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Jacques Romain Georges Brel

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Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Dom Ago 04, 2013 11:43 am

Promemoria primo messaggio :

Da quando ho conosciuto questo artista (da pochi mesi, anche se mi pare da sempre) mi sembra di aver fatto "passi da gigante" nella comprensione dell'uomo e della sua grandezza. Me ne ero innamorato subito, anche se non ne sapevo molto, ma credo che il "colpo di fulmine" si sia rivelato esatto e, come accade spesso, si è trasformato in amore. La cosa che mi fa più piacere è che non sono il solo e voglio proprio cominciare questa discussione qui con la traduzione di una lettera scritta nel 1954 da Juliette Greco.
"Ho incontrato Jacques Brel l'anno del suo arrivo a Parigi e cme dicono, così bene i canadesi, *je suis tombéè en amour* (in italiano, mi sono innamorata). Fra i tesori che mi ha proposto di cantare, c'era una canzone che, per l'epoca, era difficile, dura - Ça va (le diable) - Ho scelto quella e gli ho detto perché. Io ero abbastanza celebre, lui non ancora. Egli non aveva bisogno di me per le altre canzoni, ma per quella, senza dubbio, sì. Gli ho fatto capire la mia emozione e la certezza che sarebbe prest diventato ... quello che poi è stato e mi sentivo fiera e felice di aver incontrato un uomo come lui. La nostra amicizia è nata quel giorno e non è mai cessata: egli ha scritto per me e io canto per lui con tutte le mie forze, nel mondo intiero. Con amore. Jacques ha saputo dire tutto.



Il diavolo (va bene)

Un giorno, un giorno il diavolo è venuto sulla terra,
un giorno il diavolo è venuto sulla terra
per sorvegliare i suoi interessi, Egli ha visto tutto
e tutto ha sentito il Diavolo.
E dopo aver sentito tutto, e dopo aver
visto tutto,
è tornato a casa, là.
E lì, c’è stato un grande banchetto,
alla fine del banchetto, il Diavolo si è alzato
e ha pronunciato  un discorso:

Va Bene
Ci sono sempre, dappertutto,
Luci che illuminano la terra
Va bene
Gli uomini giocano come matti
al pericoloso gioco della guerra
Va bene
I treni deragliano con rumore
Perché dei ragazzi, pieni di ideali,
Mettono  bombe sui binari
E ciò crea dei morti originali
Morti senza confessione
Confessione senza remissione
Va bene

Niente si vende, ma tutto si acquista
L’ onore e anche la santità
Va bene 

Gli Stati si nascondono
In forma di società anonime
Va bene

I grandi si disputano i dollari
Arrivati dal paese dei bambini
L’ Europa ripete l'Avaro
In una cornice del novecento
E ciò provoca il morto di fame
E la fame dei popoli
Va bene

Gli uomini hanno visto tante cose che
I loro occhi sono diventati grigi
Va bene

E non si osa nemmeno più cantare
Per le strade di Parigi
Va bene 

Si trattano le persone coraggiose come pazzi
E poeti da sempliciotti
Ma su tutti i giornali
Tutti i bastardi hanno la loro immagine
Questo fa male alla gente onesta
E fa ridere invece quelle disoneste

Va bene, va bene


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Ven Set 19, 2014 10:40 am

Dopo il 1959 è diventato il faro dove si esibisce (mentre gli altri fanno da
contorno) e agisce come una carica di cavalleria: mette in scena i suoi
testi, cattura gli spettatori con le sue reti, con il modo drammatico di
recitare e il senso della parola e ... riesce a trasformare le sue canzoni
in quadri musicali.
https://www.youtube.com/watch?v=lnRDZQdCzEg


