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Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

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BenoixRoberti
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Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Dic 06, 2013 12:12 pm

Non apro questo 3d ovviamente per parlare del caso doping Danilo Di Luca. No, no tutt'altro.
Lo apro perché io amo analizzare i rapporti fra le notizie e le opinioni espresse.
Quali sono i rapporti, le correlazioni? Lo lascio all'intelligenza di ciascuno.

"Maria Montessori: Insegnare i dettagli significa portare confusione. Stabilire i rapporti tra le cose significa dare conoscenza." (cit. Maurizio Crozza)

************
La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha inflitto la squalifica a vita a Danilo Di Luca, per violazione all’ex art. 2.1 e 2.2 del Codice WADA (art. 21.1 2.1.2 del Regolamento Antidoping UCI), ai sensi dell’art. 10.7 del Codice WADA (art. 306 del Regolamento UCI) con decorrenza dal 24/05/2013 disponendo l’annullamento di tutti i risultati agonistici da lui conseguiti successivamente al prelievo biologico del 29/04/2013.

Il TNA ha condannato Di Luca al pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 326 del Regolamento UCI, quantificata in EUR 35.000,00 e al pagamento delle spese del presente procedimento, quantificate in EUR 850,00; oltre che al pagamento dei costi di gestione del risultato e della documentazione analitica pari a CHF 3.150,00 ai sensi dell’art. 275 del Regolamento UCI.

La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping altresì riserva per il deposito della motivazione il termine di 30 giorni.
http://www.coni.it/notizie/primo-piano/19678-antidoping-radiato-de-luca-ciclismo.html
************
Ciclismo, Malagò: "Insopportabile attacco sistematico. Basta sputtanarlo"

ROMA, 5 dicembre 2013
Il presidente del Coni in difesa del mondo delle due ruote: "Si vuole sempre disturbare il ciclismo, evidenziando sistematicamente le cose che non vanno".
"Non sopporto il fatto che si voglia sempre disturbare il ciclismo, quando si deve sempre e solo sistematicamente evidenziare le cose negative che non vanno e sputtanano il nostro ambiente - attacca Malagò -. Mentre tutte le altre cose sono date per scontate e non fanno più notizia e io questo non posso accertarlo. Il ciclismo ha pagato un prezzo elevato. E' una specie di dogma evidenziare le cose negative"
.
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/05-12-2013/ciclismo-malago-insopportabile-attacco-sistematico-basta-sputtanarlo-201744714245.shtml
************
Il presidente della Federciclismo Di Rocco lo ha definito uno stupido (Di Luca, ndr).
... Renato Di Rocco, che stamattina, in occasione del Giro d'Onore del Ciclismo aveva detto: "Solo uno stupido poteva rischiare queste cose visti i danni che aveva già creato al ciclismo".
http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-0a5fd8da-5f56-45d1-bafb-1475b5a3c224.html
************
"Di stupidi ce ne sono tanti - risponde l'abruzzese -. Di Rocco può dire quello che vuole. Sicuramente io ho fatto degli errori, ma anche lui nella sua vita di errori penso ne abbia fatti tanti e magari ne commetterà altri".
http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-0a5fd8da-5f56-45d1-bafb-1475b5a3c224.html
************
"Era tutto già scritto", ha detto il corridore di Spoltore, "evidentemente dovevo pagare io per tutti". Di Luca risponde sarcasticamente alla domanda sulle sue sensazioni da primo ciclista italiano radiato della storia: "Ho fatto tante cose per primo... Di sicuro chi mi conosce davvero sa che nello sport ho vinto quello che potevo vincere, non ho mai vinto una cronometro a 60 all'ora". Qualcun altro sì? "Sì, e lo sta ancora facendo". Nonostante la mazzata, Di Luca si dice addirittura "tranquillo". Poi una risposta al presidente federale Di Rocco, che l'aveva definito uno "stupido". "Di stupidi ce ne sono tanti, io di errori ne ho fatti, anche Di Rocco ne ha fatti e ne farà". E parla anche in maniera sibillina di "qualcuno che lavorava fino a qualche giorno fa e oggi non più", un imprecisato riferimento a un personaggio, sembra di capire, dell'orbita federale. Nelle prossime settimane, Di Luca e il suo avvocato Ernesto Di Toni decideranno se ricorrere in appello contro la sentenza firmata dalla seconda sezione presieduta dall'avvocato Luigi Fumagalli, peraltro giudice sportivo dalla lunga esperienza internazionale.
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/05-12-2013/ciclismo-doping-danilo-di-luca-radiato-primo-corridore-squalificato-vita-201746078903.shtml
************

Non sono del partito degli innocentisti, né di quello dei vittimisti che si oppongono ai manettari (degli ultimi), men che meno coi sanguinari per giustizia sportiva ed ingiustizia essenziale. No, lungi da me tutta la schiera di gioppini della ipocrita giustizia sportiva e quella dei frustrati faziosi.
Ciò che conta è capire il mondo nel quale Danilo e gli altri hanno fatto i loro errori, per i quali "loro" (e solo loro) stanno pagando. E quel mondo non è fatto solo dai ciclisti. Proprio no!

