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Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

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Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Dom Feb 02, 2014 11:59 pm

Pochi minuti fa abbiamo ricevuto da Francesco Reda un tweet che chiede attenzione sulla sua vicenda.
Chi scrive si era perso questa sua lettera aperta.
Una volta letta, non si può non esprimere sgomento e rabbia.
Se i fatti descritti fossero veri, saremmo di fronte ad una vera e propria vessazione.
La storia e la vita di un ciclista non contano ormai più nulla per questa ipocrita giustizia sportiva.

Cari amici, forumisti e non, vi chiedo di ritwittare i twit di Ciclopassione di oggi relativi a Francesco Reda.
Lo facciano almeno coloro che non sono tesserati e non possono temere ripercussioni dal solito Palazzo che di democratico non ha nulla. Facciamo rumore.
Tutti devono conoscere questa storia e Francesco ha diritto al nostro affetto, alla nostra vicinanza e, soprattutto, DEVE AVERE GIUSTIZIA

______________________________________________________
REDA. «Pago per colpe non mie»
Sono deluso e amareggiato dal sistema e dalla giustizia sportiva



LETTERA APERTA | Ho preso atto del fatto che il Tna del Coni ha emesso la sua sentenza dandomi due anni di squalifica per quello che loro chiamano “omesso controllo”; ribadisco che di omesso controllo non si può parlare in questo caso specifico, in quanto lo stesso è avvenuto in modo non corretto.
E’ capitato che il DCO e lo Chaperon si siano presentati, sbagliando, presso la mia abitazione il giorno 28 febbraio quando invece ero con la squadra presso l’albergo dove alloggiavamo dalla notte prima per il Gp di Camaiore. Come noto il wherabouts durante i giorni di corsa viene modificato direttamente dalla squadra, come infatti è avvenuto. !

La stessa DCO era comunque già a conoscenza del fatto che il giorno 28 avrei alloggiato presso quell'albergo, perché la stessa DCO il giorno 27 febbraio si era (sbagliando) recata presso lo stesso hotel, quando sul mio adams vi era invece ben specificato il mio luogo di residenza.

Nonostante ciò non ricevetti alcuna chiamata il giorno 27, come sono di solito fare i controllori della Clearidium, quando non trovano il corridore presso la sua residenza; di questo errore della DCO, l’UCI prese atto senza infliggermi alcuna sanzione.
Alla mattina successiva cioè il 28 febbraio, giorno della corsa, ricevetti la telefonata della DCO che mi chiedeva dove fossi, quando sull’Adams era specificato il luogo del mio alloggio, ovvero l’hotel dove ero con la squadra. Io risposi che sapevano benissimo dove fossi e che avrei partecipato alla corsa di quella mattina.

La DCO si è così presentata presso l’albergo in ritardo di ben due ore rispetto allo slot e con un controllo out-competition. Nonostante tutto ciò, appena arrivati i controllori ho fatto il controllo ematico senza però urinare in quanto avevo urinato appena alzato, prima che gli ispettori potessero arrivare; una volta acceso il cellulare sono venuto a conoscenza del controllo ma ormai avevo già urinato.

Ora mi chiedo: com’è possibile che un addetto ai controlli non sappia leggere il sistema Adams? E poi, come mai tutto questo accanimento nei miei confronti quando il controllo è avvenuto con il prelievo ematico? Ho chiesto soltanto del tempo per poter avere un nuovo stiimolo urinario.
Ho solo fatto quello che la squadra mi ha ordinato di fare, cioè prepararmi perché quella mattina dovevo correre.

Nonostante io e il mio ds Ellena avessimo chiesto alla DCO di farmi fare colazione e permettermi di bere per facilitare la raccolta delle urine e quindi seguirci almeno fino all’inizio della corsa per completare il controllo, la DCO scappò con la scusa che doveva fare altri controlli ad altri corridore e che quindi non poteva perdere altro tempo, come dimostrano le email inviate dalla stessa DCO al mio ds nelle quali figurano nomi e cognomi dei corridori che avrebbe controllato quel giorno.

Dov’è la privacy? La stessa DCO è stata appunto sospesa dal suo incarico. Devo allora pagare per una cosa del genere, per un errore dei controllori?

Sono rimasto presso il solito albergo per tutto il giorno 28 e sono partito il giorno seguente; potevano essermi fatti altri mille controlli, perché non è accaduto?
Credo che il ciclismo ormai sia pubblicizzato in modo negativo, che ci sia un accanimento contro persone che fanno costantemente sacrifici e vivono come se avessero un braccialetto elettronico per essere rintracciati; in qualsiasi altro sport tutto ciò non sarebbe mai avvenuto.

