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Marco Pantani - L'assassinio

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Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Dom Dic 08, 2013 1:51 pm

Promemoria primo messaggio :

Era da tempo che mi tenevo questa discussione in serbo. A differenza di altri, di giornalai e blogger vari, che ormai ritengono questo argomento alla stessa stregua delle discussioni sulle scie chimiche, degli Ufo e della presenza degli alieni sulla Terra, io ritengo ancora che la storia (la verità sulla storia e morte) di Marco Pantani sia ancora da scrivere nella sua completezza.

La mia non è una ricerca fra le tesi che mi appaiono più o meno belle, che solleticano più o meno bene i miei pensieri ed opinioni consolidate. Tutt'altro. La mia è una mera scientificamente cinica elencazione di fatti e circostanze strane, tante e troppe per la verità, che in questa storia sono state evidenziate, ma solo separatamente.
Cosa è cambiato rispetto al passato?
Tanto direi, tantissimo.

Prima di tutto adesso è venuto meno l'isterismo dei supporter fanatici di Marco Pantani, quelli che dimenticano l'uomo (semmai gli fosse interessato) e si sono creati una icona, ridefinendo il personaggio a loro uso e consumo.
Per chi vede le cose come me, Marco non era e non è "un personaggio", Marco era ed è un uomo, con il suo carattere, i suoi difetti ed i tanti, tantissimi contagiosi pregi, primo fra tutti la sprizzante generosità.
Insomma è fortunatamente venuto meno il codazzo della banda Brancaleone che ha circondato in alcune fasi una famiglia distrutta dal dolore e soprattutto dalla sensazione che un grosso torto fosse stato perpetrato nei confronti del loro figlio, fratello.
A quel dolore la vita terrena può (deve!) dare delle risposte e un giorno magari dire perché.

Il compito di chi vuole leggere i fatti, di chi vuole arrivare a conoscere la verità è diverso.
A noi non interessa apparire come i depositari dell'icona di Marco, a noi preme dare a Marco la giusta dignità storica che gli spetta. E per dire chi sia Marco, cosa sia stato per ciascuno di noi, non servono rappresentazioni; basta far parlare i nostri cuori.
Marco Pantani non è stato vittima di un complotto masso-pluto-giudaico del vertice politico imperialista americano e marziano-stellare come qualche fulminato va dicendo da qualche anno per accreditarsi come depositario della verità.
Tutte queste stronzate hanno contribuito a rendere assurda, a ridicolizzare una vicenda molto seria; una vicenda che andava gestita con scrupolo ferreo razionale sin dall'inizio, soprattutto da parte dei legali di parte.

Marco è stato sicuramente vittima (per ora in ambito sportivo almeno) di un nugolo di stronzi criminali assatanati di denaro e potere che ha quasi distrutto il ciclismo. Questi erano al vertice di questo sport. Questo oggi lo possiamo scrivere.

Eh sì, questa è l'importante novità storica, politica e processuale (Usada) che oggi è nero su bianco. Fatti.
Per anni chi aveva detto e scritto che il campione texano era coperto, favorito (anche a costo di distruggere gli avversari) è stato coperto di letame da tanti, tantissimi giornalai e replicanti di veline preconfezionate e remunerate.
Oggi molti di questi si sono trasformati nei peggiori robespierre e moralizzatori. Stranezze del vento e del carro che cambia.
Le novità emerse recentemente hanno reso questo decimo anno dalla morte di Marco radicalmente diverso dai nove precedenti. Perché?
Perché rileggere la vicenda di Marco ed i tanti fatti strani che lo hanno riguardato da quella mattina a Madonna di Campiglio sino a quel giorno del 2004, in cui le indagini furono chiuse in fretta e furia, alla luce di quanto emerso nell'ultimo anno assume una radicalmente diversa connotazione.

E' vero che da qualche mese il ciclismo ha mandato in soffitta finalmente il periodo Verbruggen-McQuaid, ma è altresì vero che quella rete di contatti e di legami che ha permesso ai suddetti di dominare il ciclismo non è ancora del tutto venuta a galla e per debito di verità a Marco, come pure per garanzia di pulizia futura di questo sport, è bene che tutto venga alla luce.
Per questa ragione ho aperto questo argomento, per elencare i fatti che ad oggi abbiamo a disposizione e rileggere tutto sulla base delle nuove conoscenze in materia.
Non è vero che è stato già tutto scritto e che la verità non emergerà mai, come qualche fulminato scrive sempre in preda a paturnie ansiogene (il luogo del web da cui proveniamo è pieno di questi psicodrammi autoreferenziali), e la rete come dimostrato nell'ultimo anno ha una funzione essenziale nel divulgare conoscenza e condivisione di fatti e documentazione.

Per rigore metodologico faccio una premessa: terremo distinto l'assassinio sportivo dalla morte fisica (omicidio?) di Marco Pantani. Allo stato la correlazione tra le due cose è solo congettura, ma con questo non intendo escludere che la correlazione possa anche esistere.

Lo stesso metodo varrà per un'altra morte, la cui correlazione invece mi colpì molto, di cui seppi parlando con un funzionario internazionale del ciclismo, mentre dialogavamo su Marco Pantani.
Questi mi disse:"Nel ciclismo di quegli anni ce ne erano tante di cose strane. Non c'è solo la morte di Pantani. C'è anche una persona che conoscevo, un ispettore che sapeva tutto, che è finito in fondo ad un lago".
Gli chiesi chi era, che cosa intendeva, ma chiuse lì il discorso rapidamente dicendo che erano voci, senza poi tanta importanza. Solo di recente sono riuscito a sapere cosa intendesse e di chi stesse parlando.
Ne parleremo alla prossima.

Ps. Spero tanto che Morris possa e voglia essere della partita per ricostruire e raccontare dalla sua enorme ed incredibile esperienza personale, quei bellissimi e poi tremendi anni.


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Sab Feb 15, 2014 1:26 pm

@vallelvo ha scritto:Per me semplice appassionata di ciclismo, tifosa di Marco, meglio sarebbe non seguire le vicende   narrate nell'anniversario della morte del Pirata.
Mii consigliano di lasciar perdere, non posso, lo devo nel ricordo di un Grande anche se fa tanto male.
Semplice e da incorniciare. Like a Star @ heaven 
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Sab Feb 15, 2014 1:44 pm

Le rivelazioni dell'ex medico della Mercatone Uno, Roberto Rempi, su Campiglio
http://www.video.mediaset.it/video/sportmediaset/altrisport/439165/pantani-il-testimone.html

Dottore, lei dov'era quando i commissari medici hanno estratto la provetta? Chi doveva sovrintendere affinché le norme fossero rispettate? Se i muri parlassero ...

Parla Vallanzasca
http://www.video.mediaset.it/video/sportmediaset/altrisport/439166/pantani-parla-vallanzasca.html

Pantani: Ho la coscienza a posto
www.video.mediaset.it/video/sportmediaset/altrisport/439167/-ho-la-coscienza-a-posto-.html


Ps.
Oltre alle parole di Armstrong è necessaria un'altra ulteriore supposta. No comment.
http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2014/02/12/quel-sax-che-piaceva-anche-a-pantani/


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Morris l'originale il Sab Feb 15, 2014 2:54 pm

Dieci anni fa è morto l’ultimo Mohicano del ciclismo che ho amato, di quello sport che mi ha modificato la vita, come fosse un ideale. Dovrei aggiungere: fino al punto di compromettere un cammino che poteva essere ben più sereno. I pochi e molto parziali chiarori venuti dopo, valgono scorie: troppo poco per spingermi al racconto migliore, quello dettato dal cuore, da destinare, con amore siamese, a quei nipotini che ancora non ho.
Con l’atroce susseguirsi di fatti e torture sull’ultimo Mohicano, il ciclismo ha levato l’evidente  sipario della sua metamorfosi infernale verso Mister Hyde: il totem che sovraintende la società moderna,  dove il mondo intellettuale, scarsissimo e solo matematico, non riesce ancora a capire quanto sia pecora. Già, proprio il “belare” della cosiddetta cultura e dei titoli, così intenso nel compitino della maestra verità, da non far seguire al predicato verbale, il sempre decisivo distinguo del complemento oggetto. Una pena, ma guarda caso, nello sport del pedale, un vero e proprio inferno, per l’originalità d’infamia che s’erge sul centro nevralgico in suolo svizzero, e per l’imbecillità prorompente che si manifesta in tanti-troppi territori nazionali, con l’Italietta, una volta di più, di gran lunga prima. Le vicende attorno a quel Mohicano di nome Marco Pantani, doppiamente sfortunato per essere italiano, per giunta col distinguo, sovente peggiorativo di luogo Romagna, sono state dunque uno spartiacque. Comunque le si legga. Tanto più se si possiede cultura sportiva: non di lettura, ma di campo a 360 gradi.