Per capire un po' come è l'ambiente della giustizia sportiva rimando a questa lettera aperta inviata proprio per la vicenda Di Luca da Sciotti a Tuttobici.
____________________________________________________________
Gentilissimo Dr. Stagi,
mi permetto di disturbarla per chiarire un equivoco di base derivante da quanto
pubblicato su alcuni organi di stampa e comunicato dal Procuratore della Federazione Ciclistica Italiana.

Innanzitutto, non mi sono sentito offeso per la chiamata dell’avvocato Grauso, già
che ho considerato tale atto un procedimento come una giusta opportunità per
dimostrare chiarezza e professionalità nella gestione di alcuni casi da parte della
FCI. Per questo ho risposto presentandomi all’incontro, seppur con il team
ciclistico professionistico io non abbia nulla a che vedere, rivestendo il semplice
ruolo di Presidente ed Amministratore Delegato di una delle aziende sponsor della
squadra. Quello che mi ha offeso sono stati i modi usati dal Procuratore nel fare i
propri comunicati stampa, che hanno anticipato ai giornalisti di ben due giorni la
mia convocazione (io ne ho avuta notizia da un suo collega con ben due giorni di
anticipo rispetto al telegramma della Procura) e hanno sempre avvicinato il mio nome e quello del team ad una possibile indagine sul caso Doping di Danilo di Luca.

Vorrei precisare alcuni aspetti di fondamentale importanza:

1. Il procuratore, in base a quanto da lui stesso comunicatomi, non è competente a
fare indagini sulle positività di atleti, indagine che di fatto spetta
esclusivamente alla procura Antidoping del Coni.

2. Per altro, nella mia audizione, nessuna domanda mi è stata fatta sulla positività
di Danilo Di Luca o su fatti che abbiano potuto portare a collegarsi direttamente
alla stessa.

3. Elemento ancora più importante e ben noto ad una persona che dovrebbe svolgere
nella vita quotidiana le funzioni di avvocato, "un atleta è positivo solo dopo aver
espletato la formalità delle controanalisi", oppure dopo aver rinunciato a questa
possibilità. È proprio per questo che la nostra azienda ed il gruppo ciclistico che
sponsorizziamo, non ha ancora potuto dar seguito alle azioni legali di richiesta
danni verso gli atleti che hanno ingannato la nostra buona fede e che hanno
pesantemente danneggiato la nostra immagine, potendo procedere esclusivamente dopo la conferma della positività.

Nella bilancia della vicenda, vorrei inoltre che fosse inserito un aspetto di non
poco conto e che riguarda il modo in cui é stato condotto l’interrogatorio.
L’avvocato Grauso durante tutta l’audizione ha fumato sigari toscani, incurante delle leggi nazionali a tutela degli ambienti pubblici e della salute pubblica.
Questo comportamento è contrario alle leggi dello Stato italiano e alle norme di buona educazione, per questo sarebbe forse il caso che lo stesso Procuratore Federale si autodenunciasse di fronte agli organi federali che ha offeso con il suo
stesso comportamento, oltre che di fronte alle autorità competenti per l’applicazione della sanzione prevista.

Vorrei anche far presente che le due
impiegate che lavoravano nell’ufficio, per fumare, si sono giustamente recate
all’esterno della struttura in modo da non arrecare danni fisici e fastidi a nessuna
persona presente.

Concludo sottolineando che, conscio di non avere nulla da nascondere, mi sono
presentato all’audizione da solo, senza il supporto di un legale, in quanto la mia
correttezza ed integrità morale e materiale la ritengo al di sopra di ogni ragionevole dubbio, malgrado l’Avv. Grauso cerchi di provocare costantemente nei lettori e nei giornalisti errate associazioni di idee o vicinanze discutibili a casi e fatti estranei al sottoscritto, all'azienda che rappresento e allo stesso management del team professionistico.

Questa nota scritta, spero serva a ripristinare la dovuta chiarezza ed il dovuto equilibrio tra i lettori, specificando quanto fino ad oggi descritto solo per una parte.

La ringrazio per la Sua attenzione e resto sempre disponibile per ogni futuro
chiarimento.

Cordiali Saluti

Valentino Sciotti

Amministratore Delegato
Farnese Group

____________________________________________________________

Non so perché, ma vedo nuvoloni all'orizzonte, e stavolta mi sa che non pioverà merda su ciclisti e ciclismo.
Hai voglia a dire che la grandine è marrone ...

Ps. Qualunque cosa facciano i corrotti che comandano lo sport (il nostro sta finalmente aprendo gli armadi a livello internazionale) i veri valori dello sport restano intatti, anche per i ragazzi che sbagliano.



Grande Madiba, cambieremo anche questo mondo "sportivo".