La condanna di due anni è una cosa inaccettabile; ho ricevuto una pena maggiore rispetto anche a chi è stato trovato positivo a qualsiasi sostanza.
L’ultima carta in mio possesso è il ricorso al Tas nella speranza che giustizia venga fatta, perché non mi merito tutto questo per un errore non commesso da me. !

Vedere tutti i miei sacrifici, i miei sogni e sopratutto vedermi negare la mia unica vera passione, oltre che lavoro, cioè il ciclismo, è una cosa ingiusta.

Distinti saluti

Francesco Reda

______________________________________________________

Ps.
In questi mesi abbiamo avuto stranamente tantissime iscrizioni come followers al nostro account twitter di corridori/e prof e tutti/e dopo qualche ora si cancellavano. Sono una quarantina almeno.
Sappiamo benissimo come noi non siamo ben voluti dal Palazzo italiano del ciclismo e dello sport, e di questo ne andiamo molto fieri. Very Happy
Nel contempo riceviamo sempre più spesso twit privati ed email di persone che ci ringraziano per l'informazione/formazione fatta in questi pochi mesi.
Sino ad oggi abbiamo girato ad altri siti (di informazione e non solo di passione ciclistica) tutte le info ricevute, ma si sta pensando di realizzare qualcosa di diverso per diffondere una più vasta cultura ciclistica e per difendere e spiegare le ragioni dei più deboli dello sport e del movimento: i ciclisti.


Ultima modifica di Admin il Mer Apr 09, 2014 4:25 pm, modificato 2 volte


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da flatMatt il Lun Feb 03, 2014 3:19 pm

Ho appena postato su fb, se riesco a riesumere il mio twitter lo farò anche li...ciao

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da vallelvo il Lun Feb 03, 2014 3:24 pm

Siamo alle solite, quando  si tratta di un ciclista, la legge va  giù dura, troppo.
Se  poi  fosse   vero, ed io ci credo, quanto scritto da  Francesco sarebbe una vergogna per quel mondo.
Solidarietà al ragazzo, andare  fino in fondo, combattere e sperare  nella  giustizia.
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Fizz Terabike il Lun Feb 03, 2014 3:37 pm

Mi associo alla battaglia di civiltà sportiva per Francesco.
Leggere storie simili mi fa perdere la voglia di guardare il ciclismo.
Come sport sembra ormai una presa per il culo, dove i capoccia fanno e disfano quello che vogliono.
La Federciclismo è veramente una cosa marcia ed irrecuperabile.
Ho letto che abbiamo perso anche la coppa del mondo di ciclocross.
Questo presidente ci ridurrà veramente ai minimi termini.
Sta distruggendo tutto quello che si poteva distruggere.

Forza Francesco se ci leggi, siamo con te e con la giustizia e credo che siamo e saremo in tanti.
Tieni duro, non mollare ragazzo.
Tienici informati Francesco.
Non è in gioco la tua carriera ma la credibilità residua del nostro sport, non solo il ciclismo.


Ps. Admin, non possiamo lanciare un hashtag per i social network?


Ultima modifica di Fizz Terabike il Lun Feb 03, 2014 3:39 pm, modificato 1 volta
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da eliacodogno il Lun Feb 03, 2014 3:38 pm

Semplicemente incredibile, a questo punto non può finire qui Evil or Very Mad 


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da pinky il Lun Feb 03, 2014 3:54 pm

Domanda : Possiamo ritenerci orgogliosi di essere italiani ?
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Bolt Ecchia
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Bolt Ecchia il Lun Feb 03, 2014 4:23 pm

@pinky ha scritto:Domanda : Possiamo ritenerci orgogliosi di essere italiani ?
Sì se cambiamo/ate le cose. Il cambiate lo uso perché vivo già da tempo all'estero.

E' la prima volta che vedo un corridore raccontare in questo modo la sua storia. Anche solo per questo sono già dalla sua parte. Comunque l'Italia a livello di ingiustizie e funzionari del cazzo eccelle sempre.
Ho lavorato in tante parti, ma merde come i burocrati fancazzisti e mafiosi italiani li ho visti in pochi posti, posti sfigati come Romania, Brasile, Egitto (ma lì migliorano).
I nomi di quegli ispettori così cazzari negli Usa li avrebbero pubblicati sui giornali.
Gente da prendere semplicemente a calci nel culo, e che ha in mano la vita e la carriera dei nostri ciclisti.
Alla procura nazionale antidoping probabilmente vedono "ciclismo" e nemmenoleggono le carte, poi il tribunale si adegua e squalifica.
Ogni anno hanno quel tot di squalificati da dare in pasto al Coni per dimostrare che c'è l'antidoping nello sport italiano.
I nostri presidenti federali (quello di adesso come quello di prima che ho conosciuto perché è delle mie parti) sorridono perché così fanno il loro compitino per il Coni. Massa di ipocriti senza dignità!

