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Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

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Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Dom Feb 02, 2014 11:59 pm

Promemoria primo messaggio :

Pochi minuti fa abbiamo ricevuto da Francesco Reda un tweet che chiede attenzione sulla sua vicenda.
Chi scrive si era perso questa sua lettera aperta.
Una volta letta, non si può non esprimere sgomento e rabbia.
Se i fatti descritti fossero veri, saremmo di fronte ad una vera e propria vessazione.
La storia e la vita di un ciclista non contano ormai più nulla per questa ipocrita giustizia sportiva.

Cari amici, forumisti e non, vi chiedo di ritwittare i twit di Ciclopassione di oggi relativi a Francesco Reda.
Lo facciano almeno coloro che non sono tesserati e non possono temere ripercussioni dal solito Palazzo che di democratico non ha nulla. Facciamo rumore.
Tutti devono conoscere questa storia e Francesco ha diritto al nostro affetto, alla nostra vicinanza e, soprattutto, DEVE AVERE GIUSTIZIA

______________________________________________________
REDA. «Pago per colpe non mie»
Sono deluso e amareggiato dal sistema e dalla giustizia sportiva



LETTERA APERTA | Ho preso atto del fatto che il Tna del Coni ha emesso la sua sentenza dandomi due anni di squalifica per quello che loro chiamano “omesso controllo”; ribadisco che di omesso controllo non si può parlare in questo caso specifico, in quanto lo stesso è avvenuto in modo non corretto.
E’ capitato che il DCO e lo Chaperon si siano presentati, sbagliando, presso la mia abitazione il giorno 28 febbraio quando invece ero con la squadra presso l’albergo dove alloggiavamo dalla notte prima per il Gp di Camaiore. Come noto il wherabouts durante i giorni di corsa viene modificato direttamente dalla squadra, come infatti è avvenuto. !

La stessa DCO era comunque già a conoscenza del fatto che il giorno 28 avrei alloggiato presso quell'albergo, perché la stessa DCO il giorno 27 febbraio si era (sbagliando) recata presso lo stesso hotel, quando sul mio adams vi era invece ben specificato il mio luogo di residenza.

Nonostante ciò non ricevetti alcuna chiamata il giorno 27, come sono di solito fare i controllori della Clearidium, quando non trovano il corridore presso la sua residenza; di questo errore della DCO, l’UCI prese atto senza infliggermi alcuna sanzione.
Alla mattina successiva cioè il 28 febbraio, giorno della corsa, ricevetti la telefonata della DCO che mi chiedeva dove fossi, quando sull’Adams era specificato il luogo del mio alloggio, ovvero l’hotel dove ero con la squadra. Io risposi che sapevano benissimo dove fossi e che avrei partecipato alla corsa di quella mattina.

La DCO si è così presentata presso l’albergo in ritardo di ben due ore rispetto allo slot e con un controllo out-competition. Nonostante tutto ciò, appena arrivati i controllori ho fatto il controllo ematico senza però urinare in quanto avevo urinato appena alzato, prima che gli ispettori potessero arrivare; una volta acceso il cellulare sono venuto a conoscenza del controllo ma ormai avevo già urinato.

Ora mi chiedo: com’è possibile che un addetto ai controlli non sappia leggere il sistema Adams? E poi, come mai tutto questo accanimento nei miei confronti quando il controllo è avvenuto con il prelievo ematico? Ho chiesto soltanto del tempo per poter avere un nuovo stiimolo urinario.
Ho solo fatto quello che la squadra mi ha ordinato di fare, cioè prepararmi perché quella mattina dovevo correre.

Nonostante io e il mio ds Ellena avessimo chiesto alla DCO di farmi fare colazione e permettermi di bere per facilitare la raccolta delle urine e quindi seguirci almeno fino all’inizio della corsa per completare il controllo, la DCO scappò con la scusa che doveva fare altri controlli ad altri corridore e che quindi non poteva perdere altro tempo, come dimostrano le email inviate dalla stessa DCO al mio ds nelle quali figurano nomi e cognomi dei corridori che avrebbe controllato quel giorno.

Dov’è la privacy? La stessa DCO è stata appunto sospesa dal suo incarico. Devo allora pagare per una cosa del genere, per un errore dei controllori?

Sono rimasto presso il solito albergo per tutto il giorno 28 e sono partito il giorno seguente; potevano essermi fatti altri mille controlli, perché non è accaduto?
Credo che il ciclismo ormai sia pubblicizzato in modo negativo, che ci sia un accanimento contro persone che fanno costantemente sacrifici e vivono come se avessero un braccialetto elettronico per essere rintracciati; in qualsiasi altro sport tutto ciò non sarebbe mai avvenuto.

La condanna di due anni è una cosa inaccettabile; ho ricevuto una pena maggiore rispetto anche a chi è stato trovato positivo a qualsiasi sostanza.
L’ultima carta in mio possesso è il ricorso al Tas nella speranza che giustizia venga fatta, perché non mi merito tutto questo per un errore non commesso da me. !

Vedere tutti i miei sacrifici, i miei sogni e sopratutto vedermi negare la mia unica vera passione, oltre che lavoro, cioè il ciclismo, è una cosa ingiusta.

Distinti saluti

Francesco Reda

______________________________________________________

Ps.
In questi mesi abbiamo avuto stranamente tantissime iscrizioni come followers al nostro account twitter di corridori/e prof e tutti/e dopo qualche ora si cancellavano. Sono una quarantina almeno.
Sappiamo benissimo come noi non siamo ben voluti dal Palazzo italiano del ciclismo e dello sport, e di questo ne andiamo molto fieri. Very Happy
Nel contempo riceviamo sempre più spesso twit privati ed email di persone che ci ringraziano per l'informazione/formazione fatta in questi pochi mesi.
Sino ad oggi abbiamo girato ad altri siti (di informazione e non solo di passione ciclistica) tutte le info ricevute, ma si sta pensando di realizzare qualcosa di diverso per diffondere una più vasta cultura ciclistica e per difendere e spiegare le ragioni dei più deboli dello sport e del movimento: i ciclisti.


