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Libri non di ciclismo - religione ed altro

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Lemond
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Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Ven Nov 15, 2013 5:10 pm

Promemoria primo messaggio :

Ho letto che Nino ha una notevole passione per la Commedia (come la mia amica Baccella, anche lei scrittrice) e allora gli propongo questo http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma/testimoni-del-tempo-lezioni-sulla-divina-commedia-1-puntata/22082/default.aspx
A me queste puntate sono piaciute molto, spero anche a qualcun altro.



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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Gio Gen 02, 2014 7:44 pm

https://www.youtube.com/watch?v=ft8BfCPVVKQ&list=PLa-N8IcbQP3Vi8RiQIaKw76tYJFiUo8Yq


Divertente commedia che ha per protagonista un futuro papa (Benedetto XIV), che, da quanto si vede qui, era, oltre che intelligente, anche una brava persona. Wink

vallelvo
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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da vallelvo il Gio Gen 02, 2014 8:05 pm

Mamma mia, mi mettete l'angoscia con questi post. Sarà che son bassa di....statura, in tutti i sensi.
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BenoixRoberti
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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da BenoixRoberti il Gio Gen 02, 2014 9:03 pm

@vallelvo ha scritto:Mamma mia, mi mettete l'angoscia con questi post. Sarà che son bassa di....statura, in tutti i sensi.
 Laughing Io invece direi "Grande Vallelvo". Adesso attendo la replica del bischero di Empoli. Razz

Mi sono sempre chiesto perché è di moda per i "clerici" dialogare con laici incalliti. Vedi Scalfari, Odifreddi, ecc.
Hanno chiamato Scalfari ed Odifreddi perché non conoscevano CarLemond.
Sai che spasso assistere ad un dialogo di fioretto fra un Ratzinger ed un CarLemond? Laughing 


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Sab Gen 04, 2014 9:46 am

Il popolino, si diceva ... qualcuno supplica quegli dèi che la nostra fantasia ha partorito, sacrifica bestie e manda offerte varie ai propri Mani e più la sventura si accanisce contro di loro, più sono devoti. Wink Molti politici, che non credevano, per conto loro, a simili storie, avevano però interesse che si mantenessero, per il loro potere di freno e Polibio, così scrisse: "L'inferno, inutile ai savi, è necessario per la plebe insensata".
E' abbastanza noto che la teologia giudaica del Pentateuco non parlò mai dell'inferno e che gli Ebrei, tutto sommato, non furono mai tenuti a credere in una vita futura. Poi arrivò Gesù ad annunciare un Regno dei giusti e un Inferno che non avrebbe MAI avuto fine (Gehenna del fuoco).  Evil or Very Mad La gehenna di Ennom era una valle dove si bruciavano le vittime a Moloch. In quel discorso a Cafarnao, aggiunse tutta una serie di maledizioni, sempre sul tema dell'Inferno di fuoco (Forse aveva visto in anteprima l'inferno di cristallo con P. Newman e S. Mac Queen.) Very Happy Fra i cristiani alcuni ci hanno creduto e altri no, per parte mia la cosa più opportuna credo sia considerare Gesù un parto letterario e ... amen.  Wink


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Dom Gen 05, 2014 9:21 am

Che cosa è il fanatismo? Non è facile a definirsi, forse è meglio procedere con esempi. Tal Ignazio di Loyola era già un po' esaltato quando lesse le vite dei padri del deserto, ma al termine fu preso da un duplice entusiasmo: si fece cavaliere della vergine Maria, fa la veglia in armi, vuol combattere per la sua dama e ha delle visioni: la vergine gli appare in sogno e gli raccomanda sua figlio, ordinandogli che il suo nuovo ordine non deve portare altro nome che quello di Gesù. Ignazio trasmette il suo entusiasmo a un altro spagnolo, di nome Saverio che, senza sapere una parola di lingue orientali, parte per il Giappone ... I suoi discepoli, dopo la di lui morte, proclamano con grande entusiamo, e senza il minimo dubbio, che ha compiuto più miracoli di tutti gli apostoli, resuscitando almeno sette o otto morti. Very Happy Di questo passo l'entusiamo diventa così epidemico che essi formano una comunità, chiamandola *cristianità*, che portò ad una successiva guerra civile e la morte di più di centomila persone (che non furono resuscitate Very Happy). L'entusiamo era dunque già arrivato al suo grado estremo: il *FANATISMO*. Evil or Very Mad


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Lun Gen 06, 2014 8:56 am

Lo spirito di parte (e religioso in particolare) dispone splendidamente verso il fanatismo e credo non ci sia gruppo o setta che non abbia i suoi "energumeni". Un uomo che predica ha, di solito, negli occhi, nella voce, nei gesti, un veleno sottile che penetra, come un dardo, nei cuori dei suoi partigiani e fu per questo che Elisabetta I volle proibire tali manifestazioni in Inghilterra per sei mesi, per dare un po' di tranquillità al suo regno. L'entusiasmo, impiegato in tal senso, è un po' come una droga che di solito rovescia la ragione, anche se talvolta invece dà al cervello solo maggiore vivezza e tono. In questo caso, invece di fanatismo, si può parlare di entusiasmo unito alla ragione,che è la dote degli artisti maggiori. Ma di religiosi grandi non se ne conosce (per lo meno io) e il tipico esempio di entusiasta/fanatico è Girolamo Savonarola o, come già detto, Sant'ignazio.  Evil or Very Mad


