo da dopati (refrain maniacalmente ripetuto dai nostri dirigenti) per riempirsi di lucrative Granfondo (lucrative per i soliti) e di gare amatoriali illibate, ai quali il nuovo Messia garantirà il massimo della pulizia e dei controlli.
E chi manderemo un giorno alla Roubaix, al Fiandre? Chi manderemo alla nostra Sanremo ed al Lombardia?
Tranquilli il giorno prima faremo anche lì una bella Granfondo, la Granfondo Polident - Gran Premio Amplifon per tutti i nostri nonni. Gli avvocati, i dirigenti ministeriali ed i boiardi di Stato, atleti mancati, potranno pedalare assieme in diretta televisiva Rai e fare business nel deserto di questo Paese lasciato libero dai noiosi giovani (tutti drogati) che saranno emigrati tutti all'estero.
I politici adesso non rubano solo i soldi e la la dignità delle generazioni future, adesso rubano pure i controlli antidoping per fini elettorali.
W l'Italia, W il ciclismo italiano. Viva? Vabbeh ... almeno sopravviva!


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Re: Il doping dei pirla

Messaggio Da eliacodogno il Mar Apr 15, 2014 9:36 am

@BenoixRoberti ha scritto:Che vadano tutti in bicicletta senza ordini di arrivo e stucchevoli battaglie sportive fra portatori di dentiere ed attempati atleti mancati.
Mi pare la definizione più consonante al termine "amatore".


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Re: Il doping dei pirla

Messaggio Da BenoixRoberti il Gio Giu 26, 2014 9:13 am

Sono arrabbiatissimo con Angelo Francini  Razz  Smile perché ha regalato a Tuttobiciweb un post di portata storica ed una disamina enorme sullo stato attuale della Federazione e di come l'antidoping sia utilizzato per secondi fini. Non avevo mai letto una analisi così puntuale e dettagliata su come si stia involvendo il ciclismo ed in particolare il suo massimo organo italiano, la Fci.
In replica ad un altro commento che riproponeva in parte la consueta retorica dell'antidoping, che fa presa su alcune persone che non conoscono la effettiva realtà, Angelo ha snocciolato tutta una serie di osservazioni che dovrebbero preoccupare chi ha a cuore le sorti di questo sport.

Stupenda questa frase che potrebbe essere una massima:"Sappiamo che il doping è fratello dell’antidoping: entrambi hanno lo stesso papà, forse anche la stessa mamma." Laughing

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http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=news&cod=69703

La lotta al doping, o meglio alla cultura del doping, nel mondo sportivo dovrebbe essere una cosa seria.
Che cosa è che ci può dimostrare se, questa lotta, viene condotta in modo serio ed istituzionale?
Una premessa per farmi capire.
In campo agonistico internazionale l’UCI si appoggia ad alcuni provider (agenzie antidoping private) per fare i controlli fuori gara. Analizzando questi provider scopriamo situazioni che dimostrano uno stretto legame fra le due braccia della “lotta al doping”: agenzie che prima erano al servizio di squadre professionistiche, alcuni dei soci sono stati squalificati in ambito internazionale ed altri dal loro Comitato olimpico nazionale di cui facevano parte. 
Eppure oggi sono la faccia bella dell’antidoping: come se Totò Riina diventasse Ministro degli Interni.
Sappiamo che il doping è fratello dell’antidoping: entrambi hanno lo stesso papà, forse anche la stessa mamma.

Partendo dal commento postato lunedì 23 giugno da Bartoli64, vorrei porre alcune considerazioni legate alla lotta al doping nel mondo amatoriale ed a quanto ruota attorno a quel mondo.

Al punto 2 afferma: “parte dei soldi che gli amatori pagano (e tanti) per i tesseramenti e per le iscrizioni vanno anche ad essere impiegati nelle campagne e nei controlli anti-doping”. 
Per chiarezza, alla Federazione finiscono solo i soldi relativi al tesseramento, il resto finisce nelle tasche degli organizzatori (come Lei sa): per essere chiaro ritengo assolutamente un fatto illecito che un organizzatore (UNO SOLO) si sostituisca alla competenza propria della sola Federazione!