La sua canzone-teatro si indirizza a tutti coloro che hanno vissuto o
vogliono vivere un'esperienza intensa. Brel abbandona la chitarra e si
serve di tutto il suo corpo: la fronte s'increspa, le vene scolpiscono le
tempie, apre le mani e poi le chiude a pugno, gioca con le braccia e le
gambe, sempre controllando la mimica, salvo quando interpreta "Le Bombons" ,
dove si trasforma in un personaggio piuttosto greve e l'interpretazione deve
per forza essere "sopra le righe". Wink

https://www.youtube.com/watch?v=LWPl5hDjhoo
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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Mar Set 23, 2014 11:02 am

Jean Clouzet, medico e critico, pesa Brel prima e dopo lo spettacolo diversi
giorni di seguito e in un ora e mezzo di spettacolo, la diminuzione è di
circa ottocento grammi, nonostante che di suo, di massa grassa ne ha davvero
poco, perché è alto un metro e ottanta e il suo peso normale è sessanta
chili circa. Gli spettatori possono soffrire, piangere e ridere, ma non
applaudire, perché Jacques taglia corto e fa segno a Gérard Jouannest di
riprendere con la prossima canzone. Brel vuol far rimanere senza fiato il
suo pubblico, non rilasciare mai la pressione. Nessun altro cantante si
impegna come lui; basta guardare i visi, ad es. di Montand o di Béart dopo
il loro récital per capire che si sono controllati, mentre per Breel è
diverso: si dà sempre tutto in ciascuna parte dello spettacolo e infatti
quasi tutti gli spettatori pensano, ogni sera, di aver assistito al suo
miglior concerto. Wink J.B. dosa i suoi pezzi, alternando triste e scherzoso,
lento e rapido, forte e dolce e il pubblico per lui è tutto e infatti non
registrerà mai una canzone, senza prima averla presentata in scena. E ormai
da tempo ha smesso di raccontare storie, o di fare commenti sul palco:
nessuna confusione possibile, canta solo le sue canzoni, le sue "verità" e
le sue "menzogne". Con il passare dei tempi usa sempre più il "crescendo" e
infatti se uno sente ad es, Mathilde, a distanza di anni se ne accorge bene.

https://www.youtube.com/watch?v=RMFFK4av-D4#


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Dom Set 28, 2014 9:37 am

All'alba del 1960 Jacques è ricoperto di onori, il più grande artista belga di sempre, è atteso e applaudito anche in Francia e in Svizzera e la sua popolarità sta approdando anche in Canadà e anche nei paesi di cultura non francese, solo il mondo anglo-sassone gli resiste. La sua vita è sempre stata veloce  e pensa in ogni momento alle sue canzoni, e scrive dovunque si trovi, ciò passa aventi a tutto e a tutti, ripete spesso JoJo. Jacques pensa molto anche alla morte e a trentun anni canta tanto la vita che la morte. In scena Brel avrebbe potuto cantare qualsiasi cosa, tale era la sua presenza, ma se non si presta attenzione al testo, si dimentica Brel e si ascolta altro. ma credo sia impossibile trascurare le parole. Ormai però la sua visione sul mondo è cambiata  e non vuol più seminare la buona novella evangelica, come ha fatto spesso fino al 1959, il suo messaggio è diverso e di messaggio si tratta, perché se Ferré diceva che la canzone ti prende principalmente attraverso la musica, per Jacques è il contrario: la musica non tiene senza ... Certo una canzone è un tutto, ma ...
Nel 1959 compone e canta uno dei suoi più grandi successi internazionali "Ne me quitte pas",


allo stesso tempo che Elvis Presley ottiene un'ovazione planetaria con "Heart break hotel", il tutto perché una legge della "show-biz" s'impone: un cantante americano o inglese ha il vantaggio della lingua universale. In vita sua Jacques ha registrato qualche canzone in fiammingo, come in Marieke, dove coniuga fiammingo e francese, ma mai in inglese