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da Morris l'originale il Ven Dic 06, 2013 2:53 pm

La sentenza non aggiunge nulla al ciclismo, è solo un fatto di mera coerenza nella giurisprudenza. Ma che a monte vi siano crepe mostruose sulle vicende doping e, quindi, anche a livello della giurisprudenza ad esse legate, è altrettanto vero, potremmo dire lapalissiano. Ormai, addirittura, è così anche per chi ha un prosciutto intero davanti agli occhi..
La sentenza è solo un atto che modificherà la vita di Danilo di qui in avanti. Che lo sentenzia, per quelle ragioni che stanno a monte, come un appestato, un untore. Ed è un finale dispregiativo, più per chi guarda l’atto come una forma di “razziale (sissignori) purezza”, che per chi, come Danilo, è solo uno delle decine di migliaia di dopati che lo sport intero, nonché altre tantissime azioni umane, han visto protagonista.
Oggi, nello sport, se lo si conosce veramente, c’è più doping di prima, più violento, pericoloso e modificante di prima, ma è bene pensare che si stia limitando, che abbia preso colpi gravi, quasi mortali. È la legge, sovente tradotta anche sui codici, dell’uomo ipocrita, credulone, miope ed infernale nel suo dominio sull’uomo stesso. Dell’uomo che inventa la religione per la ragione grafica di limitarne la crescita, ed aumentarne a dismisura la sottomissione, condita di morale, come sempre sublimata sulla mirra dell’ipocrisia. Di un uomo che è peggiore del tempo che fu, ma che ha acquisito una altrettanto infernale capacità di imbavagliare gli occhi con l’apparenza al posto della realtà. Della società della libera volpe nel libero pollaio; con la libertà, dunque, come parametro decisamente metafisico. Il doping, è un tassello del mosaico umano (perché non è solo nello sport) che sta luccicando come un esempio basilare sulle miserie umane, dove si producono slogan anche meramente idioti, pur di farne un funzionale strumento di corso, o di viale che sia. La pena che si deve provare, viene da qui, soprattutto.
Allo sportivo Di Luca va la riconoscenza di chi ha amato (e magari ama ancora) questa disciplina sportiva. Di chi lo ha visto campione reale, perché lo era veramente e che s’è seduto con le sue virtù maggiorate al pari dello scalino di altri, migliaia, maggiorati come lui. Di chi non ha mai goduto dell’impero, dell’unico caso di morfologica differenza, perché padrone-padrino depositario di esclusive uniche, in quanto rielaborazione umana della pseudo religiosa Trinità, dove per anni s’è    prodotta la scimmiottesca speranza, di confondere ulteriormente gli imbecilli, con infusi totali di ammirazione. Di Luca era gli altri, perciò vero come gli altri e, per questo, viste le risultanze e la completezza del corridore, come il ciclista italiano più forte dall’assassinio di Pantani ad oggi e, probabilmente, anche di un lungo domani.
Lo saluto, se lo rincontrerò gli stringerò nuovamente la mano e colgo occasione per ricordargli che chi non è ipocrita, non è scemo, o vinto dalla strana malattia del sentirsi realmente un piccolo dio quotidiano per bontà, preghiere e giustizia, lo vedrà sempre come un grande campione del ciclismo perlomeno moderno. Sicuramente più brillante di tanti che ancor oggi corrono, o giocano, o calciano, con la pulizia della durezza del talco.
E la battaglia al doping, non guadagna un granello di polvere, con la radiazione di Di Luca.
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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Dic 10, 2013 3:26 pm

La Gazzetta, ormai in rotta di collisione con alcuni palazzi romani, ha pubblicato sull'argomento un articolo molto particolare, in cui ha raccolto ogni sibillina affermazione del corridore abruzzese.
Oltre alla replica a Di Rocco sugli stupidi, c'è quella frase messa lì su "uno stupido che ha perso il lavoro".