Francesco tienici informati. Ho visto i vari twit con Ciclopassione e anch'io cercherò di tenermi informato.
Questa è proprio una battaglia da vincere tutti, come ho letto su Twitter.
Concordo con chi mi ha preceduto che non può finire qua.


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Lun Feb 03, 2014 5:12 pm

@Fizz Terabike ha scritto:Admin, non possiamo lanciare un hashtag per i social network?
C'è c'è.
Eccolo:
#tutticonfrancescoreda

Se potete scrivete ad amici giornalisti, blogger ed appassionati.
Tutti coloro che masticano ciclismo devono conoscere questa storia e questa profonda ingiustizia.
Grazie ancora ragazzi.
Se vuole la gente del ciclismo è gran bella gente. Very Happy


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Lun Feb 03, 2014 6:07 pm

Ecco le lettere aperte in italiano ed inglese per chi le vuole diffondere o condividere sui social network.
Ragazzi questa è una battaglia di giustizia e di civiltà.

#tutticonfrancescoreda

VERSIONE PDF

http://archive.ciclopassione.com/pdf/Francesco-Reda_Lettera_Aperta_versione-italiana.pdf


http://archive.ciclopassione.com/pdf/Francesco-Reda_Open_Letter_english_version.pdf


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Lun Feb 03, 2014 6:09 pm

Ragazzi condividiamo questo messaggio di Francesco rivolto a tutti.
Rinviamo a Francesco i "grazie" a quando ce l'avremo fatta.
Prima sia fatta giustizia.



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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da perobeach il Lun Feb 03, 2014 6:25 pm

Francesco, siamo tutti con te.

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Lemure il Lun Feb 03, 2014 8:29 pm

Mi associo anch'io per chiedere un riesame dei fatti che hanno portato alla squalifica comminata a Francesco Reda.
Scandaloso!
Così perde credibilità tutta l'attività antidoping.

Francesco non mollare. Pretendi di avere giustizia.
E quoto Perobeach. E' proprio così, dobbiamo tutti aiutare Francesco!

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da dante battaglia il Mar Feb 04, 2014 2:05 am

Sono un collega di Francesco.Voglio rispondere al dubbio che avete scritto sulla solidarietà dei colleghi.
Non è vero come fate intendere che noi ce ne freghiamo.Potessimo dire la nostra in libertà lo faremmo.
Voi non sapete minimamente lo stress che viviamo.Lo leggete ma non lo capite.Solo quelli che contano possono permettersi di criticare e tuittare le critiche all'antidoping.
Tutti hanno paura che poi te la fanno pagare perchè è successo.
Ho già qualche stagione pro alle spalle e mi sono stancato di vedere me e i miei colleghi come pecore da tosare.Non possiamo scrivere le opinioni nostre come fanno gli altri su facebook,capite almeno questo.
Spiace per Francesco ma ognuno deve smazzarsi da solo questi casini non abbiamo alternative.
Se qualcuno si mette a fare il galletto gli tagliano subito la cresta.questo è il nostro lavoro e non possiamo perderlo.
Ho visto quello che avete tuittato all'accpi. Tutto inutile,li comandano altri procuratori, federazione...
Lo sappiamo noi per primi che i controlli sono usati per tenerci zitti, non credete che siamo babbei...
Chi passa prof questo lo sa già all'inizio e se ti capitava un buon capitano tenuto da conto dalla federazione te la potevi cavare con qualche preavviso e aspettavi gli ispettori.
Adesso è tutto difficile e la federazione stessa si comporta come se tutti noi siamo dopati sopra le orecchie. siamo l'alibi per i calciatori ed i tennisti e anche per il rugby.
Quando salti un appuntamento cominci a vivere nel terrore di fare un errore che può sempre capitare, particolare se ti trovi teste d'uovo come questi che hanno rovinato Francesco per negligenza.
Alla federazione torniamo buoni solo il mese del mondiale e per le olimpiadi, ma del professionismo nel complesso non gliene frega più niente. Ha ragione il commentatore che ha scritto che la federazione deve dare al Coni un tot di positivi ogni anno. E i controlli li facciamo solo noi, la disponibilità 24 su 24 la diamo solo noi e sempre con la paura che i dati dell'Adams arrivino.Pochi giorni fa ho provato ad usare l'app dell'iphone ma poi non mi sono fidato ed ho dovuto cercarmi un conputer mentre ero via per mandare l'aggiornamento.Tutti vorremmo correre tranquilli e dire la nostra, ma non è facile.Al posto mio qualunque di voi farebbe ugualmente.
Se potete dare una mano a Reda datela, voi potete fare casino,ma non pensate che noi siamo dei cacasotto.Non siamo nemmeno dei kamikaze con la cintura di esplosivo.
Francesco ha ragione a volere un riesame dei fatti, lui lo hanno preso dentro nel mazzo, serve a fare numero.
Chi conta sono i giornalisti, se fan casino loro allora qualcosa magari lo fanno
Comunque grazie per le parole di sostegno a Reda, gli appassionati del ciclismo sono i migliori di tutto lo sport.
Con gratitudine ma non chiedeteci di firmarci o esporci con twitter.
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Emitself
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Emitself il Mar Feb 04, 2014 7:55 am