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Lun Gen 06, 2014 9:55 am

Religione e bambini
di Luigi Lombardi Vallauri, Firenze
Inizierò con alcune considerazioni per grandes personnes (Saint-Exupéry), poi ne trarrò alcune conseguenze per petits princes (ancora Saint-Exupéry).
Le religioni e il corpo-mente moderno adulto
Nel loro tempo fondativo (in illo tempore, Eliade) le religioni sono state delle cose che oggi non possono essere più. Sono state spiegazioni causali del mondo, riserve di senso, dispensatrici di terrori e speranze ultraterreni, fonti e sanzionatrici di norme etiche e giuridiche, suggeritrici inesauribili d’arte e poesia, modellatrici di vita quotidiana, di cicli settimanali stagionali annuali, di città e paesaggi. Hanno riempito di sé il cielo e la terra; plasmato l’ambiente materiale e immaginale dell’uomo; permeato capillarmente tutto l’organismo della cultura.
Oggi la scienza-tecnica ha svuotato le religioni tradizionali d’ogni capacità esplicativo-teorica e taumaturgico-pratica circa le cose del mondo. D’altra parte è facile dimostrare, con argomenti logici e storici, che in etica Dio è irrilevante, sia se un’etica vera/universale esiste, sia se non esiste. E la “religione civile dei diritti dell’uomo”  ha ormai assunto lo status di etica pubblica: almeno in Occidente c’è consenso sul punto che nessuna delle religioni tradizionali può più, mantenendo la propria legittimazione etica, sancire sul piano teorico, o attuare sul piano pratico, violazioni dei diritti umani fondamentali.
Ancora: le religioni, pur avendo generato un percento considerevole dell’arte umana di tutti i tempi, non sono di per sé garanzia di valore estetico: esistono anche innumerevoli brutture e mièvreries di matrice religiosa, tra l’altro in continuo esponenziale aumento. E infine, ammesso che il sentimento del sacro (o del mistico) abbia una sua autonomia categoriale e una sua plausibilità, non è detto che esso trovi sempre ed esclusivamente nelle religioni nutrimento ed espressione adeguati. C’è del religioso non sacro (o non mistico) e c’è del sacro (o del mistico) umano-naturale, e in questo senso “laico”.
Il superamento scientifico-tecnico, etico e civile, la relativizzazione estetica e perfino spirituale e mistica, tutto questo ha comportato un impressionante processo di secolarizzazione che ha investito, e sta investendo, tutte le culture antiche insieme con la modernizzazione. È vero che si è venuto delineando, negli ultimi forse 10 anni, un contro-processo che si potrebbe chiamare di restaurazione neo-fondamentalista. Ma pagando un prezzo: le religioni diventano sempre meno ontologiche e sempre più identitarie, voglio dire sempre meno ricerche sulla realtà (indipendente, non-proiettiva) dell’Oltre e sempre più autoasserzioni patriottiche di “noi” collettivi. C’è fides sempre meno quaerens intellectum, ossia sempre meno fede e sempre più credenza, sempre meno pensiero e sempre più appartenenza. L’effetto caverna platonica (in termini più attuali, l’effetto Truman Show) è rafforzato da altri sistemi di passività (promozione commerciale a tempo quasi pieno, propaganda politica di nano-profilo, televisionizzazione del tempo domestico, gioco del calcio, riti vari di stoltezza e frastuono) che competono, e al tempo stesso cospirano, per la colonizzazione dell’animo umano.
Il reperto, per quanto riguarda le vecchie religioni, è insomma ancipite: secolarizzazione e neofondamentalismi identitari. Quanto ai nuovi culti, con le doverose eccezioni, il reperto può sintetizzarsi nella formula “supermercato del sacro”.
Le religioni e il corpo-mente bambino
I pensieri che precedono rendono, mi sembra, non manifestamente infondata la tesi che ora cercherò di argomentare: la religione andrebbe - come un tempo il sesso - vietata ai minori di 18 anni. Procederò chiedendomi anzitutto cos’è giusto desiderare per i bambini, cioè per gli esseri umani nell’età del primo sviluppo fisico e mentale, e chiedendomi, poi, se un’educazione religiosa favorisce questo desiderabile sviluppo.
Cosa desiderare per i bambini
Non volendo ricorrere a tomi di pedagogia o a sondaggi statistici del tipo eurobarometri, sono costretto a rispondere alla domanda in modo autobiografico e largamente soggettivo. Quanto segue riassume in pochi - troppo pochi - punti la mia idea di sviluppo desiderabile, formatasi, e tuttora in via di formazione, lungo la mia esperienza con me stesso, con i miei figli e ora con i miei nipotini (compresi, questi ultimi, tra i 12 anni e i 2 mesi).
Personalmente desidero che i loro corpi (bisogna cominciare dal corpo) fioriscano nella buona salute e in tutte le abilità autoespressive, e non solo in ambiente urbano, ma sempre meglio immersi, con amore rispettoso e competenza, nei sistemi vivi della natura, nella variegatura degli elementi, dei regni e delle stagioni. Desidero che incontrino altri corpi, della loro e di altre età, della loro e di altre razze, della loro e di altre specie, e ne traggano conoscenza, confronto, emulazione, piacere visivo e tattile, compagnia.
Desidero che le loro menti si aprano a tutte le ramificazioni protese di tutte le culture umane, arcaiche, antiche, moderne, nuove, europee, extraeuropee, a tutte le variegature storiche della bellezza e del sapere. Desidero che i loro sensi e il loro intelletto, questi misteri della carne matura, si educhino al discernimento del reale e dell’irreale, del vero e del falso, dell’autentico e del fasullo, di ciò che s’impone all’uomo per esistenza propria indipendente e di ciò che nasce da proiezioni umane. Desidero che i loro cuori conoscano turbamento e appagamento sensuale e affettivo, e slancio e fiducia, e pietà e giustizia, non-ingiusta pietà e non-impietosa giustizia. Desidero per loro gioco, avventura, creazione. E contemplazione. E (non incompatibile con la mente infantile, che è mente nativamente seria) un’entusiasta austera sapienza di fronte al mistero di splendore e di impermanenza dell’essere.
Cosa c’entrano con questo le religioni?
Terrò presente quasi solo la religione cattolica, quella in cui sono cresciuto e che conosco veramente; molto di quello che vale del cattolicesimo può essere comunque esteso anche alle altre religioni che asseriscano l’esistenza di mondi soprannaturali. Riprenderò punto per punto i desiderata del paragrafo precedente. La buona salute non è in alcun modo favorita dalla credenza religiosa. I tempi della fede sono stati anche i tempi della peste; mai come allora si è pregato perché Maria, santa Rosalia, Dio Padre da loro impietosito debellassero il flagello. Mai come allora il flagello ha servito. Non appena scoperto e trattato il bacillo "Pasteurella pestis" sono cessate le preghiere di impetrazione ed è cessata la peste.
Il papa polacco ha fatto circa 2000 santi, più di tutti gli altri papi messi insieme (con un piccolo arrotondamento viene 5,48 nuovi santi ogni giorno dell’anno). Per i santi di prima fascia (“canonizzati”), come san Padre Pio o san Monsignor Escrivà de Balaguer fondatore dell’Opus Dei, occorrono due miracoli; per i santi di seconda fascia (“beatificati”), come Pio Nono l’antimoderno e l’autoinfallibile, basta un miracolo; i miracoli sono spesso guarigioni. Ammettendo che i 2000 santi abbiano dato un gettito di 3000 guarigioni, ognuno vede quanto poco si possa fare affidamento sulla religione per i problemi sanitari mondiali o per la mortalità infantile. La cosa migliore che san Padre Pio ha fatto per la salute è la fondazione di un moderno ospedale (non altrettanto si può dire a lode di santa Madre Teresa, terribile oscurantista in campo medico).