Ultima modifica di Admin il Mer Apr 09, 2014 4:25 pm, modificato 2 volte


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Emitself il Gio Feb 06, 2014 11:52 am


@DANTE BATTAGLIA,
ciao, non so se avrai modo di tornare a leggere questa replica, ma la scrivo ugualmente sintetizzando al massimo un discorso più lungo che avrei voluto fare.
Il tuo punto di vista, DANTE, è assolutamente comprensibile e non mi permetto di criticarlo perché so che non è giusto fare l’idealista o il “fenomeno” quando in gioco ci sono le carriere e le prospettive degli altri, ma  non le mie.
Premessa questa cosa, concedimi due riflessioni amare.
Nei tuoi due interventi, implicitamente, tratteggi un quadro sconcertante del mondo del ciclismo pro. Un quadro disturbante che va ben oltre il problema doping/antidoping in quanto tale.
Gli “scandali” doping hanno rovinato l’immagine del ciclismo presso il grande pubblico fruitore dei mass media generalisti…e a me dispiace molto…così come mi dispiace sentire in TV Danilo di Luca dire “si dopano tutti, quindi i rapporti di forza non cambiano”…però, nonostante tutto questo dispiacere e fastidio, so già che continuerei a seguire il ciclismo: sono un appassionato e mi comporto come quei bambini che si rifiutano di abbandonare il loro giocattolo preferito anche quando è tutto ammaccato e rovinato.
Alla luce del quadro generale che emerge dai tuoi due post, però, il mio sentire inizia a cambiare: il giocattolo non è solo “rovinato”…sembra addirittura “putrido”. E allora, come appassionato, sarò anche un “bambino”…ma “bambino scemo” no: quello proprio non voglio esserlo.
Insomma: avete tutti un bel problema collettivo, cioè quello di non perdere completamente la credibilità con i tanti appassionati che ancora oggi vi seguono con “affetto” e che passano le ore, in strada o sul web, a vivere il ciclismo insieme a voi.
Ribadisco: problema collettivo, come ambiente, che non riguarda i singoli corridori, ds, ecc. presi uno per uno… ma che nemmeno li assolve del tutto in quanto semplici individui.
L’altra riflessione è questa: amo la Storia e le storie del ciclismo, dai tempi eroici a oggi.
So bene quanto la “tradizione” e la ”memoria” contino nel mondo del ciclismo. E questa cosa mi piace molto. Ma non tutto ciò che di glorioso ci viene tramandato può essere perfettamente adattabile al tempo presente.
E’ il caso del concetto di “lavoro”. Oggi il ciclismo pro non è più un “lavoro”come ai tempi dei mitici ed eroici gregari che sceglievano la bici per “sfuggire” alla vita nei campi o in fabbrica. Oggi il ciclismo è una “professione”: siete sportivi professionisti, per definizione e per contratto. Può sembrare una banale differenza di termini, un giocare con le parole, ma non è solo questo: è anche una differenza sostanziale.
Iniziate a pensare a voi stessi come veri “professionisti” e a capire che è vostro primo interesse personale (anche dal punto di vista economico) proteggere e migliorare il “giocattolo” al quale noi appassionati siamo tanto legati; ma anche a capire che, probabilmente, avete molta più forza e capacità “mediatica” di quanto voi stessi reputiate di avere: le persone vi ascoltano e vi leggono volentieri, hanno voglia di discutere con voi e, se utile e necessario – lo hai verificato tu stesso in questo forum – anche di sostenervi nelle questioni extra-corsa.
Un saluto amichevole e un sincero in bocca al lupo!
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Gio Feb 06, 2014 2:35 pm

Replico qua il post dal 3d del Dubai solo per competenza d'argomento. Ma ha fatto bene Lemondaccio a metterlo là che così lo legge anche chi è interessato solo a classifiche e streaming.

I potenti mezzi del ns immenso Lemond. Ieri aveva preannunciato questa azione e, non potendo stare davanti alla tv, solo col Galaxy, mi sono perso l'intervento di Salvo.

@Lemond ha scritto:Salvo Aiello ha riferito ai telespettatori che avevo spedito la lettera aperta di Francesco Reda, commentandola, nel senso di accomunarla ai casi di Horner e Colli, in tutti questi casi c'era stato un errore degli addetti all'antidoping. Sad

Grazie a Salvo Aiello, la cui sensibilità umana personale è a dir poco notevole. Gran brava persona.
Con queste persone il ciclismo lo cambiamo. Grande Salvo!

edit: Dopo la bella notizia di Lemondaccio era "d'uopo" avvisare Francesco. Ed ecco la risposta:


Nella vita ci sono cose più importanti che il ciclismo Very Happy flower 


Ultima modifica di Admin il Gio Feb 06, 2014 4:29 pm, modificato 1 volta


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pensiamo ai Fatti sulla vicenda Reda

Messaggio Da angelo francini il Gio Feb 06, 2014 4:15 pm

Alcune considerazioni.
Ho letto quasi completamente la documentazione sul caso. Mi appare perlomeno grave il fatto che il TNA non abbia tenuto in considerazione alcuni passaggi fondamentali ed a vantaggio dell'atleta: ad esempio che il controllo si è effettuato per due giorni, il 27 e 28 febbraio!
Fra i quali vorrei ricordare.
L'incaricata UCI dei controlli "fuori gara":
- il mattino del giorno 27 febbraio ha sbagliato presentandosi all'albergo, dove il corridore si sarebbe invece trovato dal 27 sera, anziché alla sua residenza;
- dopo tale errore, ha ricevuto un nuovo incarico per il giorno successivo, dal responsabile dell'azienda incaricata del controllo dall'UCI;
- il mattino del giorno 28 febbraio ha sbagliato nuovamente andando alla residenza del corridore, anziché all'albergo ove il corridore si trovava con la squadra per partecipare al GP di Camaiore;
- tali fatti (luogo ove avrebbe dormito in quelle due notti) sono riscontrabili e risultano dall'ADAMS dell'atleta;
- di conseguenza chi ha sbagliato è l'incaricato UCI per il controllo e non certo l'atleta;
- l'incaricato, dopo tale vicenda, è stato licenziato dall'azienda che aveva la convenzione con l'UCI per i controlli.