https://www.youtube.com/watch?v=wfGDpzL9H7Y


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Sab Ott 04, 2014 8:35 am

Jacques non cerca la sua ispirazione in altro che nella sua vita, nelle canzoni proietta i sogni, in altre parola racconta ciò che non riesce ad ottenere,a fare. E allora in tutta la sua vita ha lavorato duro per colmare questo iato: ciò che è e quello che vorrebbe essere. E il lavorare è il suo credo, perché lui è convinto che il talento non esiste, esso è solo la voglia di fare, ad es. di *realizzare* un sogno; il resto è solo sudore, fatica e disciplina. E il suo lavoro è aiutato dall'assenza di ogni ermetismo, dal vocabolario limpido, sintassi diretta, quasi parlato: un debuttante in lingua francese può presto comprendere il suo stile.

https://www.youtube.com/watch?v=2U06PicY2C4


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Sab Ott 11, 2014 12:27 pm

Jacques s'interroga spesso sui rapporti fra la canzone moderna e la poesia e, in particolare, a proposito di una delle sue pure poesie: Le plat pays. Non l'ama molto in partenza, perché gli è venuta troppo in fretta e dice che è "una poesia a buon mercato". Che una delle sue opera possa, agli occhi dei lettori, prescindere dalla musica, lo deconcerta. Dopo il suo arrivo a Parigi ha spesso (dice lui) la debolezza di credersi poeta, ma urla a squarciagola a chi lo vuole intendere che che fra scrittore di canzoni e poesia c'è una barriera insormontabile e, appunto, lui pensa di avere solo l'istinto del poeta, ma non i mezzi e si limita a scrivere canzoni, perché il poema che ha in mente resta sempre "in fieri". Sad

https://www.youtube.com/watch?v=-5-N4Dbok34


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Ven Ott 17, 2014 9:40 am

Nel suo lavoro di paroliere, a partire dal 1959 rinuncia, senza peraltro rinnegarlo all'intento predicatorio e l'universo di Brel si colora al ritmo della sua vita. Sotto l'influenza di JoJo, si accorge che la società che gli sta intorno è grigia ed ingiusta e il modo che ha la gente di risolvere molte cose con un po' di "carità" è ignobile. Nelle sue canzoni, ipocrisia, ingiustizia e stupidità s'incarnano in certi tipi, non nella borghesia in generale, ma nei notai, i farmacisti e altri, promossi al primo rango nella "demonologia" breliana. Però è cosciente in lui che quello è il suo parere e non vuol andare oltre, perché solo i postini fanno arrivare messaggi e, alla luce della storia, la borghesia è stata la prima classe mediatrice e produttrice di cultura, però se si quarda qualche borghese più da vicino ...

https://www.youtube.com/watch?v=dCHi5apc1lQ


Egli cerca di cantare invece i poveri, i disperati, i frustrati e costoro, più degli altri, hanno bisogno di tenerezza e più che è messaggio il suo è un grido.

https://www.youtube.com/watch?v=eC1HGS8VL0g



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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Gio Ott 23, 2014 9:41 am

Jacques odia le istituzioni e tutti gli obblighi inutili che la società impone, ad es. la sacralizzazione del matrimonio: lui non è fatto per per mettersi nella pelle di un marito e, secondo lui la famiglia priva il bambino di quello che lui chiama il Far West e che si può tradurre con la voglia di evadere e di sognare.

https://www.youtube.com/watch?v=tqtqUABH4ig


la sua tenerezza quindi va ai più deboli: ai piccoli e ai vecchi, mai agli adulti e men che meno alle donne. Egli dichiara che non comprendere proprio le femmine. Riassumendo  la società è ostile all'uomo, perché è dominata da uomini che hanno perso il fanciullo che è in loro. certi parlano di  di pessimismo metafisico, ma la filosofia non lo appassiona e solo in una sua canzone affronta questo tema.