E veniamo a noi, fra metafore, sassolini, divagazioni ritenute essenziali, pernacchie e realtà in parte d’obbligo, ed in parte scelte dettate dal disgusto, in mezzo a stima e meritati applausi.
Iniziamo da questi ultimi. Subito un grande merito va al titolo del thread, azzeccato e veritiero, che, per quanto mi riguarda, avrei sposato anche prima della morte fisica di Marco Pantani. Da uomo che vinceva in questo sport, per giunta. Altro grandissimo merito nella stesura di un intervento che rappresenta una disamina, chiara e ben scritta, per tanti aspetti esaltante pur nei suoi macabri contenuti e confini, di ciò che da Aigle s’è progettato, scelto e condiviso coi partner (economici e di contestuale malaffare), affinché si giungesse progressivamente al funerale del ciclismo credibile, sull’incenso degli interessi di taluni portafogli, venali e di fama. Un corso sfociato, appunto, in “Epitaph”, quel teatro finale di lampi e onde “schizzoidi”, intervallate da serenità apparenti, su sfondi rossi e venature di porpora: : insomma un vero caleidoscopio da “in the court of the Krimson King”, dove la traduzione musicale del genio creativo di Robert Fripp, col supporto barocco delle parole di Pete Sinfield, rappresenterebbero modesta concorrenza in un eventuale confronto artistico. L’autore del titolo e del post-disamina, è lo stesso, Benoix Roberti, il complottista nel gergo tanto comune elevatosi in quel luogo progressivamente divenuto “covo dei troll”, così involontaria terra dalla quale in tanti, qui, veniamo. Ed ora, dopo quanto scritto, chissà cosa si dirà di me, sulle suggestioni e sui supposti raggiri Benoixcentrici, di cui sarei vittima! Rido, perbacco! Ma l’onestà mi spinge a dire, per l’ennesima volta, che sul virtuale la misura dei giudizi, si può determinare, solo ed esclusivamente, attraverso i contenuti degli scritti. E su questi, nessuno, intellettualmente sano e positivo, può togliere valore a Benoix. Gli stessi “felini”, che svolgono da pecore il mestiere di giornalisti, da costui, dovrebbero imparare, anziché lanciarsi in campagne sul “realismo cazzaro”. Per una serie di motivi semplici, lapalissiani:: non c’è sport ridotto peggio del ciclismo, per credibilità internazionale e nazionale dei dirigenti; spessore dei protagonisti atletici, sottomissione e sodomizzazione degli stessi, regolamenti ad uso e consumo dei voleri di chi dovrebbe esaltare il pedale e non il proprio potere d’affari, società di marketing che anziché vendere un prodotto per tutti, intervengono per giocarsi potere in coabitazione coi dirigenti commissionanti fino a sponsorizzare il ruolo del maggiore di questi, a ministro di fatto dello sport di uno dei paesi più in vista a livello economico mondiale, alla faccia dell’evidentemente ricattabile CIO e di tutti quello che dall’osservatorio giornalistico non leva mai voce fuori dal coro, se non contro le vere vittime di queste vergogne che sono i corridori veri, i ciclisti, non il mare di amatori del “dopolavoro”.
Quel ciclismo in cui il dirigente usa l’anti della realtà comune a tutti gli sport, ovvero il doping, per eliminare, ricattare, farsi sberleffi tanto dei regolamenti quanto della dignità degli atleti che, vivaddio, sono uomini e donne, e dove a pagare devono essere sempre loro, anche quando a sbagliare sono i tristi figuri della cosiddetta giustizia sportiva, la quale, col caso di Francesco Reda, è giunta ad un livello tale, dove non esistono eufemismi correttivi o celanti l’imperioso status presentabile solo in abbinamento allo scurrile. All’uopo, cosa aspetta l’Associazione Corridori a fermare le corse, a fare quell’azione sindacale che la storia degli ultimi venti anni ha dimostrato inesistente nell’organizzazione (imparino da Tommasi & C!), fino ad assurgere come più che ragionevole la realtà del detto popolare che richiama pennuti un tempo domestici. Il caso Reda, è uno spartiacque ulteriore fra la consolidata sottomissione della categoria e l’ultimo flebile stelo di dignità rimasto nella lettura quotidiana, oggettiva e non empiristica, dell’Associazione.  E sui mali ai limiti dell’incurabile che affliggono il ciclismo, si potrebbe andare avanti per ore, infatti sono più quelli non citati, eppure, i “felini” del giornalismo, parlando dell’ultimo campione storico del ciclismo italiano, trovano il tempo e lo spazio per porre l’accento sui cazzari. Guarda caso, quell’ultimo campione storico, fu pure l’ultimo a dare segni chiari ed evidenti di difesa dei corridori. Ritorno dunque sul punto dal quale sono partito: imparino i “felini” della carta stampata, a fare disamine come quelle di Benoix  E tutti, qui, proviamo a chiederci in quanti, fra mestieranti ed appassionati, han saputo ricordare e richiamare la genesi di un percorso che sta convivendo e compromettendo come un cancro il corpo del ciclismo di vertice da quasi 20 anni, ovvero la distribuzione delle risorse dei diritti televisivi fra le squadre. Bruno Roussel fu un protagonista che pagò la già persistente dittatura verbruggeriana  Sta di fatto che la pressoché unicità persistente del caso ciclismo sul tema, sta strozzando questo sport, rendendo i bilanci dei club di vertice, dei ballerini sull’aria: solo. Nel pedale solo sponsor, senza entrate dal pubblico e dalle TV.  Immaginate, ad esempio, cosa sarebbe delle squadre di calcio, se Fifa, Uefa e Federazioni nazionali, avessero fatto come l’UCI! Insomma, un altro versante della vergogna  alla base del seguente protour ecc. ecc. Resta il fatto, che oggi, sponsorizzare il ciclismo di vertice, coi paletti messi dalla cricca di Aigle, è spesa fuori mercato, addirittura superiore, per un’azienda non operante nel settore sportivo diretto, a quella richiesta da squadre di calcio di blasone.
 
continua …(sperando di avere meno grattacapi o emergenze da aggredire)
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Sab Feb 15, 2014 4:17 pm

Grazie Morris, ma devo dire che io in questi anni ho solo messo assieme con il mio metodo le informazioni e le intuizioni-ipotesi di alcuni "uomini" che amano lo sport, e Morris nella vicenda di Marco Pantani mi aveva aperto gli occhi.

Ho appena parlato con un amico che mi dice che comunque i tempi dichiarati da Martinelli (che però non concordano completamente con quelli dei verbali), sono incompatibili con quelli dichiarati dall'ematologo. Cosa verissima.
Quindi per lui l'ipotesi di Davide De Zan non sta in piedi, perché sarebbe servita un'ora.

Quest'oggi ho contattato la mia fonte medica e mi ha spiegato tutto.
Premetto che l'ipotesi di Davide De Zan non è la pistola fumante, perché al di là del dato delle piastrine precipitate (che è comunque allarmante) non c'è la prova della manipolazione, c'è solo un forte sospetto.

Ho chiesto alla mia fonte quali potrebbero essere i tempi effettivi della separazione tra parte corpuscolare e plasma per poter intervenire con una eventuale manipolazione, e questa è in sintesi la risposta:
- con eparina (EDTA) tra 1,5 e 2 ore
- senza eparina (EDTA) tra 30 e 35 minuti
- con procedimenti elementari di aferesi: 10 minuti!

A questo punto ho chiesto: "come si poteva/potrebbe dimostrare la manipolazione con certezza?"
"Non si può più. Si poteva fare, ma se leggi le carte del processo scopri come hanno cancellato le prove. Lo hanno fregato con una provetta, con una sola provetta! Ma io non ti ho detto nulla. Tra i medici dei laboratori lo sanno tutti come potrebbe essere andata."
Ho chiamato la mia ex compagna medico e mi ha illuminato.

Non ho trovato le carte al riguardo, ma l'ipotesi della mia ex compagna si è dimostrata corretta quando ho trovato questa intervista ad Enzo Vicennati, dove c'è una dichiarazione sugli atti che è assolutamente dirimente:
________________________________
Marco sapeva che l’avrebbero controllato: era la penultima tappa del Giro d’Italia. Gli ispettori arrivarono nel suo hotel più tardi del solito: se Marco avesse voluto invalidare il controllo gli sarebbe bastato fare colazione; invece aveva la coscienza pulita e si sottopose al prelievo (che, per regola, va fatto a stomaco vuoto, ndr). Chi era presente nella stanza dove venne effettuato il controllo racconta che un ispettore era particolarmente nervoso e si affrettò a far riconoscere a Marco solo una delle due provette. Inoltre pare che venne esaminato solo il sangue di una provetta (l’altra, venne detto, era rotta): ciò rappresentava una violazione del regolamento, che prevede che venga analizzato il sangue di due provette.
http://www.fanpage.it/marco-pantani-morte-10-anni-enzo-vicennati/#ixzz2tOzqxbSj
________________________________

La spiegazione è questa: intervenendo manualmente sulla composizione del sangue con due differenti prelievi di plasma post-aferesi dalle due provette (come mostrato da De Zan), si sarebbero avuti due diversi (troppo diversi) valori di ematocrito, ma soprattutto di piastrine, rendendo così evidente la manipolazione.
La seconda provetta doveva pertanto ... "rompersi" ... per forza.