Alla luce di quanto sopra è quindi evidente che si trattava di un controllo fuori corsa, disposto dall'UCI, per il giorno 27 febbraio!

Ne discende che, come affermato dall'incaricato UCI del controllo, lo stesso non ha steso alcun rapporto all'UCI (per il mancato controllo del giorno 27 febbraio) a conferma che aveva ricevuto nuove istruzioni verbali per fare un nuovo controllo il giorno successivo 28.
Il giorno 28 febbraio, il controllore incaricato dall'UCI, si recava nel posto sbagliato e nell'ora sbagliata per la seconda volta: anziché all'albergo ove era con la squadra si presentava alla dimora dell'atleta indicata nell'ADAMS.
Orbene il Regolamento antidoping UCI sancisca:
- all'art. 8 che, i controlli "fuori competizione" disposti dall'UCI stessa, siano effettuati nel rispetto del Regolamento antidoping UCI;
- all'art. 10 che, qualsiasi controllo antidoping, fatto nel mancato rispetto del regolamento anrtidoping UCI, sia privo di valore.
Se un atleta ha un "limite temporale di 60 minuti" per sottoporsi al controllo lo stesso criterio, in base all'art. 10, deve valere anche per chi è addetto ad effettuare il controllo sull'atleta: se è il controllore arriva in ritardo per motivi indipendenti dalla volontà dell'atleta, la colpa non é imputabile all'atleta!
Rilevo comunque che, l'atleta Reda, non ha rifiutato i prelievi: quello sul sangue è stato fatto, mentre il prelievo sulle urine non si è svolto per evidenti motivi e non per rifiuto! 
Nel caso appare quindi evidente che il "controllore", sia incorso in vari errori:
1°) il 27 febbraio si è presentato all'albergo anziché al domicilio (indicato nell'ADAMS dell'atleta),
2°) il 28 febbraio si è presentato al domicilio anziché all'albergo ove era con la squadra (indicato nell'ADAMS dell'atleta)
3°) il 28 febbraio si è comunque presentato fuori dal limite temporale dei 60 minuti, che sono imposti all'atleta, ma anche a chi deve fare il controllo in base all'art. 10.

Quindi quale colpa ha l'atleta se a sbagliare sono stati gli altri?


Non mi meraviglierei che, dietro a tale fatto, si nascondano interessi di diverso tipo che, esulando dal fattore regolamentare antidoping, coinvolgano altri tipi di problematiche che, come si suol dire nel mondo ciclistico, abbiano lasciato il corridore "al vento" a cuocersi!
La FCI, la LCP, l'ACCPI tacciono?
Ritengo, la loro, una grave colpa!

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Maìno della Spinetta il Gio Feb 06, 2014 4:44 pm

@Admin ha scritto:Replico qua il post dal 3d del Dubai solo per competenza d'argomento. Ma ha fatto bene Lemondaccio a metterlo là che così lo legge anche chi è interessato solo a classifiche e streaming.

I potenti mezzi del ns immenso Lemond. Ieri aveva preannunciato questa azione e, non potendo stare davanti alla tv, solo col Galaxy, mi sono perso l'intervento di Salvo.

@Lemond ha scritto:Salvo Aiello ha riferito ai telespettatori che avevo spedito la lettera aperta di Francesco Reda, commentandola, nel senso di accomunarla ai casi di Horner e Colli, in tutti questi casi c'era stato un errore degli addetti all'antidoping. Sad

Grazie a Salvo Aiello, la cui sensibilità umana personale è a dir poco notevole. Gran brava persona.
Con queste persone il ciclismo lo cambiamo. Grande Salvo!

edit: Dopo la bella notizia di Lemondaccio era "d'uopo" avvisare Francesco. Ed ecco la risposta:


Nella vita ci sono cose più importanti che il ciclismo Very Happy flower 

Oh, mi raccomando, aggiorna l'ADAMS dicendo SALA PARTO Smile
Solidarietà a Reda, ma il TSA ti scagiona e manda in vacca il TNA, ma scherziamo...
Tieni duro, guarda la nuova vita che arriva, e abbi solo pazienza che l'appello sistemi le cose.

Francesco Reda in tutto questo gira attorno a due anni di squalifica.
Sogno che il controllore che sbagliando tutte le regole di applicazione sull'ADAMS venga squalificato per due anni da parte del TSA di Losanna. Hai voluto rompere i maroni sgarrando in lungo e in largo? Be' adesso per due anni non arrotondi con questo mestiere: basta provette dei ciclisti per un po', resta nel tuo laboratorio. che ci vorrà mai?