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Mer Ott 29, 2014 8:14 am

Si è spesso parlato di misoginia in Brel e in effetti esiste, perché per lui
l'affetto duraturo esiste solo fra uomini, fra uomini veri si può vivere un
gradevole purgatorio, se non addirittura un paradiso quasi permanente, con
le donne è assicurato l'inferno. Per lui gli amanti vivono soprattutto il
loro amore quando sono lontani l'uno dall'altra, insomma l'amore si espande
solo con la separazione.

https://www.youtube.com/watch?v=H1DpjXQUDsI


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Mer Nov 05, 2014 9:13 am

Da quando è diventato una "star" Jacques si vede accerchiato continuamente da delle ragazze, ma egli sa che loro amano la "vedette" e non certo l'uomo e allora gli ritorna quel suo spirito di rivolta, la voglia di voler proprio rivoltare, se non il mondo, almeno i sentimenti, perché in cuor suo ha paura che il prossimo amore sarà la prossima sconfitta!

https://www.youtube.com/watch?v=L2vg2AiW30c


Jacques invece crede all'amicizia, non a quella eroica e virile di Malraux, né a quella di solidarietà umanista di Camus, ma semplicemente  di compagni che si frequentano molto spesso e si riunisco per divertirsi e per confidare le proprie convinzioni.

https://www.youtube.com/watch?v=z_JJRN_GFd4&list=RDz_JJRN_GFd4#t=11


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Mer Nov 12, 2014 10:13 am

Jacques è ossessionato dal tempo e dlla degradazione fisica che comporta e teme più l'invecchiamento che la morte.

https://www.youtube.com/watch?v=M-nyLvIuHDU


Per quanto riguarda la sua geografia, è piuttosto circoscritta: solo paesi caratterizzati da pioggia e nebbia, anche se talvolta riesce a essere divertente e divertito quando evoca la capitale del suo paese natale, descrivendo ad es. lo "charme" delle sue cartoline postali. Wink

https://www.youtube.com/watch?v=2KOt4Owaoxc


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Mer Nov 19, 2014 9:32 am

Le canzoni di Brel non sono certo favole, lui non è come Brassens, che ha una perfetta conoscenza di La Fontaine, tuttavia vuole e riesce a creare un bestiario tutto suo e, come emblema di sé stesso prende il cavallo, probabilmente per i denti nei quali si riconosce. Wink

https://www.youtube.com/watch?v=02pqs9f6OKk


Per creare un personaggio principale, Jacques ha bisogno, a parte gli animali, di un nome e le sue canzoni sono piene di nomi propri, a cominciare da JoJo.

https://www.youtube.com/watch?v=tDi5TyWG-9o


forse il più bell'inno all'amicizia mai scritto.


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Mar Nov 25, 2014 9:06 am

Per Brel i "suoi" posti sono importanti e l'immaginazione situa con precisione i luoghi dove i suoi personaggi sono felici o disperati: la piazza di Brouckère a Bruxelles, la stazione Saint-Lazare a Parigi

https://www.youtube.com/watch?v=p3YJZCE8yOE


Il casino di Knocke è spesso presente e è un continuo ritornarci e poi lasciare, anche senza fare allusione alla superba sala decorata da Magritte, perché la pittura non ha mai ispirato le canzoni di Jacques, anche se poi è sepolto alle Isole Marchesi, a pochi metri da Paul Gauguin. L'artista invece è molto attratto dagli eroi (veri o di fantasia) dell'infanzia: Vasco de Gama, Charlie Chaplin, ma soprattutto Don Chisciotte.

https://www.youtube.com/watch?v=U2kn0Q3UHOc


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Mer Dic 03, 2014 11:25 am

Agli inizi certe frasi e metafore di Brel sono contestabili (e contestate), ma la sua tecnica letteraria progredisce di pari passo con quella musicale (dal 1954 al 1959), anche se Jacques conserva una passione particolare per i neologismi e una volta confessa che lui ""arpégeait son chagrin". Con essi ama fermare l'ascoltatore a interpretare il senso proprio e traumatizzarlo. Wink L'idea che domina la sua opera è l'amore, divino e umano, il tutto attraverso il dominio della tenerezza.