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mer Dic 11, 2013 9:19 am

@Morris l'originale ha scritto:La sentenza non aggiunge nulla al ciclismo, è solo un fatto di mera coerenza nella giurisprudenza. Ma che a monte vi siano crepe mostruose sulle vicende doping e, quindi, anche a livello della giurisprudenza ad esse legate, è altrettanto vero, potremmo dire lapalissiano. Ormai, addirittura, è così anche per chi ha un prosciutto intero davanti agli occhi..
La sentenza è solo un atto che modificherà la vita di Danilo di qui in avanti. Che lo sentenzia, per quelle ragioni che stanno a monte, come un appestato, un untore. Ed è un finale dispregiativo, più per chi guarda l’atto come una forma di “razziale (sissignori) purezza”, che per chi, come Danilo, è solo uno delle decine di migliaia di dopati che lo sport intero, nonché altre tantissime azioni umane, han visto protagonista.
Oggi, nello sport, se lo si conosce veramente, c’è più doping di prima, più violento, pericoloso e modificante di prima, ma è bene pensare che si stia limitando, che abbia preso colpi gravi, quasi mortali. È la legge, sovente tradotta anche sui codici, dell’uomo ipocrita, credulone, miope ed infernale nel suo dominio sull’uomo stesso. Dell’uomo che inventa la religione per la ragione grafica di limitarne la crescita, ed aumentarne a dismisura la sottomissione, condita di morale, come sempre sublimata sulla mirra dell’ipocrisia. Di un uomo che è peggiore del tempo che fu, ma che ha acquisito una altrettanto infernale capacità di imbavagliare gli occhi con l’apparenza al posto della realtà. Della società della libera volpe nel libero pollaio; con la libertà, dunque, come parametro decisamente metafisico. Il doping, è un tassello del mosaico umano (perché non è solo nello sport) che sta luccicando come un esempio basilare sulle miserie umane, dove si producono slogan anche meramente idioti, pur di farne un funzionale strumento di corso, o di viale che sia. La pena che si deve provare, viene da qui, soprattutto.
Allo sportivo Di Luca va la riconoscenza di chi ha amato (e magari ama ancora) questa disciplina sportiva. Di chi lo ha visto campione reale, perché lo era veramente e che s’è seduto con le sue virtù maggiorate al pari dello scalino di altri, migliaia, maggiorati come lui. Di chi non ha mai goduto dell’impero, dell’unico caso di morfologica differenza, perché padrone-padrino depositario di esclusive uniche, in quanto rielaborazione umana della pseudo religiosa Trinità, dove per anni s’è    prodotta la scimmiottesca speranza, di confondere ulteriormente gli imbecilli, con infusi totali di ammirazione. Di Luca era gli altri, perciò vero come gli altri e, per questo, viste le risultanze e la completezza del corridore, come il ciclista italiano più forte dall’assassinio di Pantani ad oggi e, probabilmente, anche di un lungo domani.
Lo saluto, se lo rincontrerò gli stringerò nuovamente la mano e colgo occasione per ricordargli che chi non è ipocrita, non è scemo, o vinto dalla strana malattia del sentirsi realmente un piccolo dio quotidiano per bontà, preghiere e giustizia, lo vedrà sempre come un grande campione del ciclismo perlomeno moderno. Sicuramente più brillante di tanti che ancor oggi corrono, o giocano, o calciano, con la pulizia della durezza del talco.
E la battaglia al doping, non guadagna un granello di polvere, con la radiazione di Di Luca.


Non si può rispondere in modo corretto e allora uso questo artificio, solo per dire che quanto hai scritto è per me fonte di emozione e che lo spedirò a tutto il mio indirizzario. Termino con il solito ... grazie Maurizio di esserci. Wink


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la domenica i cristiani
...
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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Gen 21, 2014 6:32 pm

Danilo Di Luca ha deciso di vuotare il sacco a suo modo e levarsi tutti i sassolini/sassoloni dalle scarpe. Sad
Trapelano indiscrezioni su quanto da lui riferito e sembra che ci siano parecchie affermazioni pesanti e compromettenti per l'ambiente. Probabilmente non è la prima volta che Danilo va in tv a raccontare, perché in una puntata di Striscia nel passato sembrò proprio lui il soggetto intervistato, sebbene coperto.
Su una cosa concordo con Danilo. All'inferno con lui ci dovrebbero andare anche coloro che hanno favorito questo sistema, che poi alla fine condanna solo gli atleti.
Spero che parli anche della dirigenza di questo sport e che parli ampiamente delle responsabilità di questa.


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da meazza il Mar Gen 21, 2014 6:56 pm

Non una bella notizia per il ciclismo..
Proprio non riescono a star lontani dai riflettori

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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da vallelvo il Mar Gen 21, 2014 7:40 pm

Aspettiamo, sarà per stare ancora sotto i riflettori o per "onorare" questa disciplina.

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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da meazza il Mar Gen 21, 2014 7:55 pm

Mi piace la tua visione buonista Laughing 
se va in tv , specie in una trasmissione come le Iene.. , è per far uscire qualche scandalo
Spero di esser smentito
ma le anticipazioni son le solite
Non si puo' correre senza prender qualcosa (balla colossale) , son tutti dopati ecc
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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Gen 21, 2014 8:05 pm

@meazza ha scritto:Mi piace la tua visione buonista Laughing 
se va in tv , specie in una trasmissione come le Iene.. , è per far uscire qualche scandalo
Spero di esser smentito
ma le anticipazioni son le solite
Non si puo' correre senza prender qualcosa (balla colossale) , son tutti dopati ecc
Sarà anche buonista l'auspicio di Vallelvo, ma non troppo. Lo definirei sacrosanto.
E' vero alle Iene ci andrà probabilmente per animare lo scandalo e questo è il lato che mi piace meno e che mi preoccupa (per quello che i media poi estrapoleranno).
Ma allora per tagliare la testa al toro, mettiamola così:
- Perché solo Danilo dovrebbe rinunciare ai riflettori? E non anche, ad esempio, chi acquistava o avallava pratiche dopanti, su input Coni e federale, già anni prima che Di Luca passasse professionista?

Spero che Danilo vuoti veramente il sacco, che dica come era, ed in parte è, la vita di un ciclista.
Meazza è vero che si può correre un Giro senza doparsi, la penso come te in questo. Ma lo si può fare se chi comanda questo sport non gioca col doping e l'antidoping.
Sennò, come una volta, chi correva pulito manco poteva finire le corse.
Un conto sono l'aspirazione al cambiamento e la tensione etica, un altro conto è cambiare le cose garantendo senza dubbio pari mezzi ai concorrenti. In questo secondo contesto non è possibile additare il singolo Danilo Di Luca e chiedergli di star lontano dai riflettori. Non puoi non cogliere queste "sottigliezze", anzi, ignorarle.