"DANTE BATTAGLIA", chiunque tu sia, ti ringrazio.
Hai scritto un post utile e "terribile" allo stesso tempo.
Mi verrebbe, d'istinto, da replicare che siete voi pro a dover DARE BATTAGLIA prendendo una posizione, non tanto e non solo su questo specifico caso, ma sul contesto generale che tu ben descrivi e che io personalmente non potevo lontanamente immaginare da semplice appassionato.
Mi rendo conto però che sarebbe una risposta troppo facile, la mia.
Quindi ci penso su, ci penso meglio, e poi provo a scrivere qualcosa di più ponderato.
Una cosa la so di sicuro: in un mondo teorico, ideale e perfetto o -  per dirla in altro modo - nella mia prossima vita, mi piacerebbe essere un pro-rider forte...correrei pulito, sempre...ma non potrei accettare di vivere una vita in cui devo comunicare dove sono e quel che faccio ogni singolo giorno, per fasce orarie...questa cosa è assurda e ha un che di orwelliano (nell'accezione "1984") che mi turba e mi irrita solo a pensarla.
Buona giornata a te e in bocca al lupo per i prossimi impegni agonistici.

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da perobeach il Mar Feb 04, 2014 8:51 am

"Teste d'uovo" è un'espressione castigatissima.
Teste di qualcos'altro sarebbe forse molto più appropriata.
Ma, purtroppo, non si può scrivere.

L'affresco che esce dal post di Dante mi fa pensare che l'ACCPI abbia poco da querelare Di Luca.
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Admin il Mar Feb 04, 2014 11:39 am

Caspita, questa mattina mi sono perso il post più importante e non vorrei che la ritardata replica passasse per uno spocchioso "ignorare".
Carissimo Dante, non posso che apprezzare ammirato la immediatezza (ed anche crudezza) del tuo post. Credimi, non si voleva fare gli elefanti nella cristalleria. Come hai colto anche tu, noi vogliamo solo diffondere cultura ciclistica e, per la gran parte di noi, i ciclisti sono il nostro cuore di passione sportiva.
Sappiamo tutti benissimo che le cose sono più complesse di come appaiono.

Non dico altro, perché le repliche che hanno preceduto questo post hanno già espresso anche il mio pensiero.
Grazie infinito del tuo contributo e torna qua quando vorrai esprimere altre opinioni.

Ps. Quotone ad Emit. Dare battaglia anche fuori dalle competizioni! Twisted Evil


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da eliacodogno il Mar Feb 04, 2014 12:12 pm

@Admin ha scritto:
Grazie infinito del tuo contributo e torna qua quando vorrai esprimere altre opinioni.
Faccio mie queste parole
Importantissima testimonianza e grande anche per la scelta del nick cheers 


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a Francesco REDA

Messaggio Da angelo francini il Mar Feb 04, 2014 4:06 pm

Non dubito di quanto scritto e della veridicità di ciò che hai esposto nella tua lettera.

Se tutto corrisponde a quanto accaduto, ritengo che si tratti di una grossa ingiustizia e di un grande errore della Giustizia sportiva.
Uso il "se" perchè non avendo i documenti non voglio fare affermazioni.

Il Regolamento antidoping UCI (Titolo XIV) infatti stabilisce che anche i controlli fuori corsa debbano essere effettuati nel rispetto delle norme contenute nello stesso regolamento (indicandone appunto le modalità).
Se tale mancato controllo è dovuto all'errore dei "Controllori" si può anche chiedere la nullità dello stesso controllo (ossia, come se non fosse mai stato effettuato).
Avrei necessità di vedere le carte per esprimermi meglio.