FORZA REDA, la senti la gente sul Gavia che incita anche gli ultimi, i comprimari, e... chi corre per stare a galla? VAI VAI VAI VAI senti quel grido, ascoltalo stando sul divano e chiudendo gli occhi, e quando quel grido ti entra dentro e ti senti di nuovo l'adrenalina circolare... Svegliati, è Alessandro che ha bisogno di essere cambiato Smile
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Gio Feb 06, 2014 5:06 pm

Gigi adorazione adorazione adorazione 
 Ahahah

Ps. Francesco devi sapere che Gigi è "vagamente" esperto di diritto ... tanto che lo insegna pure in una università americana. Chi ti ha squalificato potrebbe lucidargli le scarpe Embarassed

Angelo e Gigi, dovreste conoscervi. Angelo Francini (non so come faccia) conosce tutti i cavilli e le postille di tutti i regolamenti di ciclismo (da quelli nazionali a quelli internazionali).
Immaginarsi se si trova di fronte a delle voragini giuridiche (per non dire sopruso) come quelle evidenziate in questa vicenda. Ci va a nozze!
Quando si dice che la giustizia sportiva italiana è una burletta non è un caso. Embarassed 

Per la cronaca l'Angelo del ciclismo nel periodo in cui ha avuto incarichi federali (se non erro dal 1995 al 2001) ha anche scritto quasi tutti i regolamenti in atto nella FCI assieme all'ex vicepresidente Farulli.
L'integrazione fra i regolamenti internazionali di allora e quelli italiani fu fatta da loro.
Tutte le porcate apportate successivamente allo Statuto ed agli altri regolamenti furono fatte senza quella visione d'insieme (infatti spesso le regole confliggono fra loro) o apportate per forzarle politicamente (sistema elettorale e organi deliberanti in particolare).
Le tabelle premi e tasse federali ancora oggi in uso da parte della FCI sono opera sua. E conosce pure bene i regolamenti del calcio, oltre a tutta la legislazione sportiva.
Una sua massima è questa: "L'importante delle regole non è conoscerle a memoria, ma sapere come sono costruite e sapere dove andare a cercare quello che, in ogni caso che tratti, ti serve e quindi trovarlo facilmente ..."
E' un Montessori della legislazione sportiva Laughing

PPS su Angelo:
La scrivo rischiando la vita. E' stato, nel più totale anonimato, il ghost writer di un famoso dirigente sportivo (calcistico) nelle sue attività giornalistiche, oltre che, mi pare, un ghost writer study di qualche politico del passato. Angelo scriveva e i "famosi" firmavano Laughing
Angelo stai buono. Adesso non parlo più Evil or Very Mad
Non mandarmi a calcinculo


Ultima modifica di Admin il Ven Feb 07, 2014 1:11 am, modificato 1 volta


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Bolt Ecchia il Gio Feb 06, 2014 7:27 pm

Non gradisco molto il tema doping, ma leggendo il post di Angelo Francini vengono davvero dei dubbi sulla affidabilità della giustizia. Viene il mal di testa e passa la voglia di guardarlo in tv.
Se squalificare un atleta è una cosa così, che viene deciso alla leggera, in barba a fatti e documenti..... ma che vadano a farsi fottere. Che corrano loro , così si pigliano per i fondelli tra soci.
Se i fatti stanno così o lo hanno squalificato senza leggere le carte, o appunto ci sono altri motivi.
Emitself ha ragione a differenziare fra lavoro e professione e non è una argomentazione di lana caprina. Sono i corridori che devono ribellarsi e far valere i loro interessi anche se è difficile, se no sarà sempre peggio.


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Bolt Ecchia il Gio Feb 06, 2014 7:35 pm

Francesco complimenti per il pargolo e sopra tutto alla futura mamma.
Mi auguro che quando Alessandro correrà le cose potranno essere cambiate.
Giustizia squalificata per ora.
Si possono sapere i nomi dei luminari che lo hanno squalificato? posso lanciar loro virtualmente una pernacchia?
prrrrrrrrrrrr Laughing 


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da dante battaglia il Ven Feb 07, 2014 2:11 am

risposta a Emitself
corro in bici per professione e fare il ciclista è il mio lavoro.chiamiamolo come si vuole ma il mio è un lavoro e lo dico con fierezza.direi lo stesso anche fossi a lavorare la terra o a faticare in fabbrica.
non siamo liberi professionisti autonomi ma lavoratori a contratto come quelli dello spettacolo.
la capacità mediatica ce l'hai per i fatti della corsa se vai sul palco della premiazione e ti intervistano ma la forza se parli della categoria non c'è e forse non c'è mai stata.
io ne parlo coi colleghi mi confronto perchè ci tengo a questo sport come voi ma poi ti scontri con la realtà e devi fare come ho già detto
grazie dell'amicizia ciao
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Feb 07, 2014 2:14 am

Ciao Dante
speravo ti collegassi, ho visto che ti eri collegato attorno a quest'ora le altre volte.
Sei sveglio tardi per un ciclista? Wink 
Dove corri la prossima gara?

Te la sentiresti di scrivere in modo saltuario (quando preferisci) su questo forum in uno spazio dedicato (una sorta di diario)?


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da dante battaglia il Ven Feb 07, 2014 2:27 am

non dormo parecchio e quando non ho tanto sonno mi rilasso da solo a leggere e navigare internet sul tablet ascoltando musica classica o new age.
parlo solo degli argomenti in genrale mi comprenderai
io scrivo tanto e tengo anche un diario sia per il lavoro che per le mie sensazioni.mi serve parecchio
però su un forum no,non voglio attirare attenzione carissimo,però se avrò qualcosa da dire lo farò volentieri.comunque grazie
saluti a tutti ciao
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Feb 07, 2014 2:30 am

Ok perfetto così, l'importante è averti fra noi. Very Happy

Ps. Mi sono permesso di chiedertelo anche qua perché ti avevo mandato anche un messaggio diretto che però non hai letto. Non considerarlo perché è lo stesso che ti ho scritto qua adesso.