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mar Gen 21, 2014 10:52 pm

La Gazza online ha pubblicato l'intervista. E francamente sono un po' deluso.
Domani sarà solo il solito, ennesimo, noioso ... bagno di m ...
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/21-01-2014/ciclismo-luca-meglio-legalizzare-doping-prendono-tutti-ci-sono-pure-combine-202137332642.shtml
Alcuni passaggi lasciano basiti.

Alcuni estratti:
***
Quindi cambiarsi il sangue e prendere l’Epo cambia i livelli in campo?
"Il doping non cambia i livelli in campo. C’è perché c’è per tutti e uno si adegua, ma se non ci fosse il doping per nessuno i risultati sarebbero sempre gli stessi".

Per essere concreti, sui 200 ciclisti che partecipano al Giro D’Italia, normalmente quanti si dopano?
"Secondo me il 90%".

Quindi c’è un 10% pulito?
"Un 10% a cui non interessa in quel periodo il Giro D’Italia, che prepara altre gare e quindi non fa uso di doping".

Quindi tutti quelli che ambiscono alle prime posizioni nel ciclismo devono necessariamente fare uso di doping?
"È impossibile non fare uso di doping e arrivare nei primi 10 al Giro D’Italia".

Per cui possiamo dire che qualsiasi ciclista vincente non può non aver fatto uso di doping?
"Almeno una volta credo proprio di sì".

Quindi si può vincere anche da puliti?
"Tra virgolette puliti, perché comunque l’hai fatto prima".

Gestire il doping è difficile e tu non sei stato bravissimo.
"Bravo, esattamente".

Hai fatto tutto da solo o ti hanno aiutato?
" Un po’ e un po’".

Allora cosa dici a chi “fa le sue cose” e non ammette?
"Che loro sono comunque consapevoli di quello che io dico. Il doping c’è e ci sarà sempre. E che comunque per fare sport ad alto livello bisogna aiutarsi".

C’è qualcosa di cui ti sei pentito?
"Sicuramente di essere stato trovato positivo".

Hai capito dove hai sbagliato?
"Nel calcolare i tempi. È questione di ore. Magari 5 ore prima o 5 ore dopo e non sarei risultato positivo. Però non c’è una matematica certezza".
****

Al termine parla anche dei motorini nelle bici, di cui conferma l'esistenza. E la chiusura è in pratica una legittimazione del doping e della sua "ineluttabilità", accettando la regola: "si va avanti come si è sempre andati: chi sbaglia e viene pizzicato viene squalificato".
Deprimente, perché Di Luca non ha il diritto di imporre questa filosofia a chi non la vorrebbe. Lo dico da persona che difende i ciclisti pizzicati quando espongono la tremenda ipocrisia del sistema.
E' assurdo che la vittima di un sistema lo elevi pure acriticamente a "sistema migliore" o "sistema irreversibile" (poco cambia).
La Gazzetta ha riportato solo degli stralci. Spero che vi sia qualcos'altro e soprattutto, qualcosa di più profondo che non sia solo lo sputtanamento dello sport che ha fatto sino a ieri e dei colleghi.

C'è un passaggio importante dell'intervista che avrà una rilevanza penale immediata dopo la messa in onda:
____________________________________
Hai fatto tutto da solo o ti hanno aiutato?
" Un po’ e un po’ ".
____________________________________

Questa è una notizia di reato bella e buona. Adesso Di Luca dovrà per forza parlare del secondo "po' ".


Ultima modifica di BenoixRoberti il Mar Gen 21, 2014 11:10 pm, modificato 1 volta


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da vallelvo il Mar Gen 21, 2014 11:08 pm

Che tristezza.
La figura in ogni caso se la fa sempre e solo il ciclismo.
Quindi per concludere Di Luca cerca solo visibilità.
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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da Emitself il Mar Gen 21, 2014 11:57 pm

Un saluto a tutti, dopo tanto tempo! Smile
Ho letto anche io l'anticipazione della Gazza e, in effetti, sono rimasto un po' contrariato.
Non perché desiderassi qualcosa di "clamoroso", ma proprio per il tenore medio del discorso [del resto, data la fonte televisiva dell'intervista, non ci si poteva aspettare particolare approfondimento] e per alcune (apparenti, almeno) contraddizioni interne al discorso semplificato di Danilo.
In più, mi "disturba" questa domanda/risposta:
 E rispetto ai tuoi colleghi che l’hanno fatta franca cosa pensi?
"Che sono stati più bravi di me".
Ora...su di Luca si può avere qualunque opinione, ma credo che molti di noi concordino sul fatto che si tratti di una persona complessivamente intelligente, fuori dall'ambito delle competizioni ciclistiche, e - si è sempre letto e sentito dire - di un corridore che ha sempre fatto il "professionista" con serietà e cura (probabilmente - purtroppo  - anche sul versante delle pratiche non lecite)...ecco, se si parte da questa considerazione, allora si fa fatica a capire cosa voglia intendere o lasciar intendere con la risposta sopracitata... 
Un'occasione sprecata, questa intervista, almeno stando dall'anteprima...
Gli auguro comunque, sinceramente, di trovare serenità per il futuro.
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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mer Gen 22, 2014 8:51 am

@BenoixRoberti ha scritto: Allora cosa dici a chi “fa le sue cose” e non ammette?
"Che loro sono comunque consapevoli di quello che io dico. Il doping c’è e ci sarà sempre. E che comunque per fare sport ad alto livello bisogna aiutarsi".