E' ovvio che Davide De Zan non potesse fare una domanda non deontologica per entrambi (giornalista e medico) all'ematologo, che a sua volta non avrebbe accettato l'intervista, del tipo: come si può manipolare un esame del sangue?
Peraltro va tenuto in considerazione che il luogo ove opera quell'ematologo è anche titolare dei controlli per conto della Federazione Ciclistica Italiana.
Per questa ragione la sua testimonianza andrebbe ancor di più apprezzata.

Lo so, si è aggiunta "solo" un'altra "strana coincidenza": la provetta rotta.
Ma stavolta nessuno può più negare che le coincidenze strane siano ormai troppe.

Ps. Al di là della vicenda Pantani, mai come in questa occasione è stato dimostrato, come minimo, come gli esami agli atleti debbano essere realizzati con maggiori garanzie per gli atleti E PER LO SPORT TUTTO. Così come sono (oggi comunque meno di allora), sono alla mercé di potenziali manipolazioni. E qua non parliamo di sport, parliamo di una attività economica dove girano scommesse e comunque significativo denaro, con manager di livello bassissimo e scrupoli proporzionali al loro livello, disposti a distruggere lo sport che comandano pur di mantenerne un ferreo controllo.


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Sab Feb 15, 2014 9:34 pm

Ciclismo Online come sempre, è sul pezzo.

Scoop di Davide De Zan: Pantani aveva ematocrito alto e piastrine basse. Controllo manipolato attraverso l'aferesi?

Finalmente, forse per la prima volta, ieri sera qualcuno ha spiegato in maniera concreta come sarebbe stata possibile un’alterazione dell’esame ematico effettuato a Madonna di Campiglio. Lo speciale griffato Mediaset su Marco Pantani ha mostrato il documento originale di quel controllo, documento in cui si dimostra che Pantani quella mattina, oltre ad avere l’ematocrito alto aveva le piastrine molto basse, quasi la metà di ciò che avevano i suoi colleghi controllati quel giorno e che lui stesso aveva avuto nei 10 controlli precedenti.


continua al link seguente: http://www.ciclismo-online.it/index.php/fatti-e-misfatti/2021-scoop-di-davide-de-zan-pantani-aveva-ematocrito-alto-e-piastrine-basse-controllo-manipolato-attraverso-l-aferesi


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Fizz Terabike il Dom Feb 16, 2014 1:16 pm

In questi giorni mi sono limitato a leggere perchè l'argomento mi imbarazza, per non dire che mi turba proprio.
Leggere questa storia e vedere il programma di Italia 1 toglie la voglia di guardare il ciclismo.
Ti rendi conto che anche una cosa bella come lo sport può venire distrutta dalla politica.
Mi rendo conto cosa e come abbia vissuto Pantani dal 1999 al 2004.
Tutti gli danno del debole, del drogato, del malato, come ha fatto quell'ipocrita di Bergonzi, ma quando uno si rende conto di essere messo di mezzo in qualcosa più grande di lui come poteva rispondere?
Poi parla Bergonzi, il megafono italiano del "baronissimo" texano! Ma vai a c...
Normale andare fuori di testa. Mi sono sempre domandato perché in questi anni ci fosse un vero esercito di denigratori, di persone non solo determinate da opinioni ma semmai da interesse.
Adesso non è difficile capirlo perchè in tanti ci lucrarono di brutto. Anche la squadra ne esce a pezzi, dimostrando quanto fossero degli improvvisatori incapaci ed ignoranti delle regole, con cui potevano salvare il Pirata.
Erano tutti dopati certo, ma il doping lo hanno forzatamente attribuito solo a lui per il loro delinquente bene comune.
Il mondo del ciclismo è una totale merda. Ho mio figlio che corre, non è un campioncino fortunatamente ma se anche lo fosse non lo farei continuare oltre la categoria juniores per non lasciarlo nelle mani dei delinquenti della federazione e dei maneggioni e procuratori che girano in questo sport.

Basta guardare quanti siti siti di ciclismo hanno parlato della trasmissione di Italia 1. Nessuno!
C'è solo quello che avete citato sopra Ciclismo Online.
Su Tuttobici non c'è un minimo accenno e sappiamo di chi è Tuttobici, non parliamo di informazione.
Un lettore glielo ha anche scritto http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=news&cod=65354
L'articolo di Gatti a me non è piaciuto dall'inizio alla fine, mi fa schifo anche perchè non mi dimentico cosa ha sempre scritto su Pantani con tutto il relativo veleno.
Certo che lo sconclusionato clan di pirla con in testa la scassaminchia romana a cui Gatti fa riferimento, ne hanno fatti di disastri. Il vecchio collegio difensivo dovrebbe essere cancellato dagli albi.
Hanno trasformato la storia di Pantani in un circo e qualcuno ci ha pure ricavato denaro con i soliti libri in esclusiva. Gente di merda come quelli che Pantani lo hanno rovinato con la manipolazione per inconfessabile interesse.
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Admin il Dom Feb 16, 2014 1:47 pm

Fizz, le argomentazioni sono già forti, non servono le parolacce, dai.
Ho avuto uno scambio via mail poco fa con un amico su questa vicenda e, aldilà della varietà di opinioni, l'importante è che chi di dovere faccia una opportuna indagine sulla scorta di quanto emerso dalla trasmissione. I dubbi ci sono, sono tanti, nessuno li può più negare.

Una volta scoperta la verità, tutte queste polemiche diventano "errori di percorso".
Sbagli infine a prendertela col ciclismo in questo modo.
E' uno sport molto bello, va solo migliorato o ripulito.
Fa male il tuo sfogo. Sad


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da angelo francini il Dom Feb 16, 2014 2:20 pm

@Admin ha scritto:Fizz, le argomentazioni sono già forti, non servono le parolacce, dai.
Ho avuto uno scambio via mail poco fa con un amico su questa vicenda e, aldilà della varietà di opinioni, l'importante è che chi di dovere faccia una opportuna indagine sulla scorta di quanto emerso dalla trasmissione. I dubbi ci sono, sono tanti, nessuno li può più negare.
Una volta scoperta la verità, tutte queste polemiche diventano "errori di percorso".
Sbagli infine a prendertela col ciclismo in questo modo. E' uno sport molto bello, va solo migliorato o ripulito.
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Bisogna avere coerenza e partire da un punto fermo: Madonna di Campiglio. Quello che li si poteva o si doveva fare ed invece non é stato fatto.
Dopo tutto diventa una vicenda di tribunali civili e penali, non essendoci alcun tribunale sportivo competente quando si parla di "controllo della salute".
Quindi almeno noi (ciclofili) partiamo dall'unico punto fermo che deve essere "cosa successe veramente quella mattina tra le 6.00 e le 9.00": é inutile cercare altre strade se non conosciamo i fatti, procedurali e non, di base.
Il resto, poi, diventa un discorso più da forum di appassionati di legge che di ciclismo!
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Emitself il Dom Feb 16, 2014 2:41 pm

Admin fa giustamente il suo lavoro, ma lo sfogo di Fizz è assolutamente legittimo, nella sostanza.
Come ho già scritto in altro topic, la passione ci ha spinti sempre e comunque a seguire uno sport in cui le classifiche vengono spesso - purtroppo - riscritte a posteriori. Ma uno sport che ti lascia certi dubbi e in cui ti rendi conto che bravi "insider" come De Zan jr nutrono dubbi ancor più gravi dei tuoi, beh...fai fatica a guardarlo con lo stesso sguardo innocente e ingenuo che adottavi prima.
E il problema, a questo punto, non è nemmeno più la vicenda Pantani in sè, con il suo lascito di memoria sportiva e di immane tragedia umana. E' un problema più grande e generale che mi porrei anche se fossi (e non sono, ovviamente) il peggior detrattore di Pantani.
Quoto sempre Fizz su un'altra questione: dalla giornata di ieri non mi aspettavo molto, ma immaginavo che il "colpo giornalistico di De Zan Jr deflagrasse ovunque, come notizia, oggi. Invece sui siti dei web dei maggiori quotidiani nazionali non trovo nulla...magari sono stato superficiale nella ricerca, ditemi voi...
De Zan ha fatto un buon lavoro, forse semplicemente "il suo lavoro", ma di questi tempi, in qualunque campo, è già molto. Meritava più spazio, quell'argomento, e una diversa costruzione della scaletta della trasmissione (strutturata male e condotta in modo modesto, nonostante alcuni contenuti di pregio). Assurdo l'orario di messa in onda, a tarda notte.
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Fizz Terabike il Dom Feb 16, 2014 2:52 pm

@Admin ha scritto:Fizz, le argomentazioni sono già forti, non servono le parolacce, dai.
Ho avuto uno scambio via mail poco fa con un amico su questa vicenda e, aldilà della varietà di opinioni, l'importante è che chi di dovere faccia una opportuna indagine sulla scorta di quanto emerso dalla trasmissione. I dubbi ci sono, sono tanti, nessuno li può più negare.