Non è certo la religione che invita i bambini, i corpi dei bambini, a fiorire in tutte le loro abilità autoespressive. I giochi, gli sport, la rispettosa intima frequentazione degli ecosistemi nulla hanno di religioso, temo che siano naturalismo. È vero che le parrocchie e le associazioni cattoliche fanno anche giocare i bambini e che gli scout cattolici li iniziano alla natura; ma a parte, in molti casi, lo scarso buon gusto dei sollazzi parrocchiali e associativi, resta che spesso i giochi (non quelli scout) sono carità pelosa, servono a tenere i bambini e i ragazzi nel recinto della credenza cattolica, a rendere in qualche modo palatable il surrettizio, devozionale catechismo.
Il curiosare (visivamente, tattilmente) altri corpi, il trarne piacere, esperienza, compagnia, non è certo favorito negli oratori o nelle scuole tenute da religiosi o religiose. Anzi assume un’aura violacea di segreto e di peccato. La teologia morale cattolica è di una sessuofobia impressionante6.
Sul piano culturale è fuori discussione che le religioni hanno generato un percento molto considerevole dell’arte e del pensiero umani. Il bambino, e anche l’adulto, che voglia appropriarsi del retaggio delle culture antiche non può ignorarne i presupposti religiosi. Ma riviverli con empatia non implica aderire ai contenuti dogmatici, anzi esige un’apertura universale che le religioni, tutte, hanno finora o selvaggiamente o subdolamente ostacolato. In particolare, il cattolicesimo romano ha esercitato nei confronti dei dissidenti interni, degli eretici, degli ebrei, dei musulmani, dei popoli pagani colonizzati, tutta la violenza ideale e materiale possibile, un’estrema intolleranza.
In nessun modo la religione educa i sensi e l’intelletto dei bambini al realismo. Il realismo è un organo cognitivo complesso. Consta di spirito scientifico, esperienza di vita, senso dell’humour, vastità di orizzonti, acutezza di osservazione, forza logica, sensualità, equilibrio affettivo… Ci vorrebbe un lavoro filosofico sul tema. La religione è forse l’avversario numero uno del realismo, è la veneranda caverna platonica in cui vengono proiettati al bambino personaggi soprannaturali, mondi soprannaturali, sacramenti a effetti soprannaturali - e proiettati non come si proiettano le favole, ma come se fossero le realtà essenziali, quelle da cui dipende il significato della vita e il destino dell’uomo. Il soprannaturale si sostituisce al naturale. Il senso e l’intelletto uniti sono i nemici naturali della religione; perché l’accettino, bisogna che vengano letteralmente snaturati. Ciò - si badi! - non toglie nulla al fascino della religione: l’uomo preferisce molto i sistemi di simboli ai sistemi di cose, i sistemi di significati ai sistemi di fatti. Proprio questo fascino la rende pericolosa.
L’affettività dei bambini viene, dalla religione, incanalata verso custodi angelici, mamme celesti, ambienti luminosi dove li aspettano i nonni, santini con volti di frati e monache dagli occhi arrovesciati in su e crocifissi o rosari in mano, odorini e ombre di confessionale e di sacrestia, ostie fatte di una specie di carta che si fonde in bocca e che non va masticata perché è Gesù, vecchi maschi chiamati il papa e per i quali bisogna pregare perché sono Gesù, fioretti senza petali da fare per i miseri e per i cattivi, corone da recitare, venerdì nei quali sospendere per un giorno l’alimentazione carnivora-mammifera del resto della settimana e adottare la piscivora, slanci verso le missioni che convertono gli indigeni e i mandarini cinesi alla vera fede, terrori di inferni dai quali però la Chiesa (lei sola) ci può salvare… e presepi con Gesù bambino sulla paglia e la Madonna che lo guarda e l’asino e il bue che soffiano e san Giuseppe che guarda, putativo, da un’altra parte… queste e tutto questo genere di cose. Lontanissimi i problemi di giustizia sociale e internazionale, di pietà/giustizia interspecifica (gli animali sono amici deliziosi, piccoli o grossi eroi affascinanti, la carne è un’altra cosa, è una sostanza che si forma al supermercato e che va assolutamente mangiata per diventare come i grandi; anche il papa e i preti e tutti i santi e beati la mangiano, eccetto i venerdì e la vigilia di Natale).
Infine, è certo che le religioni hanno alimentato la spiritualità, la vita contemplativa: oggi (nella società a mass-media, a mass-shopping, a mass-business, a mass-traffic) tanto carente quanto anelata senza saperlo. Ma mi sembra che una spiritualità dogmatica-soprannaturalista-sacramentalista come quella cattolica sia di cattiva lega, perché a base di retro- o pseudo-mondi; quindi non risvegliante, direi piuttosto distogliente da, un’entusiasmata austera contemplazione dello splendore e dell’impermanenza dell’essere. Non gli altri mondi, ma «che il mondo è, è il mistico» (Wittgenstein). Forse l’uomo ha bisogno di mistica come del pane; ma sorgente pura della mistica non è una credenza, è il risveglio all’essere, è l’ontologia.
In verità, la cosa di più fascino che hanno le religioni non è la credenza, non è forse neppure la spiritualità fondata sulla credenza, è la vocazione: la richiesta di tutta la vita. «Allora Gesù fissò su di lui lo sguardo e l’amò. E gli disse: “Una cosa sola ti manca: vai, vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”» (Marco 10,21). «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Poiché chi vorrà salvare l’anima sua, la perderà, ma chi perderà l’anima sua per causa mia, la salverà» (Luca 9, 23-24). «Ed essi, tratte le barche a terra, lasciando tutto, lo seguirono» (Luca 5,119).
Io non so esattamente cosa passa nell’animo del bambino o dell’adolescente birmano che si fa monaco; meno ancora so cosa sente l’eroe militare o il kamikaze che immola se stesso per il suo popolo e la sua religione; ma so cosa succede al bambino, all’adolescente, cattolico che incontra quei passi del Vangelo. «Insieme con queste immense, aliene figurazioni il bambino, il ragazzo, anche sente, e in presa diretta, il nervo della propria esistenza, il marceliano “ma vie”: azzardo tra nascita e morte, riuscita e fallimento, significato e mancanza di significato; e dunque luogo di chiamata, di vocazione. Ora, in una mente resa religiosa caverna platonica l’esistenziale umano vocazione facilmente, se non necessariamente, assume le sembianze di una vocazione al sacerdozio, alla vita consacrata, in ogni caso al dono totale, alla missione, alla santità». «Ho detto “vocatio genera fides”, non viceversa. È infatti la vocazione che trasforma la credenza in fede, perché è lo scommetterci-su la vita che trasforma le figurazioni mitico-soprannaturali in cruciali realtà. È la credenza che plasma l’esistenziale umano vocazione in vocazione religiosa, ma è la vocazione religiosa che trasforma le figurazioni proiettive della credenza in esistenziali realtà».
Conclusioni
Mi sembra di aver sufficientemente argomentato la mia tesi: doversi la religione, come un tempo il sesso, vietare ai minori di 18 anni. L’imposizione degli engrammi della credenza soprannaturale sul cervello-mente bambino rischia di rimanere indelebile quando si abbina al sentimento del dovere di dono totale, al sentimento di vocazione. Bisogna prima irrobustire - attraverso l’esercizio pieno, mondano, dei sensi e dell’intelletto - gli affetti e le emozioni naturali, e quell’organo cognitivo complesso che ho chiamato realismo; sarà, così, a un vero adulto modernamente evoluto che si potranno proporre a credere oggetti quali la Provvidenza divina, il paradiso, l’inferno, la Trinità, la cristologia, la mariologia, l’ecclesiologia pontificia, i sacramenti, i santi, gli angeli e tutto il soprannaturale, come scenario entro cui ambientare l’esistenziale umano della vocazione. Imprimere acriticamente il soprannaturale eroico sul bambino significa per me una violentazione che può compromettere il suo sviluppo intellettuale e umano per sempre.