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Ven Feb 07, 2014 7:03 pm

Petizione #TuttiConFrancescoReda Ma quale anti#doping condanna così?In Italia! http://www.change.org/it/petizioni/cons-carlo-polidori-riesaminare-la-sentenza-con-cui-francesco-reda-è-stato-ingiustamente-squalificato-con-un-incredibile-errore-giudiziario

Carissimi forumisti,
ben sapendo l'enorme passione che contraddistingue tutti, si conta su tutti voi per rafforzare una battaglia di civiltà sportiva che abbiamo sposato completamente.

Sperando che tutti voi abbiate letto la documentazione fornita in rete da Francesco Reda, noi promotori siamo a chiedervi di sottoscrivere questa Petizione attivata sul famoso sito Change.Org
http://www.change.org/it/petizioni/cons-carlo-polidori-riesaminare-la-sentenza-con-cui-francesco-reda-è-stato-ingiustamente-squalificato-con-un-incredibile-errore-giudiziario

Abbiamo ricevuto alcune email in questi giorni ed alcune manifestavano perplessità perché in passato tanti ciclisti hanno dichiarato una cosa e poi si sono dimostrati bugiardi e #dopati.
Non abbiamo alcun problema ad affrontare i dubbi scabrosi e tutti i sospetti #doping che, per fortuna o purtroppo (fate voi), animano ed anche (soprattutto) lacerano il nostro mondo.
Tutto questo ha scatenato purtroppo una forte prevenzione interna e soprattutto una sorta di pregiudizio da cui si fatica ad uscire anche in presenza di documentazione chiara.

PERCHE' ABBIAMO SPOSATO QUESTA CAUSA?
Perché qua non siamo di fronte ad un caso di #doping dubbio, ad un esame chimico svolto in modo sbagliato, non siamo di fronte a sostanze!
Qua il tutto è partito da una ispettrice che prende lucciole per lanterne, che non legge correttamente la localizzazione di un atleta per ben due giorni di fila e poi si presenta arrogantemente sul luogo corretto con due ore di ritardo, prima di una gara, e pretendendo che il corridore sia pronto a comando ad una minzione per il suo buon tempo.
Ripetiamocelo bene, qua non siamo di fronte ad una sospetta assunzione di sostanza, siamo in presenza di una ispettrice che ha probabilmente dichiarato una cosa per pararsi il lato B, dopo una serie di errori madornali. La stessa è stata poi rimossa dall'incarico da parte dell'Uci, e se l'organismo internazionale ha fatto ciò una ragione ci sarà!
L'ispettrice, evidentemente non soddisfatta di avere sbagliato per due giorni, ha preferito giocare probabilmente sul pregiudizio e, non volendo attendere che il povero Francesco potesse fisiologicamente adempiere alla produzione del prezioso liquido (l'esame del sangue avvenne invece normalmente), ha pensato bene di mettere a verbale che il corridore si era sottratto al controllo.
Non è difficile immaginare che in quei momenti concitati possa anche esservi stato uno scambio di parole tese, abbastanza normale, ma non è accettabile che un arbitrio (almeno le autorità sportive si fossero poste il dubbio di questo) di una singola persona possa pregiudicare una carriera e la vita sportiva e professionale di un ragazzo. Quella ispettrice, inadempiente e incapace, ha probabilmente pensato bene di fare tesoro di uno dei più classici pregiudizi per ovviare al suo pessimo operato. Però stavolta era immaginabile che i vertici sportivi avrebbero evitato di infierire senza alcuna valida motivazione, l'Uci infatti non è intervenuta.
No, invece, nonostante questo la 2a sezione del Tribunale Nazionale Antidoping decide di squalificare per 2 anni Francesco Reda e di condannarlo al pagamento di una cospicua cifra.
Ci è sembrato una enormità, come è sembrata a chiunque abbia letto le carte.
Non siamo qua a difendere un sospetto dopato come il volgo comune e la cattiva comunicazione vorrebbero far credere, stiamo difendendo un ragazzo verso il quale è stato commesso un arbitrio e stiamo difendendo il nostro sport dall'arbitrio di una cieca anti #doping (che colpisce così solo il ciclismo), esattamente come lo vorremmo difeso dal doping. Quindi questa causa deve essere appoggiata anche da coloro del nostro mondo che sono convinti che i ciclisti sono tutti dopati o sommariamente così.
Non ci interessa difendere a prescindere Francesco Reda come ciclista, non siamo padrini di corporazioni e se Reda fosse stato trovato positivo avremmo letto la sentenza come tutti e come per tutti gli altri con un briciolo di tristezza in più. Ma non è questo il caso. E francamente rimandiamo al mittente ogni tipo di sospetto e congettura montata solo perché il problema riguarda un ciclista ("eh sappiamo bene come sono quelli", dice il solito odioso volgo comune).
Detta fuori dai denti: Francesco potrebbe anche essere un cattivo esempio o essere assolutamente dopato, ma quella squalifica, con quelle motivazioni, non è ammissibile! E' una questione di principio e quella sentenza basata su una dichiarazione arbitraria (e favorita dal clima di pregiudizio) farà giurisprudenza anche per altri casi e su questo aspetto ci dovrebbe riflettere il ciclismo intero!
Fate conto che al posto di Francesco Reda nella sentenza ci sia scritto Pinko Pallo professione ciclista.

CONCLUSIONE
Non stiamo difendendo solo Francesco Reda, stiamo difendendo il ciclismo e la #giustizia sportiva, sperando che almeno questi due stiano a cuore a tutti, ma proprio tutti.