Una volta scoperta la verità, tutte queste polemiche diventano "errori di percorso".
Sbagli infine a prendertela col ciclismo in questo modo.
E' uno sport molto bello, va solo migliorato o ripulito.
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Va bene faccio di meglio: non ne parlo più perchè sono disgustato da cosa salta fuori da questa storia, che i giornali ed i siti ne parlino o no.
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Admin il Dom Feb 16, 2014 4:06 pm

Per essere chiari. Come scritto l'altro giorno, non mi riferivo alle parolacce discorsive, ma a quelle dirette, personali, siano parolacce o maldicenze.
Se si usano per un concetto ... non sono un moralista, o un buonista da "galateo".
Credo che sia chiaro che qua la moderazione è leggera, meglio se inesistente.
Che ciascuno si esprima con passione!

Ps. Fizz la vera offesa tua, comprensibilissima ma non accettabile, è quella frase per il ciclismo Wink
Teniamo duro, proteggiamo il nostro giocattolino. Come faremmo senza? Very Happy
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da angelo francini il Dom Feb 16, 2014 6:42 pm

@ Emitself
Tu speravi che il "colpo gionalistico di DeZan jr deflagrasse": impossibile.
Se uno mi spiega cosa ha detto, di nuovo, rispetto al conosciuto: nulla, tutti fatti che erano negli atti!
Anzi ne ha saltato qualcuno che conosce e forse si é dimenticato.
Quella trasmissione non mi é piaciuta per la conduzione poco "umana", mediocre rispetto alle capacità del giornalista incaricato, e per gli ospiti. 
Ma prima di tutto per il can can mediatico fatto nella presentazione del programma: di pistole fumanti non vi é stata traccia, di "pistolotti" due o tre (a favore di certi personaggi). Quasi identica a quelle delle Iene con Danilo Di Luca: un battage per poi non sentire nulla!
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Morris l'originale il Dom Feb 16, 2014 6:54 pm

Benoix ,ha poi inquadrato il ruolo di IMG, conosciuta da chi scrive nel tennis, con ben altre funzioni e peso, ma tanto è. E poi il richiamo a quei compiti “particolari” dell’Ispettore Medico Uci Wim Jeremiasse, così strani o incredibilmente coincidenti, ai quali, con medesimo tenore, s’è aggiunta una strana morte. Quanti hanno scritto e commentato quei fatti?  Insomma, per farla breve, il condivisibile Benoix, ha fatto un gran lavoro, che merita e dovrebbe far riflettere, anche chi è venuto a conoscenza di personaggi, figure e ruoli, per la prima volta.
 
Era logico che dopo una simile disamina, arrivasse anche qui la solita puntualizzazione circa il complottismo giudaico-massonico che richiama vecchie conoscenze forumistiche, con relativo pesante postulato in direzione di Benoix, del sottoscritto e di Lemond (anche se qui non c’entra niente). Aspetti particolarmente evidenti in un successivo intervento che ovviamente quoterò, (magari in una terza o quarta parte, visto il caos che mi pervade).
Eccolo qua Occam,.o per meglio dire il distorsore di Molnar…..   

baracco bama
La mia ipotesi, nel nome di Occam.
Quel mattino, a Campiglio, andò semplicemente storta la routinaria "operazione San Gennaro"
Al telefonato controllo di prassi dell ematocrito si predispose la altrettanto routinaria "puliziata" del sangue; qualcosa (tempi, dosi, modalità) andò storto.
Si pensò di avere il solito 48, uscì il 52.
No Roswell, no scie chimiche, ne complotti giudaico-massonici.
Fu un semplice errore metodologico.
Mi pare che come ipotesi regga.
Sarebbe interessante sapere  l' ipotesi di chi fu presente allora a Campiglio.



Premesso che la teoria del frate è del 1300, quando le complicazioni scientifiche erano assai rarefatte rispetto ad oggi e dove l’uomo era ben più grezzo nei comportamenti d'ogni tipo (non a caso, l’uso della cipria confondente chiamata ipocrisia, era ben lungi dalla moderna asfissia). Abbastanza, insomma, per considerare quel “rasoio”, nel complicatissimo oggi, al valore di un proverbio, addirittura obsoleto.

Premesso che ragionare, indagare, ricercare senza la vocazione di porsi a 90 gradi a mangiare il “ciuccia ciuccia”, è un dovere oserei dire sincronico alla zucca e non una malformazione esistenziale.

Premesso che schernire colui che cerca di vederci chiaro, che non getta nulla nella ricerca della verità e delle motivazioni di fatti, anche apparentemente normali (quanti delitti massonici in questo Paese, sono passati per incidenti, cause naturali ecc?), è un’azione infantile, o poco realistica, o decisamente stupida, alla luce della lunga legenda di fatti oscuri, di veri e propri complotti avvenuti in Italia, se vogliamo, dal primo triumvirato fino ad oggi, passando per tutta la matassa dell’orrendo (eufemismo) mondo politico nostrano, così ben riassunti da un uomo che ha dominato in questo suolo per mezzo secolo e con un QI triplo rispetto gli attuali colleghi dell’imbroglio, che un giorno disse: pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Premesso che nello sport, gli involucri dell’oscuro, se si conosce la storia di questa forma espressiva, si sono presentati e si presentano con una cadenza intensa quasi quanto quella politica....

Tutto ciò premesso, la tesi sopra esposta, che tanto sta a cuore in chi odia Pantani (il verbo è pertinente, eccome se lo è!), che un ricercatore presente ed operante nel ciclismo, magari più empirico della media, saprebbe collocare geograficamente relativamente alle maggiori concentrazioni, non regge, nonostante il politically correct imperante nei media.
L’altra sera, grazie a Davide De Zan ne è giunta la prova del nove.
“La routinaria "operazione San Gennaro", ovvero l’uso degli espansori del plasma o plasma expanders a dir si voglia, per quanto probabilmente abbastanza diffusi, soprattutto ai tempi del limite dell’ematocrito al 50%, non appartengono al Pantani di Campiglio. Gli esami dell’ematocrito, per i corridori, o dell’emocromo per qualsivoglia cittadino, si svolgono la mattina, a stomaco vuoto e, presumibilmente, riposati. Solo in casi estremi, per urgenze e come titolo puramente indicativo, ma non per i corridori, quei prelievi possono svolgersi extra-orario. Tendenzialmente le consistenze serali e/o dopo i pasti, sono superiori, quindi non probanti in caso di “legge” come era il caso dei ciclisti ai tempi del famoso 50%.
Per i corridori ed i rispettivi medici però, un prelievo serale, attraverso le altrettanto famose macchinette, rappresentava una forma di indicazione sul che fare la mattina seguente. Sul bisogno o meno dell’uso dei plasma expanders e le relative consistenze. In sostanza, una forma di termometro sul tipo di terapia da seguire la mattina seguente, prima degli orari dei pressoché sempre telefonati controlli UCI. Dunque, se il corridore X, aveva la sera dopo cena, 48, poteva star tranquillo e non usare il comunque non immediato o abbastanza complicato procedimento d’espansione. Un 48 la sera, significava max 48 la mattina, tenendo conto del punto in meno per l’approssimazione  sancita nel Regolamento UCI. Diverso ovviamente il discorso con un 51 o 52 e, pure, per stare in sicurezza, con un 50. Quel 48 di Marco, ai fini del controllo ufficiale, significava 47, meno le frazioni di punto dettate dall’aver faticato, con tutto quel che ne conseguiva, e cenato.
L’uso degli espansori dava sì la possibilità di togliersi anche 5 o 6 punti, a seconda del volume della soluzione, ma era laborioso e rischioso in maniera proporzionale alla necessità, sia per i tempi di somministrazione, che di precisione sull’orario del prelievo. L’effetto rientrante degli espansori, che non è lunghissimo, era stato “tacitamente” contemplato nei sodalizi e, conseguentemente, nei corridori, in circa un’ora.
Il 48 della sera del 4 giugno, è confermato da tutti coloro che stavano nell’intorno del Pirata e se così non fosse stato, la Mercatone avrebbe dato diversi segnali di nervosismo, sia quella sera che, tanto più, la mattina dopo, altroché. Invece, non esistono testimonianze di rilievo extra sodalizio, che vadano in direzione diversa. In ogni caso, verità o non verità, quel dato, più che per l’ematocrito, va preso in considerazione solamente per la sua regolarità nelle consistenze: non c’erano anomalie o sbalzi inspiegabili nell’emoglobina e nelle piastrine, come dimostrerà senza ombra di dubbio il terzo esame, quello di Imola, fatto non da una macchinetta (comunque strumento non così aleatorio), ma da un laboratorio omologato anche dall’UCI.