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@ Francesco Reda

Messaggio Da angelo francini il Mar Feb 04, 2014 6:16 pm

Dopo una rapida consultazione dei documenti disponibili online (Coni - Wada - Uci) sento di affermare che la squalifica dipenda quasi certamente dalla diversa normativa stabilita nei regolamenti Coni e Uci.
Per il Coni è il solo atleta che deve indicare la propria reperibilità, mentre per l'UCI l'incombenza può essere assolta anche dal responsabile della squadra di appartenenza.

Queste diversità nella normativa possono avere indotto in errore il TNA del CONI.
Ma credo che il ritardo di due ore costituisca un valido motivo per chiedere l'irregolarità del controllo, come previsto dal Regolamento antidoping UCI. 
Nell'atto con cui sono stati inflitti i due anni di squalifica a Reda sono stati inflitte anche sanzioni pecuniarie per quasi 17.000/00= euro!
Credo che lo spazio per agire ci sia ampiamente.
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Feb 04, 2014 11:55 pm

Segnalo questo articolo "grandioso" di Matteo Romano su Ciclismo Online.
L'analisi di Matteo va oltre anche al caso di Francesco, arrivando a definire una possibile reale, concreta strategia per tutelare i ciclisti.
Il silenzio dell'Accpi è totalmente inspiegabile, aldilà anche di quello che ha scritto Dante Battaglia.

Reda squalificato 2 anni senza colpe, l'ultima gaffe di un ACCPI allo sbando
Che l’ACCPI non svolga quello che sarebbe il suo compito, e cioè difendere i corridori, lo sappiamo da tempo e lo abbiamo denunciato più di una volta, ma la storia che racconteremo oggi ha veramente dell’incredibile.
Francesco Reda è stato squalificato per due anni per “omesso controllo”. Le circostanze che hanno portato al mancato controllo del corridore sono però tutt’altro che regolari e dimostrano quanta prevenzione ci sia da parte degli organi giudicanti.
Il giorno 27 febbraio 2013, mentre Reda si trovava presso la sua abitazione, l’ispettrice dell’UCI si è recata presso l’hotel di Camaiore che avrebbe ospitato il giorno successivo la Androni – Venezuela e lo stesso Reda. In quell’occasione l’ispettrice non chiamò Reda, come solitamente avviene, e l’UCI prese atto dell’errore della sua incaricata.
Il giorno seguente l’ispettrice, ...


(continua al link seguente)
http://www.ciclismo-online.it/index.php/fatti-e-misfatti/2016-reda-squalificato-2-anni-senza-colpe-l-ultima-gaffe-di-un-accpi-allo-sbando


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Fizz Terabike il Mer Feb 05, 2014 4:18 pm

@dante battaglia ha scritto:Non è vero come fate intendere che noi ce ne freghiamo.Potessimo dire la nostra in libertà lo faremmo.

Spiace per Francesco ma ognuno deve smazzarsi da solo questi casini non abbiamo alternative.
Se qualcuno si mette a fare il galletto gli tagliano subito la cresta.questo è il nostro lavoro e non possiamo perderlo.

Se potete dare una mano a Reda datela, voi potete fare casino,ma non pensate che noi siamo dei cacasotto.Non siamo nemmeno dei kamikaze con la cintura di esplosivo.
Francesco ha ragione a volere un riesame dei fatti, lui lo hanno preso dentro nel mazzo, serve a fare numero.
Non voglio fare il bastian contrario, ma il post di Dante, che voi avete tanto apprezzato, a me fa solo incazzare a bestia.
Non sta nè in cielo nè in terra! Ognuno deve smazzarsi i suoi casini?!!!
Dante, quando capiterà a te ... voglio vedere come la prenderai!
Vieni a dire a noi, se potete aiutatelo Shocked Evil or Very Mad Ma che kaxxo, siete voi corridori che dovete avere gli attributi per migliorare le cose. Avete perso tutti i diritti possibili in questi anni. Ognuno è isolato nei "suoi casini da smazzare".
Mi scaldo ma parlo con amicizia, capiscimi: il tuo post è disgusted non rende onore alla tua categoria. Non c'ho niente di personale, ma i ciclisti per primi sanno che chi non risica non rosica. Volete pigliarvelo in saccoccia (sono gentile) ogni volta?
Prendetevelo! Non muovete un dito per ribellarvi e difendervi.