Al punto 3 afferma: “lo Stato, in questo caso attraverso la Comm. di Vigilanza sul Doping (CVD), ha il DOVERE di preservare la salute della popolazione sportiva, purtroppo anche di quella che si dopa, se non altro per non arrivare a spese e/o a conseguenze ulteriori”.
La Legge 14.12.2000 n. 376 “Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping” (in applicazione della Convenzione contro il doping di Strasburgo del 16.11.1989 cui l’Italia ha aderito con la ratifica fatta tramite la Legge 29.11.1995 n. 522) fa riferimento alle norme del CIO e delle Organizzazioni sportive Internazionali, quindi principalmente dello sport agonistico: in tale Legge è prevista la Commissione di Vigilanza sul doping e ciò che deve fare.
Nella logica della “popolazione sportiva” dovremmo forse far rientrare anche quelle forme di sport che si fa in mille altre forme nelle palestre o nei parchi pubblici?
L’aspetto economico dell’antidoping, per l’incidenza che ha sul bilancio federale, sarebbe da analizzare: avendo creato le tabelle (ancora in uso) delle tasse federali conosco come erano e come sono costruite: a quell’epoca era esposto l’importo della tassa doping giornaliera a carico dell’organizzatore, oggi non più solo perché quell’importo è stato inserito nella tassa tecnica. Quindi l’antidoping a livello agonistico è pagato dagli organizzatori (e nelle gare internazionali anche in una certa percentuale trattenuta sui premi dei corridori): nel mondo amatoriale i cicloamatori non pagano un cent per l’antidoping!
Quindi lo Stato ha il dovere di preservare la salute della popolazione sportiva AGONISTICA: il resto penso sia un problema che poco dovrebbe riguardare il mondo sportivo, partendo dalla considerazione che questo Stato ha liberalizzato l’uso delle droghe leggere!