Il dato della mattina del 5 giugno.
Sempre seguendo “la routinaria "operazione San Gennaro”, facciamo ora l’ipotesi che i valori reali di Marco, avessero avuto bisogno di un intervento con gli espansori e ipotizziamo pure un errore anche clamoroso sui tempi di somministrazione e di controllo. Bene, il ruolo degli espansori a questi fini, si lega ad una diminuzione dell’ematocrito, ovvero la percentuale della parte corpuscolare del volume sanguigno, perché si immette quella plasmatica, più liquida (acqua al 92%, proteine al 7% e sali minerali all’1%), di colore giallo paglierino. Gli espansori non modificano le consistenze numeriche delle componenti del sangue che non appartengono al plasma: le piastrine, ad esempio.
Nell’esame di Campiglio, all’ematocrito che tutti sappiamo, si riscontrò una percentuale di emoglobina più bassa di quello che si poteva desumere, tanto è vero che nel 2000, il regolamento antidoping fu modificato, proprio in funzione di parametri più congrui, circa il reale vantaggio che può ricavare un atleta dal doping ematico. E qui, è l’emoglobina la componente decisiva; è lei che porta ossigeno ai muscoli, coi benefici che poi sappiamo…
Fatto sta che, fermo restando la percentuale di approssimazione per difetto dell’1%, coi nuovi parametri fissati dall’UCI dal primo anno post Campiglio, un corridore poteva avere un ematocrito superiore al 50%,  purché il suo livello di emoglobina, restasse inferiore a 17. A Madonna di Campiglio, l’emoglobina di Marco era al 16,1%, quindi non sarebbe stato allontanato dal Giro. Ma il dato più eclatante ed inspiegabile, se ci fosse stato a monte l’uso di espansori, ci viene dal numero di piastrine, decisamente più basso rispetto a tutti i controlli anche ufficiali effettuati su Pantani in un lasso triennale, nonché inspiegabilmente tanto inferiori, come si è potuto evincere dal grafico posto in video da Davide De Zan, sugli altri controllati di quel giorno. Soprattutto, da sottolineare ancora, i plasma-expanders, non "eliminano" tante piastrine.

Qui si apre una parentesi piccola, ma significativa. Tanti hanno sostenuto che un possibile imbroglio sul test di Marco a Campiglio, si fosse consumato attraverso un passaggio della provetta su un fornellino da campeggio. Tecnicamente, per piccole percentuali (ad esempio dal 49,5% al 50,3%), quell’artifizio avrebbe fatto al caso, ma non avrebbe comunque diminuito il numero delle piastrine, come da prova che seguirà.
Ed infatti, quando nel pomeriggio, Pantani si sottopose all’esame di Imola (laboratorio Ufficiale, non macchinetta), i suoi dati ritornarono quelli della sera del 4 giugno a Campiglio, con tanto di piastrine nella media triennale. Qualcuno dirà ancora: e se si fosse fatto la flebo di espansori nel viaggio da Trento ad Imola? Bene, aldilà delle complicazioni, della giornata particolare e dell’orario ove solitamente l’ematocrito cresce, le piastrine dovevano essere quelle di Campiglio. Così non era.

Morale: i dati, il grafico che De Zan ci ha portato, sono sufficienti per dire che qualcosa di preciso e di meccanico, in sincronia, in questo caso confondente, col corredo di un esame del sangue, a Campiglio, si consumò. Il tutto in aggiunta a vizi di forma già essi sufficienti per dire che fu un controllo irregolare. Ben più vicino a quell’agguato tanto menzionato da Marco, che ad un errore in buona fede. Le incongruenze testimoniali al processo di Trento, le cui finalità purtroppo erano legate alla verifica se quel sangue fosse veramente di Pantani e non a stabilire il vero pomo che era ben altro, sono fatti, che vanno tutti nell’indirizzo della dignità del grande campione, anche per chi non lo ha mai visto da tifoso.
Ciò che poi si scatenò dopo quel 5 giugno fu qualcosa di vergognoso, da paese incivile, coi giornalisti più boia, che narratori sulla via della verità. Le punte si raggiunsero nel 2000, nel periodo olimpico. Ne ho discusso in una platea di sportivi e di dirigenti il 13 scorso, con un grande giornalista, un amico, Leo Turrini, che, nel suo libro, “Il Pirata e il Cowboy”, a tal proposito, è stato esemplare e tagliente, sia sui dirigenti sportivi che sui suoi colleghi.
 
Continua….
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Dom Feb 16, 2014 8:06 pm

Poco fa mi squilla il telefono.
"Guarda che hai pestato i piedi a qualcuno!". E io "E che sarà mai?".
"Ti hanno risposto, mi sa, al post che hai scritto".

Ohibò, scopro di avere insultato lor signori. Ligio ai doveri di amministrazione, credo sia davvero il caso di argomentare, anche se purtroppo, col senno di poi è sempre facile suggerire a 15 anni di distanza.

Mi sono rotto le palle di leggere la difesa di Pantani fatta da alcune persone e dirò perché una volta per tutte. Per anni ho letto in silenzio le immense stronzate, le immense deviazioni dalla realtà che hanno ridicolizzato questa causa importante per il ciclismo e per la dignità storica (con tutti i suoi errori) di uno che questo sport lo ha reso grande come non mai e che è stato distrutto da gente piccola, molto piccola.
Ora che potremmo essere vicini ad una svolta, cari signori che ho definito "cazzari" fate il favore di stare in silenzio, di non sparare più immani cazzate. Basta danni. Basta urlare troiate ai quattro venti.
Basta con Pantani angelo, colpito dal male invincibile dell'imperialismo.
Basta con il Pantani icona della sinistra, con questa idiota rappresentazione simil-Che Guevara, che non sta da nessuna parte (Pantani deve tornare patrimonio di tutti) e non sfruttato per l'ennesima volta.
Basta con i pasdaran, ci avete sfrucugliato gli zebedei.

Chi ama il ciclismo davvero e vuole eradicare i suoi problemi si occupa del famoso Pantani come del poco famoso Reda, andando a indagare nei meandri dei regolamenti e non improvvisando monotone e ripetitive tiritere autoreferenziali.
Il ciclismo deve imparare a difendersi da sé, a crescere internamente le competenze, senza avvalersi di dannosi sindacalisti esterni in caccia di gratuita fama. Fuori 'sta gente. Se volete essere d'aiuto limitatevi a chiedere giustizia e verità su Campiglio. Per il resto astenetevi, così non farete più danni.

Mi viene fatto notare che l'ematologo c'era tra i periti e che avevo scritto una imprecisione.
Riporto il mio post per i cazzari.

Nei termini in cui è stato posto stasera non credo. Credo però che il dato del centro di Imola unitamente a quello di Campiglio sia stato però oggetto del processo di Trento. Sul fatto che questo tipo di valutazione non sia stata fatta in sede processuale, invece è certo.
In generale debbo dire che è raccapricciante il disastro generale di tutti quelli che lo dovevano tutelare.
Dalla squadra, dal suo medico (che non fanno valere il regolamento), dai periti di parte (non mi pare vi fosse un ematologo).
Questa storia ha dei riflessi enormi anche odierni, ovvero sulla scarsa/assente tutela legale che i ciclisti ancora hanno.
Il giocattolo resta in balìa di potenziali zone grigie. Ed in 20 anni non è cambiato nulla.

Se i cazzari leggessero le carte e gli scritti prima di strepitare da pavoni risparmierebbero le solite figure di m...
I dati, come detto furono oggetto del processo di Tione, ma nell'immediato la tutela medica/legale della squadra fu disastrosa (lo ha ammesso con sincerità ed anche sofferenza il ds Martinelli) e nessun ematologo fu chiamato per sollevare i dubbi al riguardo (sottolineo: nell'immediato, cosa di cui parlavo nel post).
Se quel giorno, come dice Francini, la squadra avesse avuto degli esperti a conoscenza dei regolamenti, l'esame sarebbe stato invalidato dopo una feroce discussione (feroce perché chiaramente quelli avevano un "compito" da portare a termine). Glisso sul "ruolo" di Rempi.
Se un ematologo avesse subito parlato delle piastrine unitamente alla strana assenza della seconda provetta non sarebbe servito avere la prima serata su RaiUno da Vespa.
Il lavoro dell'ematologo interviene quando Pantani da vittima a Trento diventa imputato a Tione.
La difesa di Manzo, svolta nei limiti dell'evitare una assurda e vessatoria condanna, non è invece efficace nello smascherare e nel denunciare la truffa di Campiglio.
In quel momento tutti nell'ambiente dicono a Pantani: stai zitto, fatti i 15 giorni e poi torni. Passaci sopra. Lui no, insiste orgoglioso, cercando di far capire a tutti che valeva la regola del "caricarsi" sotto al 50% e che lui era carico come TUTTI, ma al 48%.
I controlli non erano veramente a sorpresa e tutti sanno come bisognava fare. Pantani era tranquillo e per quello lo fregarono.