http://www.lastfm.it/music/Jacques+Brel/_/La+Tendresse/+videos/+6-eC1HGS8VL0g


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Gio Dic 11, 2014 9:38 am

Brel riconosce di non essere un poeta perché i suoi versi non sono di tipo classico, trova più facilmente una rima povera che ricca e non riesce ad seguire la metrica pura di George Brassens, che invece sa anche utilizzare arcaismi, che Jacques di rado conosce. Man mano che la carriera prosegue Brel riesce ad utilizzare versi sempre più lunghi, arrivando addirittura a diciotto sillabe, esercizio molto difficile, nel quale pochissimi poeti francesi si cimentano. Eccone un esempio

https://www.youtube.com/watch?v=M-nyLvIuHDU


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Gio Dic 18, 2014 10:17 am

Dopo il 1959, quando scrive, Jacques non ha più in testa nessun tipo di insegnamento, neppure Brassens; pensa con la sua sola testa, in tutta libertà. Prova amicizia per Brassens, ma si rammenta sempre che Claude nel 1953 si rifiutò di esibirsi dopo di lui ai Trois Baudets. Otto anni di più, Brassens si è imposto al pubblico ben prima di Jacques e questo fatto attraverserà per sempre il loro rapporto. Ma a ben guardare le somiglianze fra i due sono superficiali e forse la cosa che li accomuna è che entrambi cercano e trovano una morale *senza dio*. Per il resto sono molto diversi. Brel ricerca e impone la disperazione e la dismisura ed è sempre al centro della scena, come interprete, mentre l'altro spesso si nasconde dietro i propri testi. Un esempio che dovrebbe essere chiaro per tutti è quello che hanno scritto e cantato in onore della morte di JoJo.

https://www.youtube.com/watch?v=kOnXJT3McN8 Questa è quella di Brel, ma l'altra non la trovo, perché non rammento il titolo! Se qualcuno potesse aiutarmi


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Gio Dic 25, 2014 9:30 am

Jacques è uno dei rari cantanti a rifiutare il play-back, sia in studio che alla televisione e la sua stima per Juliette Greco è in parte legata all'identico rifiuto. Alcuni specialisti affermano che con il p.b in studio si ottiene un miglior suono e degli effetti più vari  e sottili ed è anche meno costoso far sfilare gli uni dopo gli altri e poi "mixare" fino a quattro bande di suoni. Ma per Brel in questo modo la registrazione di un disco si trasforma in professionismo disumanizzato, ciò che dovrebbe essere un piacere collettivo, si trasforma invece in singole prestazioni separate! J.B. ha pure sottolineato gli inconvenienti ridicoli del p.b. alla televisione: le labbra non seguono il disco! Eppoi il contatto diretto, stimolante con gli altri è necessario ed è forse l'unico che ho visto essere applaudito dai propri musicisti durante le registrazioni. Anzi no, ce n'è stata un'altra: Sarah Vaughan

https://www.youtube.com/watch?v=L1pO88IVn_4


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Sab Gen 03, 2015 8:58 am

Jacques passava bene alla radio, ma alla TV ancora meglio, perché il piccolo schermo gli permette di far conoscere il grande mimo che è il suo corpo. Lo aiuta altresì a raffinare l'arte dell'intervista e infatti, con il tempo, riesce ad ottenere una prodigiosa facilità verbale, che non possedeva per niente agli inizi di Bruxelles. Come il Vangelo lui dice tutto e il suo contrario, perché? E' alla ricerca di sé e non vuole che gli altri possano arrivare a conoscerlo troppo bene, meglio di lui stesso.