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Mar Gen 07, 2014 9:17 am

Terminate le feste, possiamo riepilogare. Very Happy

https://www.youtube.com/watch?v=0_kBxlmbAzs


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Mar Gen 07, 2014 10:07 am

Tutti conosciamo i ciechi e coloro che non sempre vedono chiaro, ma in nessun caso ci saranno nel campo fisico distorsioni della realtà simili a quanto accade in quello religioso. Un fachiro educa un fanciullo di ingegno promettente e impiega qualche anno a mettergli in testa che il dio Fo si è manifestato sotto forma di elefante bianco e persuade questo bambino che sarà frustato, dopo morto, per la durata di cinquecentomila anni, se non crede a simile incarnazione. Il bambino studia e diventa un prodigio di scienza e scopre che il dio Fo doveva incarnarsi in un elefante bianco, perché è il più bello degli animali e così ragionando diventa uno dei luminari dell'India. Più si è di cervello sottile e più si sbanda e così formerà a sua volta discepoli con la sua visione del mondo. Sad"Mutatis mutandis" si arriva a San Paolo con la sua teoria che se Cristo non è risorto non sussiste il cristianesimo o con quei teologi che hanno inventato la transustansazione o ... Twisted Evil 
Per questo è d'uopo seguire Gaber quando sostiene:

https://www.youtube.com/watch?v=IVnPotcVkFQ


Ultima modifica di Lemond il Mar Gen 07, 2014 12:55 pm, modificato 1 volta


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Mar Gen 07, 2014 10:14 am

Da oggi in poi, scriverò quanto più mi "colpisce" dal libro del Sommo, sull'apofatismo

Il volume in questione è "Nera Luce" di Luigi Lombardi Vallauri

Forse niente consola più sicuramente del cielo: inondato di fulgore di sole, dolce-trapunto di vivide stelle o miti pianeti, delicatamente screziato, opulento e rigonfio, di roride nuvole.
Ma oltre i coloramenti azzurrati dell'atmosfera terrestre, negli spazi tra gli astri puri c'è il grande, illimitato nero. Il nero cosmico, transcosmico. Non è un nero compatto, opaco. E' a suo modo un nero luce.
Simile si presenta la scaturigine dei pensieri, la mente inesausta. Il suo colore è il nero luce.
Il vuoto necessario è il nero luce.
La mente originale è nera luce.

La luce è invisibile
In un mondo ubiquamente penetrato
di luce, tutto fatto di enti
trasparenti, nulla si vedrebbe.
La luce rende visibili
i corpi e i corpi rendono
visibile la luce.
Luce e corpi si occorrono.
Anche i Dio, e i pensieri, sono corpi.
I corpi non sono la luce.


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Messaggio Da Lemond il Mer Gen 08, 2014 2:22 pm

Nera Luce II

I parte "destruens"

Se lo specifico cattolico, quello che lo distingue dagli altri cristianesimi, è il primato dottrinale del papa, e quindi anche l'insieme delle cose solennemente asserite, nei secoli, dal papa; questo specifico è oggi - anche per i "cattolici" - largamente inaccettabile; il papa si è dimostrato, nei secoli, assai più infallibile nell'errare che nell'azzeccarci.  Twisted Evil 

II parte "destruens-construens" - Dio, anima, religione

Concetti sfuggenti, problematici, antinomici; e tuttavia non troppo facilmente liquidabili con un integrale scientismo.
I termini che più caratterizzano questa parte sono "apofatismo" e "koan". L'esercizio strenuo della ragione sugli aspetti ultimi conduce all'indecidibile/irrappresentabile e dunque culmina in un nobile "silenzio informato"

Così strutturato il libro "Nera Luce" ha prevalentemente la natura di una disputa, per dovere di verità e per liberare il cammino dall'ingombro di tanto potere "spirituale" fasullo. Ma bisogna evitare di cadere nella trappola del pensiero discorsivo, prendendo le proposizioni vere come la cosa stessa da trovare. Quello che si deve cercare/trovare è il nostro emozionato/risveglio (anziché, come spesso accade, un risveglio/addormentato). Possa questa nostra disputa, coi i meriti ed i limiti di essa, propiziare l'evento del risveglio  Smile