Come uscirne visto che Marco non voleva sottostare a quell'imposizione-vessazione e che dal suo punto di vista era stata una truffa evidente? Il suo punto di vista era indiscutibilmente corretto, lo sappiamo anche noi, ma aveva la nube del doping sopra.
Dire pubblicamente una cosa del genere significava beccarsi la squalifica automatica e non 15 gg.
Marco si illude di essere forte abbastanza da controbattere quella ingiustizia e quando nel 2003 si arriva a sentenza sono da leggere le sue parole di disillusione e sfiducia che fanno da contraltare all'orgoglio delle prime conferenze stampa.

Cosa fare allora nel giugno 1999? Il doping non lo doveva confessare lui, lo avrebbe dovuto dichiarare qualcun altro per il complesso del ciclismo, in modo opportuno ed impersonale per non beccarsi querele.
Stava all'ufficio stampa di Marco organizzare una "formazione dell'informazione" in tal senso.
Parte della stampa avrebbe appoggiato questa iniziativa, dopo il primo polverone sollevato anche dai dirigenti "scandalizzati" quanto "vergini".
Perché ciò non avvenne rimane un mistero, anche se per me e per chi lavora nel marketing è qualcosa di più chiaro. E qui mi fermo.
Doveva solo essere una operazione di facciata, poi, perché tantissima gente sapeva bene come stavano le cose.
A quel punto, ma subito e non con un luminare, ma con un giovane esperto ematologo votato alla causa e in stretta collaborazione con un agguerrito studio legale andava sollevata la questione duplice delle piastrine e della sola provetta. Quelle due coincidenze URLANO VENDETTA!
A quel punto, con l'opinione pubblica edotta come pure la giustizia sulla prassi corrente, il doping di Pantani passava in second'ordine e si sarebbe focalizzato il processo sui veri imputati, che a quel punto avrebbero finito di scannarsi facendo uscire la verità (già al processo di Tione i testimoni medici si erano contraddetti).
Invece le esigenze del ciclismo, "bene o male bisogna andare avanti" e la scelta a mio avviso inopportuna di alcuni supporti di parte ha portato alla situazione odierna.
Marco Pantani si è progressivamente trovato solo, usato, sfiduciato, impossibilitato ad esprimere tutto ciò che aveva dentro, probabilmente anche con i genitori. Non dimentichiamo che era figlio di Tonina, tutta energia, e di un introverso profondo, cerebrale ed emotivo come Paolo, un mix unico.

Tra i tormentoni utilizzati continuamente dai cazzari c'è questa cosa di Vallanzasca, citata da questi in un suo libro e ripresa dal grande Brunel. La stima delle scommesse clandestine (non verificabile) venne stimata in 200 milioni di dollari, una enormità. Ma certe cose non nascono dalle scommesse clandestine. Quello è un alibi comodo, che comunque probabilmente ebbe un suo ruolo, ma non quello fondamentale. Sappiamo bene come quello fu un momento politico fondamentale per le scommesse, chi fosse il presidente del consiglio e quale momento politico fosse quello, della guerra strisciante ma sanguinosa fra D'Alema ed il pantaniano Prodi. In rete potete ancora trovare gli attacchi a Prodi dell'amico Torquemada del ciclismo, in cui si rinfacciava a costui la sua amicizia con Conconi.
Tutti sappiamo a chi era legato invece il presidente federale.

Io al posto di Pantani, o chi per lui, in quel momento avrei cercato come consulenti solo personaggi di destra o sinistra estrema, anche extraparlamentari per dirla all'assurdo, o gente sconosciuta ma brava (!) non legata alla politica.
Fu scelto Sante Tura, una scelta a mio avviso politicamente infelice ed inopportuna.
Io lavoravo in quel momento in una azienda editoriale ed ho vissuto con rabbia quei momenti perché sapevo, come tanti nei giornali allora, cosa stava succedendo a Bologna ed i legami politici assolutamente trasversali.

Per chi non fosse informato faccio una breve cronistoria. Nel 1999 la guerra Prodi-D'Alema è totale. A fine novembre 1999 ci furono le elezioni suppletive in un collegio di Bologna unitamente alle elezioni comunali. I DS (democratici di sinistra) erano in guerra con il gruppo di Prodi e candidarono a sindaco la funzionaria dalemiana Silvia Bartolini. Il furbo Casini, capendo la situazione di divisione e la possibile vendetta, candidò Guazzaloca, che coalizzò i tradizionali voti dello storicamente minoritario centrodestra a quelli di sinistra della vendetta prodiana.
Il collegio parlamentare se lo contesero invece per il centrosinistra il prodiano di ferro Arturo Parisi e per il centrodestra ... Sante Tura, proprio l'ematologo di Pantani.
In sé la scelta di Pantani aveva una sua logica che poteva andare, perché i sospetti ricadevano sulla politica dalemiana (legata a Ceruti ed anche alle società di scommesse). Peccato che ... come sempre, il centrosinistra fosse ovviamente diviso e lacerato.
Il seggio di Parisi era fondamentale per il governo, ma tutti sanno che a Bologna i dalemiani votarono per il centrodestra contro l'odiato Parisi, che comunque venne eletto. I prodiani si vendicarono votando al comune il cattolico Guazzaloca che divenne sindaco nella rossa Bologna, rossa ma più che altro prodiana.
Certi legami politici come l'endorsement dato a Tura dai dalemiani, come sappiamo tutti, hanno un peso.
Per chi vuole respirare quell'aria: http://archiviostorico.corriere.it/1999/novembre/11/Bartolini_Arturo_parla_sardo_sara_co_0_9911118646.shtml

Nessuno mette in dubbio la qualità della consulenza di Tura, un luminare, ma è stata una consulenza accademica, certamente ineccepibile, ma certamente non aggressiva e non in stretta, accorata collaborazione con i fondamentali aspetti legali. Nel processo furono forniti i dati sulle piastrine (come dice Francini quando dice giustamente che non è una pistola fumante), ma non mi risulta che fu fatto valere il tremendo dubbio che si genera dalla doppia coincidenza piastrine + provetta unica.

Una volta per tutte è il caso di mettere passione nel perseguimento della verità, senza alzare polvere su strani misteri, su presidenti americani ed altre minchiate solenni, ma focalizzandosi sui fatti, punto per punto, rianalizzando tutto di quegli anni, come anche i rapporti fra alcuni soggetti legati allora a Pantani con alcune società di scommesse, rapporti forse ancora in essere. E qua mi fermo.

In questa operazione preferisco piuttosto leggere chi freddamente sa leggere atti e fatti e magari è pure intimamente ma sinceramente (in buona fede) convinto che quel giorno fu tutto normale, piuttosto che chi crede ad un complotto e poi parte per la tangente con interpretazioni "politiche" che non c'entrano nulla e portano lontani dalla realtà.


Ultima modifica di BenoixRoberti il Dom Feb 16, 2014 9:21 pm, modificato 1 volta


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Dom Feb 16, 2014 8:21 pm

http://www.codacons.it/articoli/lo_zelig_fa_arrabbiare_pantani_64929.html
venerdì, 21 febbraio 2003
Lo Zelig fa arrabbiare Pantani