https://www.youtube.com/watch?v=BB4mQF1GQV0


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Dom Gen 11, 2015 9:18 am

Nel 1961 è la principale attrazione all'Olympia, al posto di Malen Dietrich che ormai è sulla via del tramonto. Brel ormai è diventato una delle grandi "vedettes" della canzone in Francia. Gli altri  in quell'anno si dividono secondo l'età: J. Hallyday 18 anni che fa l'amore con la sua chitarra; S. Distel 28 si caratterizza per gentilezza e "charme"; Jacques 32; G. Becaud 33 segue le mode e la sua immagine diventa confusa; C. Aznavour 37 grande lavoratore come Brel, scrive testi per E. Piaf, prima di cantare; G. Brassens 39 è il solo con il quale J.B. si confronta, quasi con ossessione e la sua immagine è netta e chiara; Y. Montand 40, eterno, ha un mestiere che gli permette di conquistare popolarità fino al Giappone, cosa che al Nostro non riuscirà mai. Ma Montand non scrive né musica, né parole; L. Ferré 45 raggiunge un pubblico più sofisticato e non riuscirà a incidire mai come Jacques sul pubblico in generale.

https://www.youtube.com/watch?v=H7AbYAF_M9s


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Messaggio Da Lemond il Mar Gen 20, 2015 9:01 am

Nel 1962 fprma (a vita) con E. Barclay, perché? Anche se con certe esitazioni, ormai Jacques si sentirebbe abbastanza sicuro per continuare da solo, ma ciò comporto avere grossi mezzi e fino allora nessuna casa di dischi alternativa è riuscita nell'impresa. E allora rinuncia e quello che produrrà da solo sarà la sua morte, con relativa seppellimento e stele di marmo, ove sarà scritto:


Ah je les vois déjà
Tous mes chers faux amis
Souriant sous le poids
Du devoir accompli
Ah je te vois déjà
Trop triste trop à l'aise
Protégeant sous le drap
Tes larmes lyonnaises
Tu ne sais même pas
Sortant de mon cimetière
Que tu entres en ton enfer
Quand s'accroche à ton bras
Le bras de ton quelconque
Le bras de ton dernier
Qui te fera pleurer
Bien autrement que moi
Ah Ah Ah Ah Ah Ah

che poi diventerà: https://www.youtube.com/watch?v=zJ6ZTRnzV5M


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Messaggio Da Lemond il Mer Gen 28, 2015 8:53 am

Diventato celebre, non può più nascondere la sua doppia vita sentimentale: la famiglia a Bruxelles e Sophie a Paris e i giornalisti incalzano sia lui che la moglie e le figlie. Nessuno vuole mentire, ma neppure dire la verità e la miglior risposta e scrivere e cantare:

https://www.youtube.com/watch?v=oyijSss9dxo


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Gio Feb 05, 2015 9:14 am

In Belgio si percepisce la trasformazione dovuta all'influenza di Parigi, non è più il militante cattolico al quale deve il soprannome L'Abate-Brel, che gli ha trovato Brassens. Accorda invece e volentieri interviste a giornali di sinistra e la sua comunione ideale con JoJo si fa più stretta. L'accondiscendenza della moglie (Miche) è totale, inesplicabile e aberrante per alcuni, ma lei si accontenta di essere la moglie legittima e anche una delle sue amanti; in sintesi il loro rapporto è sia complementare che contraddittorio: Jacques si può definire attraverso il movimento, Miche per la stabilità, Brel ha bisogno della famiglia, ma al contempo vorrebbe evadere e Miche l'aiuta, ma forse la cosa non è reciproca e neppure completamente avvertito il sostegno di Miche, quando scrive:

https://www.youtube.com/watch?v=hojH5St62bw



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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Ven Feb 13, 2015 9:18 am