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Messaggio Da Lemond il Mer Gen 08, 2014 2:46 pm

Vangeli I

E' una questione grossa individuare i primi vangeli; quel che risulta con quasi certezza è che nessuno dei primi padri della chiesa, fino a Ireneo incluso, cita mai un passo dei *Quattro* che conosciamo e invece ne citano alcuni dei c.d. "vangeli apocrifi". Gli allogi e i teodosiani rifiutarono sempre il vangelo di Giovanni etc. San Clemente riferisce che Gesù, interrogato sul tempo in cui sarebbe venuto il suo regno, rispose: "Sarà quando due faranno uno solo, quando il di fuori assomiglierà al di dentro e non ci sarà più né maschio, né femmina". E questo è un passo che non si trova nei *Quattro*. Potremmo citarne cento altri, ma ...
Il dotto Fabricius si è dato la pena di riunire tutti ivangeli conosciuti e il primo vangelo, secondo lui, è quello di Giacomo, che ha molta importanza in alcune comunità cristiane orientali, dove è appunto chiamato il primo vangelo. Una narrazione della passione e morte di Gesù va sotto il nome di Nicodemo ed è citato da san Giustino e Tertulliano e via ...
Qualcuno a questo punto potrebbe sostenere che poiché nel tempo testi ritenuti autentici sono caduti poi in disgrazia, perché simile sorte non potrebbe capitare ai Quattro? Very Happy 


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Mer Gen 08, 2014 5:28 pm

III B facciamo l'appello, speciale Pier Paolo Pasolini

https://www.youtube.com/watch?v=WnAt_YXF6ZI


In questo numero unico di E. Biagi mi pare ci siano molti spunti per avviare un dibattito intelligente su alcuni temi; in particolare la vittoria indiscutibile del capitalismo, il potere deformante della TV e l'impossibilità per l'uomo di avere ... speranze. Sad


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Gio Gen 09, 2014 9:20 am

Le favole si sa, in genere sono allegoriche e se ne conoscono alcune molto raffinate proposte dai popoli antichi come gli egizi, i greci, i popoli orientali e i romani (i primi due soprattutto). Qualche popolo barbaro, avendo conosciuto a orecchio, trasferì queste mitologie fra le proprie credenze e, una volta rielaborate, osò dire: "L'abbiamo inventate noi". E da qui è nata la teologia cristiana, che ha copiato dai copiatori, identificando il dio degli ebrei con il vero unico dio e ha preteso altresì di santificare l'antico testamento e con esso il "popolo eletto", approvandone indirettamente quello che noi oggi chiameremo razzismo intellettuale.  Evil or Very Mad 


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Gio Gen 09, 2014 9:27 am

Nera Luce III

Cattolicesimo - Se avvicini uno spillo ad un pallone gonfiato, lo spillo è piccolo, il pallone grande. Wink 

La mia intelligenza mi dice che non credere è quasi più importante che credere. Per aver fede bisogna infatti non credere ad una quantità di cose. Come si può credere nel giusto finché si credono cose strambe ed assurde? Se vogliamo insegnare al popolo il giusto dobbiamo togliergli qualche credenza a cui è attaccato; ciò è forse crudele, ma per amore.
Per me la verità è stata a lungo Dronero. Questo centro piemontese voleva dire indivisibilmente infanzia e cattolicesimo.
Era Angelus il culminare del sole, rintocchi a morto il il cavo pomeriggio, offerta il frutto, sangue sacro il fermento dell'uva, corpo mistico il pane, gregge le case, bastone il campanile, liturgia il tempo. Il sesso era rinuncia e sacramento, la domenica comando sotto pena di morte eterna.
Un universo consonante e completo quale l'universo cattolico che per me bambino ebbe volto e nome Dronero è stato, lungo i millenni di quasi tutte le umanità storiche, il totale orizzonte.


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Ven Gen 10, 2014 8:05 am

Possiamo ritornare sul tema: entusiasmo-fanatismo per sottolineare che la differenza fra i due termini è spesso labile, soprattutto in materia religiosa. Gesù quando entra nel tempio e si mette a spaccare ... forse è solo entusiamo, ma la notte di San Bartolomeo, presa come esempio da Elisabetta I contro Maria Stuart
https://www.youtube.com/watch?v=r81tZhBO7LI&list=PLa-N8IcbQP3Vi8RiQIaKw76tYJFiUo8Yq


si può considerare una dei casi maggiori di fanatismo. Ci sono poi i Savonarola a sangue freddo: quei giudici che condannano a morte coloro che, come delitto, esprimono convincimenti diversi dai loro (la Santa Inquisizione fa testo  Evil or Very Mad ) ed essi sono più degni di esecrazione dei violenti presi dal furore. Il fanatismo purtroppo, quando ha contagiato un cervello, è quasi incurabile. Forse il solo rimedio a questa malattia epidemica è lo spirito filosofico, perché le leggi non valgono contro questa peste che le religioni monoteiste alimentano quasi sempre, infatti l'antico testamento è pieno di casi in cui si uccide per volontà di Dio. I fanatici cristiani quindi sono convinti a pensare che lo Spirito Santo sia al di sopra delle leggi e, per parafrasare Ivan Karamazov "tutto è permesso". A quel che ne so c'è stata solo una religione esente da esso: quella dei letterati cinesi. Wink


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Ven Gen 10, 2014 8:16 am

Nera luce (IV)

La mia valle d'infanzia era un Tibet cattolico dove ogni vetta altura casa torre pietra, bandiera di preghiera mulino di preghiera, muro affresco arazzo graffito gong rimbombo era di religione segnato, di religione permeato ed intriso. Mirabile potenza, che mi piegava sotto paura di Cielo! Mirabile capillare docilità di conformi popolazioni! A lungo la verità è rimasto Dronero.
Era del tutto naturalmente impossibile opporre o anche solo distinguere ricerca critica e corroborazione della fede, meditazione e preghiera, eroismo e santità, progetto di vita e vocazione religiosa, curiosità sessuale e peccato, virilità cavalleresca e devozione mariana, indipendenza individuale e obbedienza al magistero, morte e resurrezione, destino e sorte eterna, giustizia ed escatologia, mistero dell'essere e Tu divino, storia e Provvidenza, amore e carità, in una circolarità tra umano e cattolico dove sempre il secondo interpretava autenticamente il primo.
Tutto questo viene evocato perché si capisca da dove io discendo.