Ha ragione Ciclismo Online ad andare giù pesante con l'Accpi. Condivido l'articolo dall'inizio alla fine. E penso che davvero possa nascere un nuovo sindacato libero e non controllato o inglobato nell'organigramma della federazione.
Il vostro sindacato non serve più ad un xaxxo!
Anche perché i primi a non volersi difendere siete proprio voi. capa sul muro

Anche di fronte a questo obbrobrio di sentenza ASSURDA non c'è stato alcuna voce vostra a difesa delle ragioni di un collega. Non siete ancora al "mors tua, vita mea", ma ci siete vicini.
Non ce l'ho con te ma l'ignavia non la sopporto nonostante abbia ben chiaro quanto il lavoro che fai sia difficile (più che pedalare muri al 20%).
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da UribeZubia il Mer Feb 05, 2014 4:44 pm

Massima solidarietà a Francesco.

dante battaglia
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da dante battaglia il Gio Feb 06, 2014 1:52 am

Rispondo a Fizz sopra
Non per discutere o polemizzare ma io come i colleghi non siamo un parco di buoi.Non possiamo fare i grillini e abbiamo mille occhi addosso e regole da rispettare.Dobbiamo tenere da conto molte persone e non possiamo andare in contrasto con il team perchè è il team che ci paga.Se non righi la squadra ti può anche mollare e fare anche passare per anomali i tuoi valori medici per non pagarti,così ti trovi sputtanato  senza squadra e senza soldi in un istante.Sono dozzine quelli che sono andati in causa con le loro vecchie squadre,anche da anni e tanti i loro soldi gli vedranno col cannocchiale.
La gente e i giornalisti pensano che il MPCC sia una certificazione del lavoro pulito dei corridori e dei team ma viene usato dai manager per alzare la loro voce coi controlli di squadra, in più di tutti quelli dell'uci e quelli italiani di numero minore.se non gli servi più o gli esci di simpatia possono anche fregarti così.L'antidoping non aspetta altro che avere positivi da dimostrare che lo sport è pulito e controllato.noi delle squadre professioniste abbiamo mille obblighi e ci basta poco per trovarci a spasso.
ai team non è facile fare budget in questi anni,ma chi ha pagato la crisi siamo stati noi che ci troviamo a metà fra i grandi che prendono anche molto bene e i continental che corrono senza legge e doveri e chi deve capire capisce.
Se uno ha famiglia e vive per questo mestiere gli piace si prende i suoi soldi e vede di lavorare senza pestare i piedi a nessuno.mi sfogo in sella e meglio dare battaglia in gara che nelle cause perse.
magari potrebbe fare qualcosa il sindacato e l'idea del giornalista potrebbe anche essere buona,ma non è facile mettere insieme le teste e serve un numero buono di professionisti senza che altri lo vengano a sapere,perchè poi magari partono le vendette.La federazione non vuole sicuramente un altro sindacato come non lo vuole il resto del mondo del ciclismo perché se miglioriamo noi poi ci guadagnano meno loro.Se le squadre prenderanno i soldi anche dai diritti televisivi più avanti forse si migliora.sono tante le cose da cambiare.voi vi sembra tutto facile credetemi è più incasinata la situazione. si vive alla giornata e si cerca di portare a casa il massimo per più anni possibile cercando di non guardare troppo ai problemi per non perdere morale.
ho parlato troppo e non vi scasso oltre
saluti a tutti ciao
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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da BenoixRoberti il Gio Feb 06, 2014 10:57 am

Grazie Dante, grazie tante della spiegazione.
Si pensa sempre di sapere tutto del dietro le quinte, ma poi se ne scoprono sempre di nuove.
Non avrei mai immaginato che le logiche apparentemente positive (almeno in alcuni enunciati e negli scopi dichiarati) del MPCC, che poi è il Movimento Per un Ciclismo Credibile, potessero venire "usate" come strumento di ricatto dalle squadre. E' una vera commedia dell'orrore.

Non bastava il ricatto dei controlli gestiti direttamente dall'Uci di Verbruggen e McQuaid e dei controlli solo "cycling-oriented" del Coni. Adesso anche le squadre possono usare l'antidoping per fare i loro comodi.
E' fondamentale arrivare quanto prima ad un solo ente terzo, INDIPENDENTE dalla politica e dagli interessi, che faccia i controlli.
Vien da pensare che "nel bene o nel male, basta parlarne!" e che il doping sia diventato anche uno strumento di comunicazione. Mi ricordo che, se non erro, su Il Sole 24 Ore in un articolo venne avanzato il dubbio se davvero il doping danneggiava i marchi delle squadre e venne mostrato come invece ciò non è avvenuto con numerosi casi presi in esame (in primis Festina e Mapei).
Non si finisce mai di imparare nel bene ma soprattutto nel male.


Torno alla vicenda centrale di questo thread.