In un'intervista, ad una questione, di per sé banale, Jacques, superbo e franco, risponde: "Très honnetement, c'èst moi". Che tutti gli altri si arrangino! Sad E quando torna a Bruxelles è un "paterfamilias" autoritario ed esigente: passa in rivista le figlie e allorché scoppia la moda delle minigonne, lui ne è un po' disgustato. Brel adora parlare dei figli degli altri, ma non dei suoi, perché sa che davanti a questi ultimi è solo convenzionale e nel profondo è convinto che la paternità quasi non esista, a differenza della maternità: in fondo un omaggio a Miche. ll solo modo, per lui, di coinvolgerle è quello di farle assistere a un suo spettacolo, affinché sappiano che cosa fa il padre, quando è assente.
Anche Miche, però, secondo le figlie non si comporta al meglio, perché è più portata a fare la moglie che la madre - taglio -.
Brel accoglie quattro giorni Chantal (la maggiore) a Parigi e le presenta Gilbert Becaud e Henry Salvador e in questi giorni Jacques sa anche essere tenero.

https://www.youtube.com/watch?v=GdqWqmpFyDY



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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Sab Feb 21, 2015 8:30 am

Le figlie e Brel vivono come su delle montagne russe: tutti dicono loro che il padre è straordinario, allegro ed estremamente originale e le invidiano, ma dall'interno conoscono una persona dalle esigenze convenzionali, fino all'assurdo. In più c'è la storia della sua seconda vita a Parigi che è oggetto delle insinuazioni a scuola e le scene gioiose fra loro si succedono a quelle disgustose e una sera a tavola Chantal lo accusa chiaramente di averle abbandonate! Ma Jacques continua come se niente fosse e risponde solo così:

https://www.youtube.com/watch?v=SMIJmNkVCJQ


Elles sont notre première ennemie
Quand elles s'échappent en riant
Des pâturages de l'ennui
Les biches
Avec des cils comme des cheveux
Des cheveux en accroche-faon
Et seulement le bout des yeux
Qui triche
Si bien que le chasseur s'arrête
Et que je sais des ouragans
Qu'elles ont changés en poètes
Les biches
Et qu'on les chasse de notre esprit
Ou qu'elles nous chassent en rougissant
Elles sont notre première ennemie
Les biches
De quinze ans

Elles sont notre plus belle ennemie
Quand elles ont l'éclat de la fleur
Et déjà la saveur du fruit
Les biches
Qui passent toute vertu dehors
Alors que c'est de tout leur cœur
Alors que c'est de tout leur corps
Qu'elles trichent
Lorsqu'elles broutent le mari
Ou lorsqu'elles broutent le diamant
Sur l'asphalte bleu de Paris
Les biches
Qu'on les chasse à coups de rubis
Ou qu'elles nous chassent au sentiment
Elles sont notre plus belle ennemie
Les biches
De vingt ans

Elles sont notre pire ennemie
Quand elles savent leur pouvoir
Mais qu'elles savent leur sursis
Les biches
Quand un chasseur est une chance
Quand leur beauté se lève tard
Quand c'est avec toute leur science
Qu'elles trichent
Trompant l'ennui plus que le cerf
Et l'amant avec l'autre amant
Et l'autre amant avec le cerf
Qui biche
Et qu'on les chasse à la folie
Ou qu'elles nous chassent du bout des gants
Elles sont notre pire ennemie
Les biches
D'après vingt ans

Elles sont notre dernière ennemie
Quand leurs seins tombent de sommeil
Pour avoir veillés trop de nuits
Les biches
Quand elles ont le pas résigné
Des pèlerins qui s'en reviennent
Quand c'est avec tout leur passé
Qu'elles trichent
Afin de mieux nous retenir
Nous qui ne servons à ce temps
Qu'à les empêcher de vieillir
Les biches
Et qu'on les chasse de notre vie
Ou qu'elles nous chassent parce qu'il est temps
Elles restent notre dernière ennemie
Les biches
De trop longtemps


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Re: Jacques Romain Georges Brel

Messaggio Da Lemond il Dom Mar 01, 2015 8:37 am

Isabelle diventerà *La Nuvola*, perché nei sogni del padre la figlia più piccola sembra essere al di sopra di ogni situazione.

https://www.youtube.com/watch?v=WKaSR61-fJI


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