Condivido "in toto" quello che dice Danilo e quel che cito è quanto di più lapalissiamo, secondo me, esista. Se poi uno vuole vivere nel mondo delle favole o della bIBBIA (che è peggio Sad) padronissimo, ma deve rendesi conto di far parte di coloro che, con il loro vizio, rendono omaggio alla virtù. ;)Se volessero dire il vero i tennisti, calciatori, rugbisti, scacchisti, insomma tutti non potrebbero, secondo me, che sottoscrivere quanto sopra e anche dal libro su Armstrong, così da tutti gli altri quelli che ho letto, è chiaramente spiegato tutto ciò. Per me l'intervista di Danilo in effetti è una non notizia, sarebbe come dire che dio è stato creato dall'uomo e non ... Certo i più, sia nel ciclismo che nella concezione della vita, vogliono pensare il contrario, ma chi ragiona non può che arrivare ad altre conclusioni e lasciare l'antidoping e le religioni al "popolino".  capa sul muro 

P.S.

A scanso di equivoci io sono per la *tolleranza* verso tutti, anche i bigotti, ma sia chiaro che si tratta di tolleranza e non di rispetto. Wink


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da eliacodogno il Mer Gen 22, 2014 9:10 am

@BenoixRoberti ha scritto:....perché in una puntata di Striscia nel passato sembrò proprio lui il soggetto intervistato, sebbene coperto....
Ricordo quell'intervento e... Evil or Very Mad 
Questa uscita, visto che non aggiungerà nulla se non rinfocolare i luoghi comuni sul ciclismo, preferisco perdermela


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mer Gen 22, 2014 1:02 pm

@Lemond ha scritto:
@BenoixRoberti ha scritto: Allora cosa dici a chi “fa le sue cose” e non ammette?
"Che loro sono comunque consapevoli di quello che io dico. Il doping c’è e ci sarà sempre. E che comunque per fare sport ad alto livello bisogna aiutarsi".

Condivido "in toto" quello che dice Danilo e quel che cito è quanto di più lapalissiamo, secondo me, esista. Se poi uno vuole vivere nel mondo delle favole o della bIBBIA (che è peggio Sad) padronissimo, ma deve rendesi conto di far parte di coloro che, con il loro vizio, rendono omaggio alla virtù. Wink Se volessero dire il vero i tennisti, calciatori, rugbisti, scacchisti, insomma tutti non potrebbero, secondo me, che sottoscrivere quanto sopra e anche dal libro su Armstrong, così da tutti gli altri quelli che ho letto, è chiaramente spiegato tutto ciò. Per me l'intervista di Danilo in effetti è una non notizia, sarebbe come dire che dio è stato creato dall'uomo e non ... Certo i più, sia nel ciclismo che nella concezione della vita, vogliono pensare il contrario, ma chi ragiona non può che arrivare ad altre conclusioni e lasciare l'antidoping e le religioni al "popolino".  capa sul muro 

P.S.

A scanso di equivoci io sono per la *tolleranza* verso tutti, anche i bigotti, ma sia chiaro che si tratta di tolleranza e non di rispetto. Wink 
Ti aspettavo. Permettimi di dirti che c'è molta "retorica" di pensiero nella tua frase, ovviamente nel senso più nobile.
Non voglio/posso replicarti in termini di vizio, ma in termini di libertà (libertà civili), perché è un terreno di rispetto comune ad entrambi.
Hai messo le mani avanti parlando di "*tolleranza* verso tutti", perché avevi bisogno di recintare alcune libertà, quelle richieste da Danilo (e pure da Armstrong e altri).
Io posso dirti, anzi ribadire perché l'ho scritto già, che Danilo non ha il diritto di imporre la regola del "così fan tutti e non si può senza" a chi vuole/vorrebbe correre senza assumere prodotti. Non è un problema di vizio, perché quello lo lascio ai media, è un problema di libertà. E pretendere questa libertà non ha nulla a che fare con alcun bigottismo.
La propria libertà finisce dove comincia quella degli altri. Danilo, in questo caso, era libero di doparsi ma nella misura in cui era consapevole dei rischi dell'antidoping, rischi che pure lui dimostra di accettare pienamente e di condividere nella natura. Ovvero condivide quella che per te (e anche per me) sarebbe una restrizione di libertà, a prescindere dal giusta o sbagliata, a seconda delle scuole di pensiero. Sembra quasi una sorta di "sindrome di Stoccolma" questa celebrazione filosofica che i corridori fanno di doping ed antidoping. E' una cosa che andrebbe spiegata dalla psichiatria e da un laico come te, visto che mi sembrano tanti Jacopone da Todi col frustino della penitenza.

Io mi sento e pretendo di difendere l'onorabilità di chi ha corso in un sistema obbligato e viene infamato, ma non riesco a difendere chi vuole imporre il doping come filosofia ineluttabile ed imporla a tutti.
CarLemond non puoi negare che possa esistere questo diritto, questa libertà.