GRAZIE ANTICIPATO PER IL VOSTRO SUPPORTO:
http://www.change.org/it/petizioni/cons-carlo-polidori-riesaminare-la-sentenza-con-cui-francesco-reda-è-stato-ingiustamente-squalificato-con-un-incredibile-errore-giudiziario


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Ven Feb 07, 2014 10:57 pm



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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da angelo francini il Sab Feb 08, 2014 11:50 am

Ribadisco il contenuto del mio post delle ore 16.15 del 6 febbraio.
Nella vicenda non si discute di una sentenza che fa riferimento ad una positività o meno: in tal caso non sarei intervenuto non avendo le conoscenze scientifiche per fare valutazioni corrette.
Si discute sul fatto che sono stati inflitti 2 anni di squalifica ad un atleta per errori procedurali indipendenti dalla sua volontà (ho scritto atleta e non Reda!).

Nella decisione del TNA del CONI preoccupa il motivo per il quale l'atleta viene punito: errori che non sono a lui imputabili e commessi da chi invece è (o nel case avrebbe dovuto essere) il garante del rispetto della procedura.
L'incaricato di effettuare il controllo (il DCO) anziché comportarsi da garante e certificatore del rispetto delle norme è diventato il primo trasgressore delle stesse, per poi addebitarne la colpa all'atleta.

Il Regolamento antidoping UCI prevede che l'atleta indichi una striscia di 60 minuti giornalieri in cui si rende disponibile per controlli "fuori competizione" e il luogo in cui ogni notte dorme (N.B.: dorme non dove risieda o dove sia domiciliato).
Tale regolamento prevede specifici tempi, a carico dell'atleta, per presentarsi ai controlli, ma nello stesso tempo non prescrive alcun tempo limite per esperire alle incombenze (specialmente a quello sulle urine) sia nei controlli in "gara" che in quelli "fuori gara".
Perché vi sono queste regole riferite all'atleta: perché, appunto, si parte dal presupposto che chi è incaricato di fare il controllo sia il primo a rispettare la normativa.


Comunque un piccolo articolo del predetto regolamento UCI, stabilisce un criterio importante applicabile in casi similari al presente, perché é evidente che se i limiti temporali stabiliti debbano valere per l'atleta, altrettanto debbano valgono per le altre persone incaricate del controllo:


Violazione delle regole antidoping che non prevedono raccolta dei campioni
10. L'UCI è competente e le presenti regole antidoping sono valide per qualsiasi violazione delle norme antidoping commesse da un tesserato, che non prevedono la raccolta di campioni e che viene rilevato:
(I) dall'UCI, uno dei suoi componenti o uno delle sue federazioni membre, uno dei loro dirigenti, funzionari, collaboratori, tesserati, o qualsiasi altro organismo o persona soggetta ai regolamenti dell'UCI o di una delle sue federazioni membre, o

(II) da un organo o individuo che non è un'organizzazione anti-doping.
Il termine "rilevare" significa trovare elementi che forniscono la prova dei fatti che costituiscono apparentemente una violazione delle regole antidoping, a prescindere dall'organizzazione antidoping che assegna a tali prove una tale qualifica.


L'atleta (Reda) il 27 ed il 28.02.2013 aveva rispettato le imposizioni regolamentari a carico dell'atleta per i controlli "fuori gara" trovandosi, in entrambi i casi, all'ora stabilita e nel luogo indicato nel suo ADAMS.
Chi ha sbagliato presentandosi per due volte nel posto sbagliato e, nel secondo caso, addirittura con quasi due ore di ritardo: il DCO.
L'atleta si è sottoposto senza problemi al prelievo del campione ematico, ma avendo già urinato in precedenza, ha chiesto più tempo per espletare anche questa incombenza (per la quale come visto non vi è alcun limite temporale per effettuarla, come tutti ben sappiamo) e chi ha sbagliato non consentendoglielo: ancora una volta il DCO.
Tutti sappiamo che anche nel caso di controllo in gara un atleta che non riesce ad urinare obbliga l'Ispettore ed il Medico a restare sino a che tale incombenza non è soddisfatta: nel caso invece il DCO aveva fretta di andarsene chissà dove ed a fare cosa (visto che la mattina del 28 febbraio 2013 era un giorno di gara).
Ma questo DCO (non scrivo Ispettore Antidoping) era un dipendente di un'azienda privata, appaltante dall'UCI il servizio per fare questi prelievi fuori gara, e quindi non è un tesserato del mondo ciclistico.
Un Ispettore antidoping (cosi sono definiti i tesserati che svolgono tale attività) avrebbe atteso che l'atleta riuscisse a fare "pipi".

QUESTO DOVREBBE FAR RIFLETTERE TUTTI GLI ALTRI ATLETI

E' una faccenda ingiusta e lasciarla passare nel silenzio, costituirebbe di fatto un grave precedente che, un domani, può essere usato e toccare ognuno di essi.

Questo è il motivo della solidarietà che esprimo all'atleta coinvolto nella vicenda, che per caso si chiama "Reda", ma potrebbe chiamarsi come ognuno di voi.

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da angelo francini il Ven Feb 21, 2014 5:54 pm

Questa é la più lampante dimostrazione della DIVERSITA' di trattamento tra uno sport e l'altro!

A Reda, ciclista, per UN presunto mancato controllo: DUE ANNI di squalifica!

A Checchi, sci, per TRE accertati mancati controlli chiesti solamente UN ANNO e DUE MESI di squalifica!

Inoltre la grande ingiustizia di questa normativa si evidenzia anche nei seguenti fattori:
- nel caso di REDA, essendo inserito nel RTP dell'UCI oltre a quello del CONI, la competenza del giudizio di 1° grado é affidata alla II Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ed il 2° grado al TAS di Losanna;
- nel caso di Checchi, essendo inserito solo (?) nel RTP del CONI, la competenza del giudizio di 1° grado é affidata alla I Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ed il 2° grado alla II Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping!

Differenza: quasi 15.000 euro fra tasse di ricorso e parcelle dei legali!