Ciclismo, saltò un controllo: Reda squalificato due anni
I fatti risalenti al Gp di Camaiore. il TNA non ha accolto la tesi difensiva del corridore dell'Androni, che sosteneva un disguido con i controllori dell'Uci
di EUGENIO CAPODACQUA
ciclismo e doping, francesco reda
ROMA - Il mancato controllo prima del GP di Camaiore 2013 costa due anni di squalifica per Francesco Reda, corridore dell'Androni. Il TNA (Tribunale Nazionale Antidoping) del Coni ha accolto in pieno le richieste della Procura e l'atleta potrà tornare alle gare dopo il 20 giugno 2015. Pugno duro del giudice sportivo, dunque: sospensione, multa (circa 16 mila euro) e cancellazione di tutti i risultati ottenuti dal 28 febbraio 2013.
Si tratta solo di piazzamenti nei primi dieci in due gare: Camaiore appunto (7°) e Strade Bianche (8°). Non è stata accolta la tesi della difesa, illustrata dal corridore in un comunicato di qualche tempo fa, secondo cui l'atleta "per un errore di lettura del mio sistema di localizzazione i controllori dell'Uci si sono presentati per un controllo fuori competizione nell'albergo dove alloggiavo con la squadra prima della partenza. Nell'imminenza della partenza stessa. Mi sono sottoposto al controllo ematologico, ma non vi erano più i tempi per un controllo delle urine"


http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2014/01/30/news/reda_due_anni_stop-77293493/

Dopo aver letto la lettera dettagliatissima di Francesco Reda, mi fa specie leggere come la notizia si invece stata riportata da Repubblica a firma Eugenio Capodacqua, anche se va detto che la sentenza "giustifica" queste affermazioni.
Ritengo però che, di fronte alle evidenze, un giornalista dovrebbe confutare, verificare e non partire col solito preconcetto ed il solito giustizialismo che è la negazione della giustizia. C'è però un aspetto positivo da rilevare, ha almeno riportato la dichiarazione dell'interessato. A differenza di altre condanne, anche Capodacqua non ha infierito sul comportamento del corridore e si è limitato a riportare la notizia. L'unica onta, a mio avviso, è quel titolo. Visti gli enormi dubbi generati proprio dalla rimozione dell'ispettrice e visto che nessuno può mettere in dubbio la volontà di Reda di sottoporsi al controllo, mentre invece è palesato il pressapochismo-menefreghismo della ispettrice, al posto di Capodacqua avrei utilizzato il condizionale o una soluzione così: "Per il TNA avrebbe saltato un controllo".
Se anche Capodacqua non esulta per questa sentenza, una ragione ci sarà pure. Eh sì che c'è, offrire positivi alla immagine del Coni e dello sport tutto. Peccato che dai dati ministeriali emerga che le positività del ciclismo sono minori in percentuale a quelle di altri sport, nonostante il numero di controlli sia esponenzialmente maggiore.

Infine questo è il dispositivo della sentenza del TNA.
Lascio a voi ogni commento.

ANTIDOPING: Deferito Francesco Reda (Ciclismo), chiesti 2 anni per mancato controllo
Pubblicato Giovedì, 05 Dicembre 2013
FORO10L’Ufficio di Procura Antidoping ha deferito, alla Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del CONI, l’atleta Francesco Reda (tesserato FCI) per la violazione dell’art. 2.3. del Codice WADA in relazione al mancato controllo urinario disposto dall’UCI il 28 febbraio 2013 a Lido di Camaiore con richiesta di squalifica per 2 anni.
http://www.coni.it/attivit%C3%A0-istituzionali/antidoping/19676-antidoping-deferito-francesco-reda-ciclismo-,-chiesti-2-anni-per-mancato-controllo.html

ANTIDOPING: Sentenze della II Sezione TNA, Reda (FCI), Cerrone Obrubanskyy (FIDAL), Alberati (FCI), Sparagna (FIBS)
Pubblicato Mercoledì, 29 Gennaio 2014
La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, al termine della udienze pomeridiane, ha assunto quattro dispositivi.
Nel procedimento disciplinare a carico del sig. Francesco Reda (Tesserato FCI), ex art. 2.3 del Codice Mondiale Antidoping (art. 21.3 del Regolamento UCI e art. 2.3 NSA), ha inflitto la squalifica per 2 anni, con decorrenza dal 21 giugno 2013 e scadenza il 20 giugno 2015 (art. 10.3.1 del Codice Mondiale Antidoping- art. 294.1 del Regolamento Antidoping UCI e art. 4.3.1 NSA). Sono stati annullati i risultati agonistici del ciclista Reda in occasione della gara svoltasi a Lido di Camaiore il 28 febbraio 2013 e tutti quelli conseguiti successivamente a questa data. Nella sentenza inoltre sono quantificate le sanzioni pecuniarie: EUR 14.000 (art. 326.1, lett. a) del Regolamento UCI), EUR 2.039,60 (art. 275 del Regolamento UCI), EUR 500 per le spese del procedimento.
http://www.coni.it/attivit%C3%A0-istituzionali/antidoping/19797-antidoping-sentenze-della-ii-sezione-tna,-reda-fci-,-cerrone-obrubanskyy-fidal-,-alberati-fci-,-sparagna-fibs.html