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mer Gen 22, 2014 2:49 pm

@BenoixRoberti ha scritto:

Io mi sento e pretendo di difendere l'onorabilità di chi ha corso in un sistema obbligato e viene infamato, ma non riesco a difendere chi vuole imporre il doping come filosofia ineluttabile ed imporla a tutti.
CarLemond non puoi negare che possa esistere questo diritto, questa libertà.

Quello che scrivi è affatto vero, ma ... in teoria, come l'articolo uno delle nostra Repubblica che stabilisce ... Ma tutti sanno che la Costuzione è solo programmatica e per niente perentoria e in pratica, infatti, non esiste né la possibilità di lavorare per tutti, né tanto meno la libertà di svolgere un lavoro (se uno lo trova) al meglio, senza un aiuto che la scienza gli può dare. Basta aver letto qualcosa intorno alla teoria dei giochi, dove il principio basilare per una buona strategia è immaginare quello che ha convenienza a fare il nostro concorrente, o avversario che sia. In estrema sintesi questa teoria matematica si basa sul principio *lo so che lui lo sa che io lo so, etc.". Wink


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mer Gen 22, 2014 4:19 pm

Lo sport del ciclismo non è però una teoria matematica, nemmeno un gioco codificato, ma comunque una competizione con regole e principi che (seppur ipocritamente) vengono accettate e sottoscritte all'atto del tesseramento.
Una cosa è se le regole vengono forzate da un sistema esterno al corridore comportando atti coercitivi alla volontà di costui, altra cosa (ben diversa) è la complicità ideale (e di intenti) dei corridori con quel sistema e con quella ipocrisia.
Nulla vieta ad Armstrong, a Di Luca e ad altri che credono in questa ineluttabilità dell'aiuto chimico (o altro, che secondo loro fa bene alla salute) di creare una federazione internazionale che realizzi nella pratica i loro principi sportivi. In alcuni paesi assumere sostanze per vincere competizioni sportive non è reato, e lì possono realizzare un loro circuito. Non mi scandalizzerebbe affatto, perché sarebbe per me un diritto sacrosanto di esercizio della loro professione secondo regole definite da liberi cittadini.
Siccome credo che l'attuale circuito prof sia basato su una costituzione e su intenti che rifiutano idealmente il doping, aspirazione altrettanto legittima in diritto (e così evitiamo di distinguere fra bene e male, che è fuorviante), ciascuno che si tessera deve accettare e favorire l'applicazione delle regole ed il raggiungimento degli intenti, tagliando sul nascere le ipocrisie del passato/presente.
Ciascun appassionato deciderà poi quale delle due tipologie di sport seguire, in totale libertà, quello dei "modificati" o quello dei liberi da doping.

Io non credo sia giusto che lo Stato debba intervenire a prescindere in materia di doping, quando uno sportivo ADULTO vuole doparsi in una competizione per un organismo che non vuole fare esplicitamente controlli.
Il doping è reato quando viola le regole di una competizione, perché configura una truffa. Per me sarebbe legittimo creare federazioni di aiuto chimico libero, nonostante l'inevitabile costo sociale sanitario.
Però esigo che lo Stato applichi una legge ad hoc per le competizioni di organismi che hanno un loro regolamento antidoping (seppur fallibile, terreno) e soprattutto per le competizioni aperte a minori o soggetti senza capacità di intendere e volere (e parlo anche di animali).

Nessuno impone ad un ciclista di tesserarsi per l'Uci ed accettare queste regole.
Negli anni 90-2000 era una cosa, c'era una terra di nessuno e le regole costitutive erano corrotte dagli stessi che le facevano e le "sfruttavano", e la confusione era funzionale a ciò.
Questo sport ne ha pagato duramente le conseguenze.
Oggi c'è la possibilità concreta di cambiare registro, di fare delle scelte consapevoli, di mettere a punto un sistema di garanzia e regole condivise, basate sulla consapevolezza degli attori principali.
Chi non vuole doparsi ha il sacrosanto diritto di vedere applicate le regole che ha sottoscritto all'atto del tesseramento con quell'organismo. Il contratto è quello. Non siamo più nel campo degli intenti. Siamo nell'applicazione delle regole e nel rispetto degli atti sottoscritti fra uomini. Ci sono delle ipocrisie? Bene, chi ne è responsabile paga per la truffa commessa. L'importante è che venga meno il "io sì, lui no, perché è protetto", come c'era prima.

Non si può buttare a mare una Costituzione, un patto nobile fra uomini, una tensione ideale condivisa fra i cittadini, solo perché gli uomini sbagliano comunque. Applicando quel metro si potevano codificare le regole della giungla o della caverna. Mi pare che però, nonostante tutto, l'umanità sia andata avanti.