CESENATICO - Un'altra tegola sul futuro agonistico di Marco Pantani. Si è chiuso ieri il filone principale delle indagini sul doping nel mondo del ciclismo scattate la sera del 6 giugno 2001 col clamoroso blitz negli alberghi di Montecatini Terme, dove alloggiava la carovana dell`84° Giro d`Italia, in cui i carabinieri dei Nas di Firenze sequestrarono un vasto assortimento di sostanze dopanti. Il piemme Luigi Bocciolini, dopo aver esaminato quintali di carteggi, ha ridotto la rosa degli indagati a 51 persone, fra ciclisti, direttori sportivi, tecnici e preparatori atletici delle varie squadre che partecipavano al Giro e per cui nelle prossime settimane verrà richiesto il rinvio a giudizio. Tra gli indagati restano, oltre a Dario Frigo, anche Marco Pantani. Ai corridori indagati, la Procura contesta i reati di aver assunto o essersi procurati sostanze che la legislazione sportiva considera dopanti e quello di frode sportiva, aggravata dal fatto che al Giro erano abbinate regolari scommesse sotto l`egida dello Stato. Ventotto complessivamente le parti lese, che all`eventuale processo potrebbero costituirsi in giudizio. Oltre al ministero dell`economia e delle finanze, ci sono il Coni, la Federazione ciclistica italiana, quella internazionale e i responsabili delle varie società che partecipavano al Giro e a cui appartenevano i ciclisti indagati. E, ancora, la Snai (scommesse sportive), la Rcs, la Rai e, per i consumatori, il Codacons. E adesso ci si mette pure Zelig... Con sette milioni e mezzo di spettatori, la gag non è passata inosservata. Martedì sera, dal palco dello Zelig, l`esilerante cabaret televisivo di Italia Uno, un comico del cast, nelle vesti di un improbabile posteggiatore dall`aria un po` coatta, ha preso di mira Marco Pantani. Con un cruciverba in mano, rivolgendosi alla coppia di conduttori Bisio e Huntziker, ha posto il demenziale quesito: ``Cinque verticale, sette lettere: ``fatto`` per vincere... Pantani!``. Grandi risate in platea, ma in un angolo recondito dello Stivale, qualcuno non ha riso. Anzi. Lo staff del Pirata, impegnato nella delicata opera di ricostruzione della sua immagine, si è infuriato. I dirigenti hanno allertato il legale di fiducia per valutare se esistano gli estremi per sporgere querela. Caustico il commento della sua portavoce Manuela Ronchi: ``La satira è il riflesso di un certo modo di fare informazione. La colpa è dei media``. Più sereno il commento dei tifosi: ``Era solo una battuta - minimizza Gilberto Savini, presidente del Club Magico Pantani - se ci sarà da difendere Marco per questioni più serie, il nostro sostegno è garantito, come sempre del resto è avvenuto in passato, ma per una battuta non ci pare il caso di prendersela troppo.


______________________________________________

http://www.unahotels.it/documents/20090419_lanazione_vip.pdf


http://www.adcssl.com/action-agency/index.php?option=com_content&task=view&id=89&Itemid=10


In tanti hanno notato con sorpresa un discutibile rapporto di lavoro nato qualche anno fa.

Non ci sono novità enormi in tutta questa vicenda Pantani. Semplicemente si notano tante, troppe stranezze e tante "leggende" del passato tornano alla mente. Sono "leggende" che poi furono riprese organicamente da Brunel, e che sui giornali comparirono eccome, ma che nessuno andò mai a verificare. Un esempio è questo articolo del Foglio:


___________________________________

Infine, col senno di poi, comunque la si pensi (destra e sinistra contano poco), senza questa foto forse Marco si sarebbe risparmiato alcune sofferenze.



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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da eliacodogno il Lun Feb 17, 2014 11:40 am

@Morris l'originale ha scritto:
Ciò che poi si scatenò dopo quel 5 giugno fu qualcosa di vergognoso, da paese incivile, coi giornalisti più boia, che narratori sulla via della verità. Le punte si raggiunsero nel 2000, nel periodo olimpico. Ne ho discusso in una platea di sportivi e di dirigenti il 13 scorso, con un grande giornalista, un amico, Leo Turrini, che, nel suo libro, “Il Pirata e il Cowboy”, a tal proposito, è stato esemplare e tagliente, sia sui dirigenti sportivi che sui suoi colleghi.
 
Continua….
Libro straordinariamente scritto (forse in questo aspetto il migliore che io abbia letto su Pantani) che spazia su alcuni aspetti della vicenda che conoscevo pochissimo. Probabilmente la mia parentesi anticipa un tuo intervento sul tema ma mi piacerebbe se entrassi nel merito di quel periodo, che dopo la lettura di questo testo mi sembra ancor più di Campiglio determinante per l'inabissamento di Marco Sad 

(Nel fine settimana non sono riuscito a vedere nulla, mi aspetta una settimana di recupero, a partire da questa discussione)


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Emitself il Lun Feb 17, 2014 2:14 pm

..ecco, questo è un libro che mi manca...mi era proprio "scappato", mea culpa...appena riesco lo prendo, leggo e poi ne discutiamo.
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da Emitself il Lun Feb 17, 2014 2:21 pm

@ Angelo Francini
 Ciao,
da "ignorante" delle carte specifiche, qual sono, mi fido sicuramente delle tua esperienza quando dici:
"cosa ha detto, di nuovo, rispetto al conosciuto: nulla, tutti fatti che erano negli atti!
Anzi ne ha saltato qualcuno che conosce e forse si é dimenticato".

Però, Angelo, ammetterai che negli anni abbiamo visto una marea di "notizie non nuove" rilanciate in pompa magna dai media...continua a sorprendermi il fatto che questo particolare momento di televisione by De Zan abbia avuto un riscontro assai modesto sulla stampa...
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Lun Feb 17, 2014 3:07 pm

Emit devi capire che Angelo Francini è come il San Tommaso, non ci credo finché non ci picchio il naso.
Personalmente ritengo fondamentale il suo metodo perché è una sorta di pilastro geodetico.
Puoi chiedergli di restituirti la distanza fra un punto e lui, ma non ti risponderà mai ad una domanda tipo: "se costruisco una galleria fra Pechino e Buenos Aires qual'è la distanza?" Very Happy
Lui ti risponde: "La galleria non esiste".
Io invece credo che le ipotesi vadano fatte e certosinamente vagliate, poi scartate o confermate come valide.

C'è però una premessa importante a tutte le ipotesi sollevate dopo il 5 giugno.
Ed è la premessa su cui Angelo punta sempre il dito: la squadra, i collaboratori fondamentali di Pantani non operarono con conoscenza e padronanza dei regolamenti commettendo errori madornali di mancata tutela.
Per cui da lì a cascata, mi si passi la semplificazione, lui afferma che tutte le ipotesi possibili vengono in second'ordine. Mi sono permesso questa interpretazione dopo le numerose PM scambiate sull'argomento.
In ogni caso, da quanto riferitomi, concordo con lui su un particolare non di poco conto, passato in cavalleria nella ricostruzione di Davide De Zan. Io considero l'elemento delle piastrine fondamentale, fatto uscire troppo tardivamente e insufficientemente valorizzato (su questo ho fatto le mie ipotesi), ma chi doveva e poteva sindacare non doveva svegliarsi 15 anni dopo con un rigurgito di coscienza, doveva opporre le sue eccezioni subito alla commissione medica ...
Dico io: "se fosse stato presente" Sad

Il problema vero è che l'ambiente ha creduto per anni con il pregiudizio (legittimo e normale) "così fan tutti e a Pantani come ad altri è andata male stavolta".
L'ipocrisia di quel momento portava ciascuno a pensare a suoi piccoli scheletri e conoscendo la prassi la prima ipotesi era "giustamente" quella più semplice.
Per anni abbiamo letto complottisti ed anti-complottisti. Sui primi ricordiamo tutto, mentre i secondi hanno sempre pensato (anche grazie al chiacchiericcio sulla presenza o meno del medico) che in pratica Pantani era pieno come un uovo (hai visto come ha vinto nei gg scorsi a Oropa e Madonna ...) e che era andata male con l'emagel.
Morris sopra lo ha spiegato benissimo, con tutto il portato di chi viveva da dentro, con intelligenza quel periodo, anche vivendo testimonianze "politiche" direttamente in prima persona.

Cosa è cambiato dopo la spiegazione di Davide De Zan?
E' cambiato che tante persone hanno potuto condividere un non complesso aspetto medico. Un dato che mette fuori uso l'ipotesi dell'Emagel. L'Emagel non avrebbe mai potuto abbassare le piastrine di così tanto.

Ragioniamo in termini "Francini-San Tommaso" e fissiamo le cose probanti.
Il 48 della sera dichiarato da Rempi e da Pantani è unilaterale e quindi da cestinare. Potrebbero averci raccontato una balla.
Gli elementi ufficiali sono gli esami di Madonna di Campiglio acquisiti dal magistrato di Trento e l'esame di Imola, accreditato Uci, che però poteva essere viziato dall'assunzione di Emagel ai fini dell'esame dell'ematocrito.
E per anni la stampa si è stranamente focalizzata su queste due osservazioni di ematocrito assolutamente non dirimenti, e nel mentre la difesa non oppose una strenua linea sugli altri elementi invece significativi.
Coi 10 istogrammi dei 10 corridori testati relativi alle piastrine, documento credo acquisito al Sant'Anna di Como, si evidenziavano le piastrine dei vari ciclisti e Pantani aveva un dato bassissimo, quasi patologico.
Alla sera ad Imola ammettiamo pure che abbia assunto Emagel e che l'ematocrito abbia pure ballato, ma un cosa che non poté affatto ballare furono le piastrine. Tutti sappiamo quanti giorni necessitino per salire di qualche decina di migliaia di piastrine agli anémici.
Le piastrine hanno una emivita di circa 8-10 giorni ed il corpo non ne produce infiniti: circa 2 miliardi e mezzo ... ma per Kg di peso corporeo!
Rapportiamolo al valore d'esame e si capisce l'assurdità della difformità di quei dati ufficiali. Non ipotesi di complottisti da strapazzo come me.
Come potevano variare di centinaia di migliaia in poche ore (esami ufficiali e certificati) in un soggetto sottoposto a stress sportivo?
Le piastrine così basse avrebbero costretto Marco Pantani a doparsi, non per vincere il Giro d'Italia, ma per andare al parco a far due passi. Lui aveva 150.000 a Campiglio e mi pare che la soglia minima, quella patologica, sia 130.000
Come è possibile?