Reda dovrà pagare 16.539,60 euro oltre alle spese per il suo legale. La Federciclismo, la LegaProf, l'Accpi nel contempo non fanno nulla per tutelare le dovute remunerazioni dei ciclisti e, non solo, favoriscono lo sfruttamento con la dilettantizzazione della categoria elite dei tesserati dei team continental.
E' tutto semplicemente folle.


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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

Messaggio Da Emitself il Gio Feb 06, 2014 11:52 am


@DANTE BATTAGLIA,
ciao, non so se avrai modo di tornare a leggere questa replica, ma la scrivo ugualmente sintetizzando al massimo un discorso più lungo che avrei voluto fare.
Il tuo punto di vista, DANTE, è assolutamente comprensibile e non mi permetto di criticarlo perché so che non è giusto fare l’idealista o il “fenomeno” quando in gioco ci sono le carriere e le prospettive degli altri, ma  non le mie.
Premessa questa cosa, concedimi due riflessioni amare.
Nei tuoi due interventi, implicitamente, tratteggi un quadro sconcertante del mondo del ciclismo pro. Un quadro disturbante che va ben oltre il problema doping/antidoping in quanto tale.
Gli “scandali” doping hanno rovinato l’immagine del ciclismo presso il grande pubblico fruitore dei mass media generalisti…e a me dispiace molto…così come mi dispiace sentire in TV Danilo di Luca dire “si dopano tutti, quindi i rapporti di forza non cambiano”…però, nonostante tutto questo dispiacere e fastidio, so già che continuerei a seguire il ciclismo: sono un appassionato e mi comporto come quei bambini che si rifiutano di abbandonare il loro giocattolo preferito anche quando è tutto ammaccato e rovinato.
Alla luce del quadro generale che emerge dai tuoi due post, però, il mio sentire inizia a cambiare: il giocattolo non è solo “rovinato”…sembra addirittura “putrido”. E allora, come appassionato, sarò anche un “bambino”…ma “bambino scemo” no: quello proprio non voglio esserlo.
Insomma: avete tutti un bel problema collettivo, cioè quello di non perdere completamente la credibilità con i tanti appassionati che ancora oggi vi seguono con “affetto” e che passano le ore, in strada o sul web, a vivere il ciclismo insieme a voi.
Ribadisco: problema collettivo, come ambiente, che non riguarda i singoli corridori, ds, ecc. presi uno per uno… ma che nemmeno li assolve del tutto in quanto semplici individui.
L’altra riflessione è questa: amo la Storia e le storie del ciclismo, dai tempi eroici a oggi.
So bene quanto la “tradizione” e la ”memoria” contino nel mondo del ciclismo. E questa cosa mi piace molto. Ma non tutto ciò che di glorioso ci viene tramandato può essere perfettamente adattabile al tempo presente.
E’ il caso del concetto di “lavoro”. Oggi il ciclismo pro non è più un “lavoro”come ai tempi dei mitici ed eroici gregari che sceglievano la bici per “sfuggire” alla vita nei campi o in fabbrica. Oggi il ciclismo è una “professione”: siete sportivi professionisti, per definizione e per contratto. Può sembrare una banale differenza di termini, un giocare con le parole, ma non è solo questo: è anche una differenza sostanziale.
Iniziate a pensare a voi stessi come veri “professionisti” e a capire che è vostro primo interesse personale (anche dal punto di vista economico) proteggere e migliorare il “giocattolo” al quale noi appassionati siamo tanto legati; ma anche a capire che, probabilmente, avete molta più forza e capacità “mediatica” di quanto voi stessi reputiate di avere: le persone vi ascoltano e vi leggono volentieri, hanno voglia di discutere con voi e, se utile e necessario – lo hai verificato tu stesso in questo forum – anche di sostenervi nelle questioni extra-corsa.
Un saluto amichevole e un sincero in bocca al lupo!

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Re: Ingiustizia Antidoping - Francesco Reda, Stefano Agostini e quanti altri ancora prima che il ciclismo reagisca?

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