Ora cercherò di rispondere a quanto esposto al punto 1 del Suo post.
Sappiamo che, nelle gare di ciclismo amatoriale, oltre ai tesserati Master della FCI partecipano anche quelli aderenti agli Enti: ACSI (Udace), AICS, ASC, ASI, CSA In, CSI, ENDAS, LIBERTAS, MSP, OPES, UISP e l’US ACLI.
Il numero dei “positivi” (non mi piace la parola dopati) è alto rispetto al numero dei controlli svolti in quel settore: vero. Non capisco però perché il conto, nell’opinione pubblica lo paghi il Ciclismo, non il ciclismo!
Ora dal rapporto della CVD si evidenzia quanto segue:
a)le gare controllate nel ciclismo, sul totale generale di 317, sono state 69 pari al 23,9 % del totale generale così suddivise:
-FCI nr. 57
-ALTRI nr. 12 (ACSI n. 6, UISP n. 3, CNS-LIBERTAS n. 1, CSAIN n. 1, CSEN n. 1) 
b)gli atleti controllati nel ciclismo, sul totale generale di 1390, sono stati 323 e purtroppo non vi è il dato che permetta di stabilire l’appartenenza federativa.
I 323 controlli fatti nel ciclismo hanno fornito 21 casi di positività, così suddivisi:
-FCI nr. 8
-ALTRI nr. 13 (UISP n. =5, ACSI n. =6, CSAIN n. 2)
Mi chiedo se il Consiglio Federale abbia analizzato questo aspetto e cosa comporti all’immagine del ciclismo agonistico la cui gestione è, per Legge, il suo esclusivo e principale scopo!
Mi aspetto, ed arriverà, una risposta che sarà molto simile a quella da Lei data al punto 3): il mondo sportivo amatoriale va salvaguardato e la lotta al doping non deve conoscere confini.
Mi permetta una considerazione sulla tutela della salute che compete allo Stato. I dati indicati nella relazione della C.V.D. parlano di un totale di 317 gare e 1390 atleti controllati: credo che essendo tali numeri riferiti a tutto lo sport italiano si potrebbe anche fare a meno di farle, essendo solo uno spreco inutile di risorse, e considerando che molto stranamente alcune importanti (!?!) Federazioni hanno subito 0 controlli.
Inoltre questa battaglia, sventagliata dai vertici federali, quali utili porta al movimento ciclistico federale?
Nessuno poiché finisce solo con aumentare il numero dei “positivi” nel ciclismo che, nella percezione dell’opinione pubblica, si traduce immediatamente: “ciclismo sport dei dopati”.
Ed allora poniamoci la domanda: a chi giova questa battaglia moralizzatrice nella considerazione che, ad una Federazione olimpica quale è la FCI, porta soli svantaggi a danno del movimento agonistico?
La risposta è molto semplice: porta vantaggi a coloro i quali hanno grandi interessi nel mondo ciclistico cicloamatoriale e delle gran fondo, e quindi hanno la necessità di far apparire che il “prodotto amatoriale” ha un’immagine pulita.
Questa linea di pensiero si è concretizzata, da un’idea di una società l’asd Petit Velò affiliata al CSI e dal suo Presidente, componente della C.V.D., che ha portato il CONI e la FCI alla creazione del consorzio Five Stars League.
Tale consorzio ha poi obbligato coloro che volevano correre le importanti gare, organizzate dalle società FCI consorziate, a presentare un protocollo medico (una sorta di suivi medical) che è contrastante con il Regolamento sanitario federale: questi master dovevano inviare i loro documenti sanitari ad un server privato (diverso da quello che fa capo alla Comm. Medica federale prevista dalla FCI). Stranamente questo server privato faceva capo al Presidente della Commissione Medica Nazionale FCI nonché componente della Comm. Vigilanza sul doping!
E tutti ci ricordiamo il caso che lo scorso agosto sconvolse il mondo dei Medici in ambito FCI: un buco nel sistema federale permetteva l’accesso a tutti! Qua invece vi é una voragine, ma nessuno se ne accorge! 
Caro amico blogger, spassionatamente, ritieni sia opportuna la posizione di uno stesso soggetto che:
dal 2005 al 2011 era tesserato come amatore al CSI,
dal 2005 al 2013 era Procuratore federale della FCI
fino al 2011 era Presidente di Petit Velò,
dal 2007 é componente della Commissione Vigilanza sul Doping del Ministero della Salute,
dal 2011 Presidente del consorzio Five Stars League,
dal 2011 componente della Commissione Antidoping della Consulta Nazionale del Ciclismo,
dal 2011 è l’ideatore e l’organizzatore della Granfondo di Roma,
dal 2012 è tesserato come Master in FCI,
dal 2013 presidente della Struttura Amatoriale Nazionale della FCI,
dal 2013 componente della Comm. Eventi di Massa dell’UCI,
E, in alcune di tali funzioni, con lui sono presenti anche:
dal 2007 nella Comm. Vigilanza sul Doping del Ministero figura anche il Presidente della Comm. Medica FCI,
dal 2011 nella Comm. Antidoping della Consulta figura anche il Vicesegretario nonché referente antidoping federale della FCI,
dal 2013 nella Comm. Eventi di Massa dell’UCI è presidente Renato Di Rocco.
E queste posizioni, al di la delle evidenti incompatibilità federali, non fanno sorgere dubbi sull’opportunità di simili situazioni: faccio il master, ricevo i dati dei master o amatori che corrono con me, decido chi debba essere controllato, organizzo la cora, e alla fine giudico fra gli altri anche i positivi!
E quindi, tornando alla domanda posta, a chi giova tutto ciò?: si dice che “tre indizi, fanno una prova”….
Credo che i dubbi a questo punto siano pochi, come dimostra anche la massiccia presenza e supporto dato dalla FCI alle manifestazioni amatoriali negli ultimi tempi.
Il mondo amatoriale va certamente tutelato, monitorato ed aiutato a liberarsi dai “furbetti della mortazza”, ma nello stesso tempo deve liberarsi da quei personaggi che giocano sulla pelle degli amatori e su quella, a me molto più cara, del Ciclismo (quello con la “C” maiuscola): questo Ciclismo ha già pagato e sta pagando troppo per aver consentito, nel passato, di essere usato dai “furboni” per salvare il CONI ed alcune altre federazioni!
Una piccola notizia di cronaca: nell’ultimo Consiglio federale il Presidente Di Rocco ha ipotizzato uno studio finalizzato al tesseramento degli juniores come “cicloamatori”.