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Mer Apr 09, 2014 4:41 pm

Pubblico questa lettera aperta di Stefano Agostini.
Sono troppo incazzato per dire e scrivere altro.
Siamo tutti stufi marci di rileggere queste storie dozzinali che con la giustizia non hanno più nulla a che fare. Si sperava che Cookson fosse in grado di cambiare queste cose, ma nulla per ora è avvenuto.
D'altro canto il sistema è marcio e richiede interventi chirurgici non semplici e i veleni non mancano, scorrono a volontà fra vecchi e nuovi dirigenti.
Nel mezzo ci sono i ciclisti e le loro carriere, fragili più di un cristallo.

Scaricate i files e diffondete.






Di seguito il pdf in italiano ed inglese:


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da dante battaglia il Mer Apr 09, 2014 8:33 pm

be almeno stefano lo sta aiutando anche l'accpi che per fracesco reda non ha sollevato un dito
e solo perchè salvato è un suo amico veneto come lui
se squalificano stefano è solo perchè nn ha i soldi di un capitano
loro possono difendersi ma la maggior parte deve accettare e cercarsi un altro lavoro

cookson è come tutti gli altri,devono far vedere che fan qualcosa
a noi ci squalificano anche senza motivo,ai suoi amici della sky li fanno sapere anche i nomi degli ispettori, che poi aggiustano il mese
meglio tacere,non pensarci per non prender rabbia
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Gio Apr 10, 2014 2:58 pm

Va bene, ma perché subire tutto così in silenzio?!
Io fatico ormai a comprendere i ciclisti. Leggendo queste conferme interne a dubbi già evidenti fa andare via la voglia. Solo la passione fa restare attaccati.
Ma razionalmente si prova solo un grande disagio.

E' un peccato che tu sia costretto a scrivere, che ti esprima, anonimamente e che Stefano Agostini abbia scritto quella lettera chiarissima solo perché ormai fuori (anche se la speranza in un ripensamento Uci deve restare viva).

Per quanto mi riguarda, sono molto molto deluso da Cookson. Ma spero ancora in un reindirizzo.


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Lun Apr 14, 2014 12:16 pm

Complimenti ad Angelo Francini, che ha ricevuto un appoggio totale dal grande Rik Van Magren. Very Happy 
https://twitter.com/Ricvanmagren/status/455127930755358720

Riccardo Magrini ‏@Ricvanmagren 12 apr
@FRANCINIANGELO @s_martinello @ACCPI1946 @Coninews @Rainews24 @RaiSportweb il tuo commento al pezzo è ineccepibile #Angelo


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Gio Lug 03, 2014 5:47 pm

@Admin ha scritto:
______________________________________________________
REDA. «Pago per colpe non mie»
Sono deluso e amareggiato dal sistema e dalla giustizia sportiva



LETTERA APERTA | Ho preso atto del fatto che il Tna del Coni ha emesso la sua sentenza dandomi due anni di squalifica per quello che loro chiamano “omesso controllo”; ribadisco che di omesso controllo non si può parlare in questo caso specifico, in quanto lo stesso è avvenuto in modo non corretto.
E’ capitato che il DCO e lo Chaperon si siano presentati, sbagliando, presso la mia abitazione il giorno 28 febbraio quando invece ero con la squadra presso l’albergo dove alloggiavamo dalla notte prima per il Gp di Camaiore. Come noto il wherabouts durante i giorni di corsa viene modificato direttamente dalla squadra, come infatti è avvenuto. !

La stessa DCO era comunque già a conoscenza del fatto che il giorno 28 avrei alloggiato presso quell'albergo, perché la stessa DCO il giorno 27 febbraio si era (sbagliando) recata presso lo stesso hotel, quando sul mio adams vi era invece ben specificato il mio luogo di residenza.

Nonostante ciò non ricevetti alcuna chiamata il giorno 27, come sono di solito fare i controllori della Clearidium, quando non trovano il corridore presso la sua residenza; di questo errore della DCO, l’UCI prese atto senza infliggermi alcuna sanzione.
Alla mattina successiva cioè il 28 febbraio, giorno della corsa, ricevetti la telefonata della DCO che mi chiedeva dove fossi, quando sull’Adams era specificato il luogo del mio alloggio, ovvero l’hotel dove ero con la squadra. Io risposi che sapevano benissimo dove fossi e che avrei partecipato alla corsa di quella mattina.

La DCO si è così presentata presso l’albergo in ritardo di ben due ore rispetto allo slot e con un controllo out-competition. Nonostante tutto ciò, appena arrivati i controllori ho fatto il controllo ematico senza però urinare in quanto avevo urinato appena alzato, prima che gli ispettori potessero arrivare; una volta acceso il cellulare sono venuto a conoscenza del controllo ma ormai avevo già urinato.

Ora mi chiedo: com’è possibile che un addetto ai controlli non sappia leggere il sistema Adams? E poi, come mai tutto questo accanimento nei miei confronti quando il controllo è avvenuto con il prelievo ematico? Ho chiesto soltanto del tempo per poter avere un nuovo stiimolo urinario.
Ho solo fatto quello che la squadra mi ha ordinato di fare, cioè prepararmi perché quella mattina dovevo correre.

Nonostante io e il mio ds Ellena avessimo chiesto alla DCO di farmi fare colazione e permettermi di bere per facilitare la raccolta delle urine e quindi seguirci almeno fino all’inizio della corsa per completare il controllo, la DCO scappò con la scusa che doveva fare altri controlli ad altri corridore e che quindi non poteva perdere altro tempo, come dimostrano le email inviate dalla stessa DCO al mio ds nelle quali figurano nomi e cognomi dei corridori che avrebbe controllato quel giorno.