In ogni caso ha ragione Francini su un aspetto. Se qualcuno quel giorno avesse fatto BENE il suo lavoro, avesse letto il regolamento, alle piastrine non ci avremmo mai dovuto pensare, come pure all'ematocrito.

A me resta l'opinione comunque che, senza il 5 giugno, ci sarebbe stato un 5 luglio o un 13 luglio.

Ed il ciclismo da una ventina di anni, porcapupazza, rinvia il suo 14 luglio e prosegue il suo stupido '48 con lo Statuto Albertino!

Ps.
Chiedo scusa preventivamente ai medici che dovessero leggere per avere banalizzato, ma non credo di avere stravolto il concetto base delle osservazioni offerte dai dati.


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Lun Feb 17, 2014 8:33 pm

Da Ciclismo Online:

Pantani: auditel e critica promuovono lo speciale Mediaset, dalla RAI la solita retorica politically correct

Venerdì era la giornata dedicata al ricordo di marco Pantani e anche dal punto di vista televisivo Rai e Mediaset hanno dedicato spazio all’indimenticato Pirata prematuramente scomparso 10 anni fa.

La scelta della tue testate è stata diametralmente opposta: su Rai Sport2 l’ennesimo ricordo sportivo,  Italia1 ha invece approfondito il mistero della morte e del caso di Madonna di Campiglio.
Nel pomeriggio RaiSport ha proposto una bellissima maratona attraverso le imprese di Pantani con la replica del programma di circa un anno fa sul ricordo di Pantani al Tour: bellissimo.

Ammettiamo però che dallo speciale in prima serata ci aspettavamo di più, RaiSport ha invece deciso di non osare. Quando mamma Tonina ha sbottato ricordando Madonna di Campiglio accusando i presenti in studio (ndr Martinelli) di non avere fatto nulla per l’accertamento della verità nessuno ha detto nulla.  Qui la scelta della Rai è stata chiara: zittire con eleganza mamma Tonina. Sarebbe bastato che il regista, quando mamma Tonina accusava Martinelli, avesse staccato sul volto del diesse dividendo lo schermo in due dando così il là ad un interessante confronto tra i due, invece nulla. Tonina ha esternato la sua tesi ed è poi toccato a Bulbarelli fare un sermone mirato a smorzare ciò che aveva detto la donna. Alessandra De Stefano ha brontolato perché le è stata stravolta la scaletta, ma dopo qualche minuto è stata concessa la replica a Martinelli (allora avevano capito che ce l’aveva con lui …) purtroppo Tonina non è più in collegamento e il diesse ha solo potuto dire frasi che avrebbe fatto meglio a risparmiarsi:« Se c’erano quattro provette e avevano già controllato tre corridori è ovvio che Marco non abbia potuto scegliere». Peccato che di provette ce ne sarebbero dovute essere di più e non solo quattro in modo da rispettare il regolamento dando a tutti la scelta. La trasmissione è proseguita stancamente con la stucchevole retorica di Pier Bergonzi e Beppe Conti, è toccato a Bulbarelli fare il fuoriclasse dicendo cose da lui non t’aspetti.


(continua al seguente link)
http://www.ciclismo-online.it/index.php/fatti-e-misfatti/2022-pantani-auditel-e-critica-promuovono-lo-speciale-mediaset-dalla-rai-la-solita-retorica-politically-correct


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Lun Feb 17, 2014 8:45 pm

Il caso Madonna di Campiglio e le due "verità" di Giuseppe Martinelli
Tonina Pantani che inveisce contro chi del ciclismo non ha difeso Marco a Madonna di Campiglio e Beppe Martinelli, attuale TM dell’Astana, che con sguardo inebetito fissa il vuoto. E’ questa l’immagine più significativa, e se vogliamo anche innovativa, dello speciale presentato da RaiSport su Marco Pantani. La sua risposta, dopo che Tonina Pantani se ne era andata, però Martinelli ci lascia perplessi anche alla luce di ciò che lo stesso Martinelli aveva dichiarato in altre occasioni.

Rileggiamo insieme la trascrizione di quanto dichiarato ai microfoni RAI:«Un fondo di verità in quello che dice Tonina ci sarà sicuramente, tornando indietro qualcosa cambierei nel mio modo di pensare non certo nelle modalità del controllo. Ho sempre detto e sempre ripeterò perché questa è la mia verità, che quel giorno lì qualcosa non ha funzionato, ma non nel controllo. Ok le provette, ma se le provette per quattro corridori sono quattro e l’ultima spetta a Pantani, al mio posto non so chi l’avrebbe rifiutata andando a casa dal Giro senza sottoporsi al controllo, sono arrivati in ritardo e hanno fatto tutto in fretta e furia e dopo un quarto d’ora avevano già i risultati. Un po’ di nervosismo c’era, siamo partiti con i controlli del CONI, ma mai mi sarei aspettato che avesse l’ematocrito alto. Tante volte mi sono chiesto perché non abbiamo fatto nulla per riportare l’ematocrito dov’era. Nella stanza dove è stato controllato Marco abbiamo sentito subito Leon Schattenberg, il responsabile medico UCI, qualcosa abbiamo provato, ma l’esame era quello lì, pur ripetendo l’esame il sangue e i valori erano quelli lì».


(Continua al seguente link)
http://www.ciclismo-online.it/index.php/fatti-e-misfatti/2023-il-caso-madonna-di-campiglio-e-le-due-verita-di-giuseppe-martinelli


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da baracco bama il Mar Feb 18, 2014 1:00 am

@BenoixRoberti ha scritto:Le rivelazioni dell'ex medico della Mercatone Uno, Roberto Rempi, su Campiglio
http://www.video.mediaset.it/video/sportmediaset/altrisport/439165/pantani-il-testimone.html

Dottore, le apparecchiature di cui parla al minuto 1.20",  le centrifughe,  quelle "non di sua appartenenza e non di appartenenza della società", a chi appartenevano?

Era prassi che i ciclisti professionisti si portassero dietro tali apparecchiature e perché?

Dottore, cosa significa il termine medico pseudo-piastrinopenia EDTA-correlata?


Dottore, ritiene normale un valore di ematocrito 48 al termine di una competizione aerobica importante come il Giro?
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Feb 18, 2014 11:09 am

Caspita Baracco, questa volta hai davvero inchiodato il criminale Pirata alle sue indicibili responsabilità. Laughing
Adesso puoi arrestare il fantasma. Razz

Tornando a cose politiche, ho giusto postato in un altro 3d una osservazione sulla storia federale che capita a FAGGIUOLO anche per questo 3d.
http://www.ciclopassione.com/t677-notizie-varie-su-federciclismo#4119

Indagando il boss della Federciclismo, amico di D'Alema, si è trovato quasi rimosso ...


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da vallelvo il Mar Feb 18, 2014 11:27 am

............

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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da angelo francini il Mar Feb 18, 2014 3:52 pm

@BenoixRoberti 
oggi ore 11.09 ha scritto: Tornando a cose politiche, ho giusto postato in un altro 3d una osservazione sulla storia federale che capita a FAGGIUOLO anche per questo 3d.

Ho postato il seguente commento alla tua osservazione sopra descritta:

http://www.ciclopassione.com/t677-notizie-varie-su-federciclismo#4132
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Re: Marco Pantani - L'assassinio

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Feb 18, 2014 4:35 pm



Le persone di sport sono nella maggioranza preponderante "belle persone" (vedi Pierantozzi).
I politici, i dirigenti politici sono nella maggioranza preponderante dei DELINQUENTI (vedi post precedenti).

Michael Rasmussen conosce, comprende, pienamente il dramma vissuto da Marco Pantani.
Certo è un personaggio scomodo, imbarazzante ... ma immensamente meno di un Ceruti, di un Di Rocco, di un Petrucci, di un Verbruggen ...
E il suo gesto è una forma di ribellione all'ipocrisia.


Ed infine spazio al ricordo:


Le parole di Rolando "Marco" Ravello:


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Re: Marco Pantani - L'assassinio

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