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Gen 10, 2014 10:21 am

@Lemond ha scritto:III B facciamo l'appello, speciale Pier Paolo Pasolini
https://www.youtube.com/watch?v=WnAt_YXF6ZI
In questo numero unico di E. Biagi mi pare ci siano molti spunti per avviare un dibattito intelligente su alcuni temi; in particolare la vittoria indiscutibile del capitalismo, il potere deformante della TV e l'impossibilità per l'uomo di avere ... speranze. Sad
- Sull'impossibilità dell'uomo di avere speranze ... 'un ci credo proprio, mi ribello al solo pensiero. Scherzi a parte, tu Carlo sai bene come detesto le cassandre sindacaliste che spiegano agli operai ed ai disagiati le ragioni grando-sistemiche del loro disagio per poi concludere che non hanno speranza, solo per raccattare consenso e magari andare in Parlamento a fare opposizione ai mulini a vento. Ribellarsi! Sempre quando serve, come fanno i francesi.

- il potere deformante della Tv. E' innegabile, ma anche la Tv ha fatto il suo tempo e puzza sempre più di muffa e di falso, almeno per come è stata fatta sino ad oggi. Con tutti i suoi difetti e le news self-made la rete è un deciso rimedio alle panzane ed al potere (di pochi) televisivo. In Italia si è parlato solo del potere televisivo di Berlusconi, innegabile, ma chi si opponeva lo faceva con gli stessi intenti e, in fondo, le stesse tristi motivazioni economiche di controllo. Era sempre Tv di "loro", della casta politica.

- Ieri sera ho visto dopo tanto tempo il programma di Santoro su La7.
All'interno c'erano degli interessanti estratti del documentario "Inequality for All" realizzato da Robert Reich, ex collaboratore di Gerald Ford, di Jimmy Carter e Segretario al lavoro nella prima presidenza Clinton.
Con uno strumento e con mezzi divulgativi "basici" l'ottimo Reich ha evidenziato il punto debole del capitalismo: la turbo-finanza. Il paradosso più forte lo ha espresso un imprenditore di una famiglia di industriali produttori di cuscini: "Io sono un imprenditore. Io investo i miei soldi in fondi che poi non so cosa facciano con il mio denaro, ma sono un capitalista. La mia azienda fa cuscini ed il mio settore è in crisi; io faccio cuscini su cui dormono ricchi e poveri. Un ricco al massimo può avere bisogno di due cuscini, non di più ed il povero quando ne ha uno se lo tiene per più tempo di una volta. E io adesso vendo meno cuscini".

Il capitalismo attuale, ovvero il finanziarismo esasperato, sta iniziando a distruggere la sua stessa comunità di ricchi, partendo dai ricchi meno ricchi. Il processo ovviamente non può avvenire impetuosamente, richiede dei tempi, ma nell'ultimo periodo la dinamica si è parecchio accentuata e non sembra esservi un freno politico a questa spaventosa accelerazione, accelerazione che potrebbe essere sotto il controllo di pochi famelici, ma potrebbe anche andare fuori controllo.
Il capitalismo iniziale era una manifestazione di volontà umana ed imprenditorialità dove i più capaci erano in grado di creare lavoro per produrre prodotti necessari a soddisfare reali bisogni. Di questa esigenza basilare oggi non troviamo più traccia, ma sono migliaia gli imprenditori che stanno andando incontro al macello solo perché vogliono continuare ad essere imprenditori, a produrre qualcosa di utile e farlo sul territorio della comunità in cui hanno vissuto e che amano. Sono milioni le persone, dipendenti o assimilabili, unitamente a migliaia di imprenditori (ex capitalisti) che ogni giorno vedono la loro ricchezza divenire povertà, nonostante mettano in campo il massimo del loro esercizio virtuoso.

Non si può fare nulla? No, caro Carlo. Si può fare. RIBELLARSI.
Siamo tantissimi capitalisti umani (dotati di capitale umano), sono pochissimi i "grandi" finanzieri (grandi poi in che cosa?).

Se qualcuno preferisce dare retta alle cassandre del marxismo parolaio che annuncia le sventure senza ritorno, faccia pure.
I contadini francesi quando si sentivano vessati dalle norme facevano valere le loro ragioni; oggi sono i contadini (ahinoi) con più forza in Europa.
Animo Carlo. Ti voglio bene! Very Happy

INEQUALITY FOR ALL - Video
PARTE 1: Come siamo arrivati a tali livelli di disuguaglianza sociale?
PARTE 2: 1%, ceto medio e disuguaglianza sociale
PARTE 3: Pregi e difetti della globalizzazione
PARTE 4: La crisi della democrazia


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Ven Gen 10, 2014 11:50 am

Ti voglio bene anch'io, ma per me il ribellarsi è solo una parola e il capitalismo, pur "vincendo" in quanto unico sistema economico che può reggersi in piedi, sta portando l'umanità verso il disastro. Il fatto che siamo in tanti contro pochi non significa nulla, perché molti non hanno coscienza di sé stessi, mentre il mercato e la finanza non hanno bisogno di autoconsapevolezza, perché fanno parte di un ingranaggio automatico. Quanto al marxismo (parolaio per ontologia) era invece piuttosto ottimista, però, come te, aveva fiducia nei proletari, senza pensare però che in effetti si trattava di *sotto-proletariato*.