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Re: Il doping dei pirla

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Ago 29, 2014 4:17 pm

Giusto per metterci la cicliegina ... mancava il doping dei pirla, quelli che si bombano per un fiaschetto ed una bologna.
Il kamikazzo aveva in corpo l'ospedale: Betametasone, Efederina >DL, Gonadotropina Corionica (hCG), Testosterone e suoi metaboliti di origine non endogena.
http://www.coni.it/it/attivita-istituzionali/antidoping/8691-positivo-yuri-gorini-acsi.html

Era un po' malato ... di capa!
http://www.notiziediprato.it/news/doping-trovato-positivo-il-ciclista-pratese-yuri-gorini

Gli amatori sono da escludere dall'attività federale. Controllarli costa troppo ed è bene che i controlli se li paghino da soli, se vogliono gare pulite. Meglio preoccuparsi dei loro figli, minori in particolare.


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Re: Il doping dei pirla

Messaggio Da BenoixRoberti il Gio Ago 27, 2015 7:57 pm

Triste aggiornamento sul doping dei pirla.

Il CONI comunica che, a seguito degli esami eseguiti dal Laboratorio di Roma, sono stati accertati due casi di positività.
Nel primo campione analizzato, è stata rilevata la presenza di Benzoilecgonina (metabolita della cocaina) per Rico Francesco Gilberto, tesserato CSAIN, al controllo in competizione disposto dal Comitato Controlli Antidoping – CONI NADO l’8 agosto a Chiaramonte Gulfi (Ragusa), in occasione della 12ª Coppa Ciclistica S.S. Salvatore.
Nel primo campione analizzato, è stata rilevata la presenza di Eritropoietina Ricombinante per Roberto Cunico, tesserato ACSI, al controllo in competizione disposto dal Comitato Controlli Antidoping – CONI NADO il 2 agosto a Sestriere, in occasione della gara ciclistica Gran Fondo Sestriere – Marmotte.
La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping su istanza dell’ufficio Procura Antidoping, ha disposto la sospensione cautelare per Rico Francesco Gilberto e Roberto Cunico.


Roberto Cunico è un nome non banale nel malato mondo delle Granfondo, uno di quelli celebrati dalle vergognose megadirette tv (pagate con soldi pubblici), come Charlie Gaul e Maratona dles Dolomites.

http://www.laleggendariacharlygaul.it/fileadmin/storage/Charly_Gaul/Documenti/comunicati_stampa/2015/Comunicato_Stampa_del_10_luglio_2015.pdf
http://www.playfull.it/v4.1/news.asp?id=2564
http://lavocedeltrentino.it/index.php/cronaca/news-dal-trentino-2/14870-spettacolo-alla-charly-gaul-sul-bondone

Grandi titoli, ore di diretta per il nulla, lo squallore ... di un business per pochi e per una pletora di pirla che si rovina la salute per una effimera gloria seguita poi da tanto fango.

E poi è il ciclismo prof a rovinare le granfondo ... Embarassed


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Re: Il doping dei pirla

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