C'è una cosa però che voglio dire ancora su Di Luca. Anche volendo rilevare un che di positivo nella sua esposizione della realtà, non c'è nulla che dimostri amore per questa professione, nulla che dimostri rispetto per gli ex colleghi e per le loro persone.
Dopo di me il diluvio! Questo ha fatto Di Luca. Non so quanto sia consapevole degli aspetti deleteri profondi di quanto ha fatto, magari accecato da un facile guadagno a breve.
Un conto è mettere a fuoco le ipocrisie di un ambiente, operazione dolorosa ma sempre positiva, un altro è perseguire il discredito a prescindere di un mondo in cui hai sempre vissuto, solo ora che da quel mondo sei stato escluso.
Da quelle parole non emerge un volontà genuina e positiva di criticare, per collaborare, per dialogare, per migliorare. Da quelle parole emerge solo scandalo a buon mercato, emerge il dente avvelenato verso i colleghi (ipocriti e non ipocriti, pensiamo a quel 10%) ed un insano orgoglio di far passare per giusto a prescindere un comportamento fuori dalle regole sottoscritte.
Non può pretendere di attaccarsi al feticcio di legittimare le regole non scritte di un sistema malato.
Non può più funzionare così.

Tutto ciò sopra affermato, l'ho scritto con il massimo rispetto per un atleta stupendo, per un ciclista spettacolare e coraggioso, uno dei migliori talenti che il nostro paese abbia espresso, tristemente sapendo che è anche potenzialmente un uomo molto intelligente.
Questa volta, però, ha messo coraggio e intelligenza in soffitta per far spazio all'egoismo di piccolo cabotaggio e ad altri aspetti umani deleteri.


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da cauz. il Mer Gen 22, 2014 5:41 pm

ottima sintesi, ben.
un'intervista inutile, che non ci dice proprio nulla. nel senso che quanto dice è sicuramente tutto vero (mi tengo la riserva su bici a motore e positività varie), ma non sposta di una virgola l'asse della lotta all'antidoping... e finirà per inscenare il solito teatrino di smerdamento.
da un immondezzaio come le iene non mi aspettavo di piu'.
da una persona intelligente, e da un grandissimo atleta, come danilo, invece, qualcosa di meglio me lo aspetterei.


ps- no comment sulla caduta di stile di nibali in risposta. no comment anche per il cattivo gusto di intervistarlo buttandogli lì la domanda senza che nibali avesse modo di leggere per intero le dichiarazioni di di luca, perdipiù stanco al termine di una corsa al caldo


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mer Gen 22, 2014 5:59 pm

Ottima "sintesi" è una parola grossa Smile
Diciamo ottima prolissa. Razz Wink


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da meazza il Mer Gen 22, 2014 7:18 pm

@BenoixRoberti ha scritto:La Gazza online ha pubblicato l'intervista. E francamente sono un po' deluso.
Domani sarà solo il solito, ennesimo, noioso ... bagno di m ...
Era quello che mi aspettavo , il personaggio è quello che è..
90 % che si dopa , l'altro 10% si dopa per altre gare..
lo dice lui , per giustificarsi con se stesso
Pero' da uno si vanta di aver come medico Santuccione gia' da allievo non mi stupisco di certo

Alla prima positivita' non bisogna subito via
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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mer Gen 22, 2014 7:24 pm

Va bene tutto, ma Massimiliano Lelli che fa la morale a Di Luca è troppo.
Almeno astieniti, lascia parlare gli altri.
 capa sul muro calcinculo 


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mer Gen 22, 2014 10:11 pm

Niente da fare, Danilo ha fatto la figura del cog ... Tristezza immensa


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da cauz. il Mer Gen 22, 2014 10:44 pm

@BenoixRoberti ha scritto:Niente da fare, Danilo ha fatto la figura del cog ... Tristezza immensa


già. Sad

facendo zapping mentre cenavo mi sono trovato la parte finale dell'intervista in tv.
non dubito che di luca abbia detto le banalità che erano circolate nell'articolo sulla gazzetta, pero' quello che mi ha impressionato dell'intervista è stato l'abuso di post-produzione. ogni frase e' stata tagliata e rimontata per confezionare il prodotto finale. immagino che questo sia lo stile naturale delle iene, e non ci siano forme di censura alle spalle, ma di certo rende il tutto ancora meno serio.


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da BenoixRoberti il Mer Gen 22, 2014 11:00 pm

Mi spiace perché Di Luca è uno dei ragazzi che ha vissuto quella realtà delle nazionali di ciclismo della seconda metà degli anni 90. Lui sa tante cose e potrebbe raccontare tutto su cosa facevano i dirigenti, compresi gli acquisti di medicinali oltre frontiera, in una farmacia di Chiasso.
E molti di quei dirigenti sono ancora al loro posto e oggi si riempiono la bocca di antidoping e di pulizia.
Questo "stupido" oggi fa l'apologia di quella cultura malata a cui i dirigenti corrotti lo hanno avviato, e oggi gli offre pure il fianco per farsi impallinare e farsi dire, DA QUEGLI STESSI, che lui non è credibile.
Un masochista felice di martellarsi gli zebedei. Incomprensibile.


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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

Messaggio Da vallelvo il Mer Gen 22, 2014 11:02 pm

Ho visto poco, solo qualcosa quando c'era pubblicità sul sito dello streaming.
Mi ha fatto tanta pena, povero ragazzo, qualcuno dovrebbe aiutarlo......

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Re: Danilo Di Luca radiato a vita dal ciclismo

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