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Gen 10, 2014 1:26 pm

@Lemond ha scritto:Ti voglio bene anch'io, ma per me il ribellarsi è solo una parola e il capitalismo, pur "vincendo" in quanto unico sistema economico che può reggersi in piedi, sta portando l'umanità verso il disastro. Il fatto che siamo in tanti contro pochi non significa nulla, perché molti non hanno coscienza di sé stessi, mentre il mercato e la finanza non hanno bisogna di autoconsapevolezza, perché fanno parte di un ingranaggio automatico. Quanto al marxismo (parolaio per ontologia) era invece piuttosto ottimista, però, come te, aveva fiducia nei proletari, senza pensare però che in effetti si trattava di *sotto-proletariato*.
No Carlo, scusa se insisto, ma il dogma dell'irreversibilità dei processi economici è un dogma (e non uso a caso questo termine).
E' vero che siamo in un periodo di forte incontestabile "sdemocratizzazione" e di giungla economico-finanziaria, ma un periodo non è l'assoluto. La consapevolezza dei detentori di piccolo capitale finanziario e di grande capitale umano è un processo in divenire, è appena iniziato. L'esempio della piccola Islanda, vittima di perversi test economici della criminale elite finanziaria, è sotto gli occhi di tutti.
Possiamo tutti essere islandesi, anche prima che i ghiacci della nuova glaciazione si estendano dagli Stati Uniti al resto dell'emisfero nord e occidentale. Laughing
A patto di essere concreti, di vivere il nostro tempo con occhi del nostro secolo, coi mezzi del nostro secolo e non con occhi e soluzioni del disastrato secolo scorso, che in economia è ancora in atto perché gli uomini grigi sono riusciti (PER IL MOMENTO) a fermare il tempo e ad appropriarsi dei nostri Stati e delle nostre vite. E noi a questi criminali affidiamo quotidianamente i piccoli capitali che servono a stringerci ancor più il nodo scorsoio al collo. Anzi il nostro Stato, retto ora in gran parte da ex sinistri, ha costituzionalizzato il conto corrente bancario, ovvero l'obbligatorietà alla tossicodipendenza finanziaria anche per i piccoli pensionati (con la scusa della necessità di controlli fiscali).
I partiti ormai non sono più rappresentanti di istanze e idee. Sono composti da nominati del sistema finanziario, a cui lo stesso (sistema) finanzia la campagna elettorale. I media poi, ovviamente, favoriscono e spingono costoro che spendono denaro per le proprie campagne elettorali. E qua si genera il mortale loop.
Sarebbe necessario votare chi investe meno denaro nelle campagne elettorali per avere garanza di indipendenza dal criminale sistema economico. Il confine odierno fra banche e partiti è indistinguibile. I politici locali, nel loro massimo splendore e potenza, entrano nelle fondazioni bancarie reiterando il processo all'ennesima ed incanalando in tal modo i loro delfini nella politica. Del sistema berlusconiano si è detto ormai tutto, ma del sistema "democratico" (inteso del Piddì) non si è ancora messo a fuoco la perversa e illusoria democraticità. Se il partito di Berlusconi era di plastica e unipersonale, quello principale della sua antitesi di sinistra è un partito di gomma, un muro di gomma, che illude ed illuderà (stante così le cose) con le false primarie assolutamente non aperte e non veritiere per i prossimi anni.

Sono d'accordo che per i cittadini sarà difficile per ancora diversi anni riappropriarsi di questi partiti, ma è anche vero che pochi anni fa, queste due entità erano largamente maggioritarie mentre oggi sono sotto al 50% di chi vota, e ripeto "di chi vota".
Il perverso sistema è agli sgoccioli, questi partiti sono senza ossigeno ideale e Renzi rappresenta l'ultimo investimento per mettere le fette di salame agli occhi, ma è chiaro a tutti (tranne a mia madre, almeno a parole, che non vuole darsi pace, ma sa bene anche se non ammette Laughing) quanto Renzi sia aria fritta, slogan e incapacità gestionale.

Il processo di ripartenza sarà durissimo, doloroso e molto lungo, ma non abbiamo alternative al mandare prima a casa questa gente costringendo questi partiti a destrutturarsi completamente. Il primo passo è portare negli organismi legislativi persone trasparenti in grado di cambiare progressivamente le regole e smantellare questo elefante medievale, clientelare e corrotto nell'osso che è il nostro Stato.
Carlo non c'è alternativa ormai. E il processo partirà, al di là di Grillo, dei Forconi, dei neo-comunisti, dei neo-fascisti, che di volta in volta il sistema marcio userà per additare il malcontento organizzato.
Dobbiamo concentrarci sulla sostanza. E la sostanza dice che pochissimi si stanno criminalmente arricchendo sulle spalle di tanti lavoratori, siano essi dipendenti e/o piccoli imprenditori capitalisti "umani" o ex tali (e ora pensionati non d'oro).
Il taglio delle pensioni d'oro e delle remunerazioni degli incarichi politici e management statali è, aldilà delle cifre e dei loro pesi, il primo unico reale discrimine fra chi vuole cambiare e chi vuole conservare il privilegio dei criminali finanziari (e politici).
I criminali finanziari e politici in Italia purtroppo coincidono pure all'80%. La criminalità organizzata era un tempo collaterale, oggi è incorporata a tutti gli effetti, con la sola distinzione fra operatori in giacca e cravatta e operatori militari (il livello più basso).
Pensare che le risorse di milioni di poveri pensionati vengono obbligatoriamente consegnate nelle banche della mafia politica e che queste risorse vengono utilizzate per impiccare ulteriormente loro, i lavoratori e le imprese vere mi fa andare il sangue alla testa. E le banche investono questo denaro in gran parte nei titoli di Stato per mantenere gli sprechi (anzi le ruberie) della classe politica da loro espressa. Come ciliegina sulla torta la mafia finanziaria europea ha fornito alle stesse capitale di tutti al tasso dell'1% per alimentare l'acquisto dei titoli capestro. La Bce ha rimesso risorse in circolo, nel circolo mafioso che potrebbero provocare la nostra morte per povertà. Ma non lo provocherà, perché la ribellione è vicina. Loro sono pochi e criminali.


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Ven Gen 10, 2014 3:28 pm

"Beato" te che ancora credi in qualcosa di nuovo e migliore per il futuro, io invece vedo che il partito radicale (nei vari modi in cui si è presentato), l'unico che ha sempre lottato contro i privilegi, i capitalisti sbruffoni e le religioni ipocrite e predatrici non è mai andato (nelle politiche) al di là del 3%, mentre la lEGA, dIPIETRO e ora gRILLO hanno raggiunto percentuali quasi da partiti "seri". Questo per me è quanto mi fa ... dis-sperare. Wink


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da BenoixRoberti il Ven Gen 10, 2014 3:49 pm

Tu commetti l'errore di af-fidarti ai/dei partiti.
E' paradossale il fatto che tu additi questi altri piccoli partiti o movimenti (M5S non è poi piccolo in effetti) perché il tuo non hai mai contato molto, "elettoralmente" parlando.
La forma partito e la manifestazione del consenso stanno radicalmente cambiando anche grazie ai nuovi mezzi che ci consentirebbero di manifestare le opinioni e di effettuare scelte con continuità, senza delegarlo a marionette criminali solo ogni quattro anni (salvo elezioni anticipate).
Io non credo più di tanto nei partiti, credo nelle idee e soprattutto credo negli uomini di buona volontà, che esistono e sono tantissimi. Il nostro partito deve essere la buona volontà, la buona fede, che non sono esercizi di buonismo d'immagine.