Dov’è la privacy? La stessa DCO è stata appunto sospesa dal suo incarico. Devo allora pagare per una cosa del genere, per un errore dei controllori?

Sono rimasto presso il solito albergo per tutto il giorno 28 e sono partito il giorno seguente; potevano essermi fatti altri mille controlli, perché non è accaduto?
Credo che il ciclismo ormai sia pubblicizzato in modo negativo, che ci sia un accanimento contro persone che fanno costantemente sacrifici e vivono come se avessero un braccialetto elettronico per essere rintracciati; in qualsiasi altro sport tutto ciò non sarebbe mai avvenuto.

La condanna di due anni è una cosa inaccettabile; ho ricevuto una pena maggiore rispetto anche a chi è stato trovato positivo a qualsiasi sostanza.
L’ultima carta in mio possesso è il ricorso al Tas nella speranza che giustizia venga fatta, perché non mi merito tutto questo per un errore non commesso da me. !

Vedere tutti i miei sacrifici, i miei sogni e sopratutto vedermi negare la mia unica vera passione, oltre che lavoro, cioè il ciclismo, è una cosa ingiusta.

Distinti saluti

Francesco Reda

______________________________________________________

Guardando il sito del Tas/Cas per la vicenda di Asafa Powell, ho trovato che oggi si svolge anche l'udienza relativa a Francesco Reda, di cui non avevamo avuto più notizie.
http://www.tas-cas.org/en/infogenerales.asp/4-3-544-1092-4-1-1/5-0-1092-15-1-1/

In bocca al lupo Francesco.


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da vallelvo il Gio Lug 03, 2014 6:09 pm

...e crepi, buona giornata Franci!

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da angelo francini il Ven Lug 11, 2014 2:20 pm

Oggi sul sito CONI ho letto il seguente articolo:

http://www.coni.it/it/notizie/primo-piano/20627-coni-presentati-i-dati-antidoping-del-2012-e-2013-italia-quinto-paese-al-mondo-per-numero-di-controlli.html

In questo articolo la cosa che più mi stupisce è l'ultima frase, che riporto:
La conferenza è stata chiusa dall’intervento di Tammaro Maiello, Procuratore Capo dell’UPA. “Nell’ultimo anno abbiamo cambiato strategia, non limitandoci ad attendere le positività. Abbiamo consolidato una fitta rete di relazioni con le Procure della Repubblica, i NAS e le Federazioni Internazionali. Dei deferimenti fino a oggi andati a giudizio sono arrivate altrettante condanne dal TNA, a testimonianza della bontà dell’impianto accusatorio. L’orgoglio più grande è che nel codice mondiale antidoping che entrerà in vigore dal gennaio 2015 sarà recepita la sanzione per la frequentazione con soggetti squalificati”.


Chissà se adesso squalificheranno qualche corridore per aver avuto rapporti con soggetti squalificati che dirigono certe agenzie........!
Benoix che ne pensi?
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Lug 11, 2014 2:33 pm

Molto interessante osservazione.
Attendiamo che alcune cose arrivino a sentenza e poi solleveremo il caso, che dimostra come la legge sportiva non sia uguale per tutti e, soprattutto, quanto le sanzioni vengano applicate con la fascia parzialmente bendante. I pirati della legge.
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Bolt Ecchia il Ven Set 05, 2014 8:56 pm

Dopo che se ne è parlato per mesi non si dice niente su Reda qua?
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/05-09-2014/reda-squalifica-ridotta-puo-tornare-fine-settembre-90364669163.shtml

Cosa si dovrebbe commentare? Un articolo lanciato su Gazzetta.it!
Quando vi sarà una comunicazione ufficiale sul sito UCI, del TAS, del CONI o della FCI, senza paura si faranno i commenti: allo stato bisogna commentare solo la Gazzetta!


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Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Set 05, 2014 11:12 pm

@Bolt Ecchia ha scritto:Dopo che se ne è parlato per mesi non si dice niente su Reda qua?
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/05-09-2014/reda-squalifica-ridotta-puo-tornare-fine-settembre-90364669163.shtml
E' solo una mia modesta impressione, ma quando la Gazzetta riporta che "su richiesta della commissione che l’Uci ha allestito per il ciclismo pulito, Reda ha ottenuto uno sconto di pena e può tornare a correre da fine mese" afferma una grossa castroneria, perché agli inizi di luglio, come sopra riportato, Reda ebbe una udienza innanzi al Tas.

Per il resto meglio rinviare. A parte questo, il cosiddetto "mancato controllo" di Reda fu certificato (si fa per dire) dai medici controller della Clearidium, sempre che fossero medici, come prevederebbe la legge italiana e come il Coni ha in pratica certificato avallando la segnalazione della Clearidium.
L'antidoping è rovinata da altri interessi e qua ha lasciato parecchie tracce che sono visibili ad occhio nudo e per cui non serve il microscopio. Si legga al riguardo:
http://www.ciclismo-online.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2030:controlli-fuorilegge-senza-la-presenza-di-un-medico-la-vada-non-wada-e-il-business-dell-antidoping&catid=37&Itemid=55

Ne parleremo, ne parleremo.


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da angelo francini il Ven Set 05, 2014 11:14 pm

@Bolt Ecchia ha scritto:Dopo che se ne è parlato per mesi non si dice niente su Reda qua?
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/05-09-2014/reda-squalifica-ridotta-puo-tornare-fine-settembre-90364669163.shtml
Cosa si dovrebbe commentare? Un articolo lanciato su Gazzetta.it!
Quando vi sarà una comunicazione ufficiale sul sito UCI, del TAS, del CONI o della FCI, o da parte di Reda (al quale nulla é stato comunicato sino ad ora) senza paura si faranno i commenti: allo stato bisognerebbe commentare solo la notizia della Gazzetta!

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