Il compito di persone intelligenti come te non è quello di rappresentare le delusioni del passato, ma di rafforzare la consapevolezza di un possibile migliore futuro. Prima s'è magari persa una battaglia, ma più avanti si potrebbe risolvere bene il conflitto.
Non si può essere malati e nel contempo adorare la propria malattia facendone una sorta di apologia; e poi noi non abbiamo il diritto di scaricare le nostre delusioni neutralizzando le speranze dei giovanissimi.

Perché in Italia non possiamo avere referendum consultivi? Dobbiamo fare in modo di mandare in parlamento rappresentanti che ci porteranno a ciò. E' un nostro sacrosanto diritto. E tu sai bene che gli italiani nei referendum non si sono mai comportati male, fregandosene degli indirizzi delle siglette mafiose, anche quando qualcuno li invitava ad andare al mare.
E piano piano si potrà così recuperare sulle enormi ingiustizie turbofinanziarie di questi ultimi anni.


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Ven Gen 10, 2014 4:12 pm

Beh, neppure sui referendum sarei così ottimista, perché ad es. sul fatto di permettere che si abortisse anche in strutture private, sull'abolizione dell'ergastolo e altre piccole cose, il popolo si schierò in massa dall'altra parte. Sad E poi che nel 1974 una notevole minoranza fosse ancora contro la possibilità di divorziare, secondo me la dice lunga sul grado di comprensione della massa. No, io non credo nei vecchi partiti, ma nelle nuove organizzazioni ... ancora meno. Wink


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Sab Gen 11, 2014 9:28 am

Provvidenza divina I

Secondo questa teoria l'uomo è stato creato da dio e ogni cosa che abbia fatto o farà era già conosciuta in principio dall'onnipotente-omniscente Signore. Orbene, dovremmo allora pensare che gli uomini siano stati creati essenzialmente per massacrarsi, perché gli orrori e le assurdità della specie umana rientrano nell'ordine eterno delle cose. D'altra parte essi sono una macchina perfettamente adatta allo scopo, con tutti gli organi del corpo umano e animale che si integrano a meraviglia per la funzione che devono svolgere. E l'homo sapiens, il più alto nella scala animale, opera finale di Dio, non va verso la sua estinzione, facendo di tutto per abbreviare il tragitto? Dov'è la saggezza, la bontà, la previdenza e l'ummatabile volontà di un artefice, che sembra occupato invece nell'ostacolare e rompere le molle di quegli automi che ci vengono indicati come i capolavori della sua capacità e abilità?
E allora, se questo dio non può fare altrimenti, non è né libero, né onnipotente, se cambia volontà non è immutabile e se non è riuscito a rendere le opere sue più resistenti, non è poi così abile e buono.  Evil or Very Mad 


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Sab Gen 11, 2014 1:14 pm

Nera luce (V)

Credo che non solo per me, ma per molto "Geist" europeo la genealogia sia verbum, vocatio, fides, intellectus. In principio, cioè nella mente bambina, sta il verbum religioso imposto: parola-famiglia, parrocchia, comunità. Questo verbum catechistico sistemico fa di essa una caverna platonica, sulle cui pareti sono proiettate le cose difficilmente resistibili e che a volte abiteranno il credente/credino/credulone (perché piccolo) anche in tutta la vita da adulto. Molto spesso prima, di rado ora, questa mente resa religiosa, viene spinta verso la vocazione al sacerdozio, alla vita cioè consacrata al dono totale.
Ho detto vocatio genera fides, non viceversa. E' infatti la vocazione che trasforma la credenza in fede: la credenza del credulo si appaga di proiezioni in caverna gestite dall'autorità, la fede del credente no, non si appaga: querit intellectum. Non può sopportare che sia illusionistico tutto ciò su cui ha scommesso la vita. In questo senso la certezza monopodica di Binetti e Buttiglione (ad es.) sono un quasi sicuro sintomo di tiepidezza di fede.
La ricerca dell'intelleggibilità si fa, in alcuni, svilippo concettuale dei dogmi della fede: teologia; in altri difesa dei fondamenti della fede: apologetica. Io sono stato del secondo tipo: volevo sapere se Dio esisteva e se Gesù era risorto, saperlo davvero! Ma a questa certezza non sono arrivato; ed ho invece riconosciuto qualcosa che chiamo apofatismo ed un apofatico non sviluppa concettualmente dogmi, si ferma sulla soglia.


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Re: Libri non di ciclismo - religione ed altro

Messaggio Da Lemond il Dom Gen 12, 2014 8:40 am

Provvidenza divina II

L'uomo che si autonsidera il capolavoro della Divinità ci dà la prova più importante dell'incapacità e/o malizia del suo preteso creatore. In questo essere sensibile, intelligente, pensante noi vediamo solo una macchina più gracile, più esposta a guasti, in virtù della sua stessa complessità. Gli animali, privi delle nostre conoscenze, sono più favoriti, perché sono indenni dai dolori morali, dai tormenti del pensiero: chi non vorrebbe essere un animale non pensante tutte le volte che rivolge la propria mente ai tormenti infiniti che lo potrebbero aspettare in una vita futura? E poi l'uomo non è l'unico animale che uccide quelli della propria specie? Insomma, da qualunque parte la si guardi, la provvidenza divina non esiste e per il principio di Occam si deve proprio scartare; ma anche, supponendo per un momento che sia impossibile concepire l'universo senza un artefice che vegli sui suoi fenomeni, dove sarebbe collocato simile creatore? D Dentro o fuori l'universo stesso, sarà materia, movimento o solo spazio, il nulla il vuoto? (segue)  angel-emoticon


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